Roma - Sogin, Bono e Cicero al telefono: “whistleblower? caxxi loro”. Poi licenziati. Anac 2 anni dopo conferma condotta ritorsiva da parte di AD Artizzu
Roma – Il caso delle ritorsioni contro i dipendenti whistleblowers di Sogin che l’ANAC – l’Autorità Anticorruzione – ha formalmente contestato all’A.D. Gian Luca Artizzu e alla responsabile del personale Belinda Sepe (sottoposti, ciascuno, a due procedimenti sanzionatori) ripropone in termini di attualità la lunga rassegna di captazioni telefoniche operate dalla polizia giudiziaria nell’ambito dei numerosi filoni di indagine dedicati dal 2021 alla società statale responsabile del decommissioning nucleare, su delega della Procura della Repubblica di Roma.
LA GUARDIA DI FINANZA SEGNALO’ AD AUTORITA’ GIUDIZIARIA COLLEGAMENTI TRA SOGGETTI CHE VOLEVANO DELEGITTIMARE SELF CLEANING SOGIN
Come già documentato da AGEEI in passato, la Guardia di Finanza requirente nella primavera del 2023 segnalò all’Autorità Giudiziaria capitolina di aver ricostruito uno scenario segnato dai collegamenti tra più soggetti interni e esterni all’azienda alimentati dal comune obiettivo di mettere in discussione il valore delle verifiche che erano state svolte sui contratti passati del deposito nazionale scorie radioattive e della stagione di self cleaning che ne era conseguita a cominciare dalle nuove misure interne introdotte in materia di appalti e rapporti con i fornitori, nonché a delegittimare, tramite interrogazioni parlamentari e mirati articoli stampa, l’operato della dirigenza a stretto contatto con l’Organo Commissariale.
LUCA CITTADINI, GIUSEPPE BONO, ALESSANDRO CICERO E GIAN LUCA ARTIZZU
In particolare, gli inquirenti hanno isolato migliaia di conversazioni telefoniche intervenute, sino a prima dell’insediamento di Gian Luca Artizzu nel ruolo di amministratore delegato (agosto 2023), tra quattro soggetti: Luca Cittadini (l’ex dirigente finanziario oggi al centro dell’inchiesta giudiziaria della Procura di Milano sugli affidamenti delle commesse della controllata Nucleco quando da lui amministrata), Giuseppe Bono (ritornato alla Sogin, grazie ad Artizzu, dopo diversi anni senza ruoli e senza incarichi trascorsi nel GSE e senza ricorso a procedure comparative, al pari di come Artizzu gli ha conferito la direzione del Regolatorio), Alessandro Cicero (il blogger che, secondo quanto denunciato alla p.g. dall’ex A.D. Fontani, aveva pressato per le assunzioni di Bono e Artizzu, quest’ultimo suo amico ultraventennale dal quale ha ricevuto una gran berlina Mercedes dopo l’assunzione in Sogin dell’estate 2020) e Gian Luca Artizzu, il dirigente del Personale avvicendato nel 2022 dai Commissari di Draghi e interrogato dalla GDF nell’aprile 2023 (pochi mesi prima della sua nomina voluta dai Ministri Giancarlo Giorgetti per il MEF e Gilberto Pichetto Fratin per il MASE) sulla natura di taluni suoi rapporti interni e esterni all’azienda.
ARTIZZU E BONO, CON CICERO, COMMENTAVANO ATTIVITA’ TASK FORCE VERIFICHE APPALTI IRREGOLARI
In un passaggio cruciale dell’annotazione di polizia giudiziaria del 19 maggio 2023 trasmessa dalla Guardia di Finanza di Roma alla locale Procura della Repubblica, gli inquirenti riportavano che la stragrande maggioranza dei messaggi scambiati tra Cicero, Artizzu, Cittadini e Bono afferivano a commenti e considerazioni circa le vicende societarie della Sogin S.p.A. e in particolare all’attività della TASK Force e al ruolo di chi l’aveva coordinata e ai riflessi che la stessa aveva avuto sui licenziamenti di alcuni dirigenti nel 2022, in contatto con loro.
Di rilievo risulta una conversazione a mezzo messaggio telefonico scambiato tra Alessandro Cicero e Giuseppe Bono (allora al GSE, oggi direttore del Regolatorio) il 3 aprile 2022.
Il contatto risale esattamente a due anni prima che l’esercizio del potere disciplinare da parte del neo A.D. Artizzu e del capo del personale Belinda Sepe intervenga, nella primavera del 2024, a colpire, in blocco, tutti i dipendenti protagonisti delle verifiche interne sugli appalti del deposito nazionale e della segnalazione delle irregolarità alle Autorità competenti.
Il messaggio è tratto dalle migliaia di elementi che la Guardia di Finanza ha estratto da smartphone e computer di Alessandro Cicero dopo il sequestro operato nel marzo 2023.
Quest’ultimo, oggetto nel 2023 di denunce formulate da tutti i whistleblowers, oggi risulta rinviato a giudizio dalla Procura della Repubblica di Tivoli nel procedimento che lo vede contrapposto proprio al dirigente che coordinò la Task Force delle verifiche sugli appalti societari.
Nel frattempo ancora pende il procedimento della Corte dei Conti aperto sul fascicolo sulle spese ingiustificate trasmesso dalla Procura di Roma.
GIUSEPPE BONO E ALESSANDRO CICERO AL TELEFONO SUI WHISTLEBLOWERS: “FANNO SCHIFO COME MISERE PERSONE, CAZZ.. LORO”
In quel periodo i due, Cicero e Bono, stanno commentando le notizie passategli dall’interno dell’azienda sugli approfondimenti in corso sulle tutele da riconoscere a tutti i dipendenti che erano stati interrogati dalla GDF sulla vicenda della fuga di notizie relativa al rapporto riservato che i whistleblowers avevano presentato al CdA nel settembre 2021.
I due ignorano o comunque saltano del tutto ogni aspetto legale relativo alle salvaguardie da future ritorsioni che la legge riconosce a favore dei lavoratori che adempiono al proprio dovere di denuncia, che in questo caso vengono etichettati come “misere persone”.
Il tutto viene derubricato in una sorta di salvacondotto per evitare il licenziamento.
Di qui la chiosa sprezzante del blogger: “Ai posteri l’ardua sentenza! Ripeto CAZZ.. LORO! Mi fanno schifo come misere persone!”.
La Sogin è la Società deputata al Decommissioning del nucleare partecipata interamente dal Mef di Giancarlo Giorgetti e vigilata dal Mase di Gilberto Pichetto Fratin.
IL CONTESTO
Sogin, ANAC boccia tesi ed espedienti usati da Artizzu e Sepe contro whistleblowers. IL DOCUMENTO
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