Roma - L’attuale Amministratore delegato di Sogin e l’amico denunciato per aver fatto pressioni per la sua assunzione in seguito alla quale Artizzu dette la Mercedes appena acquistata, parlavano nel 2023 del fatto che i commissari non avrebbero aggiudicato l’appalto Cemex tramite affidamento diretto. La gara Cemex di cui i due parlavano al telefono è stata annullata di recente proprio dall’attuale Ad.
Il gruppo che faceva capo al dirigente della Sogin Gian Luca Artizzu non era interessato solo ad affidamenti diretti da qualche centinaio di migliaia di euro, come quelli piazzati poco tempo dopo che l’attuale amministratore delegato aveva assunto la direzione dell’ufficio Personale.
A destare la particolare attenzione di piu’ soggetti (come in particolare Giuseppe Bono, che proprio Artizzu ha ricollocato nell’azienda tra contestate illegittimità e cose non dette ai Ministeri) sembra fossero le commesse plurimilionarie pianificate dai Commissari nominati da Draghi, dall’appalto per l’impianto ICPF di Trisaia in Basilicata da oltre 40 milioni di euro a quello travagliato per la realzizazione del Cemex a Saluggia da oltre 150 milioni di euro.
E’ uno dei quadri – che AGEEI documenterà nei prossimi articoli – che emerge dai copiosi atti che la polizia giudiziaria ha prodotto l’anno scorso ad esito di separate attivita’ d’indagine sul conto della Sogin, che si sono rese necessarie a fronte dei nuovi elementi via via acquisiti nel corso delle inchieste più note e che, in un caso, rimandano ai legami di Artizzu interni ed esterni alla società pubblica del nucleare.
A INIZI 2023 UN GRUPPO ‘MONITORAVA’ COMMISSARIO E ALCUNI DIRIGENTI PER AZIONI SU APPALTO CEMEX
Le migliaia di captazioni annotate dagli inquirenti rivelano un fitto giro di contatti nei primi mesi del 2023 volti a monitorare e condividere notizie relative alle iniziative sull’appalto CEMEX da parte del Commissario – la Prefetta Fiamma Spena – e dei dirigenti a suo stretto contatto, dalle azioni societarie conseguenti alla risoluzione del contratto che era stato aggiudicato nel 2020 e segnato da gravi ritardi dell’appaltatore alla gara messa in cantiere dai Commissari per rilanciare l’appalto.
Nel circuito delle varie figure in gioco ci sono, tra gli altri, il dipendente del GSE Giuseppe Bono che approderà in Sogin qualche giorno dopo l’insediamento nel ruolo di Artizzu di A.D., i rappresentanti di una impresa pugliese S.r.l. – la P.S. – che faceva parte delle ditte esecutrici del contratto CEMEX e perfino un ex Commissario della Sogin al tempo di un decennio fa.
E, ovviamente, il dirigente Artizzu e il blogger A. C. che si era speso per la sua assunzione e che aveva da lui ricevuto una grande berlina Mercedes.
A.C. E ARTIZZU AL TELEFONO: “LA PAZZA SPINGE PER GARA A FEBBRAIO, NO AFFIDAMENTI DIRETTI”
E’ il 12 febbraio 2023 quando A. C. si mette in contatto con Artizzu toccando un tema di evidente interesse. Qualche mese prima, infatti, la Società le cui iniziali sono P.S. a fronte della deriva dell’appalto da 110 milioni di euro che si era aggiudicato nel 2020 in associazione con il Consorzio Teorema, aveva indirizzato una lettera ai Ministri Giorgetti, Pichetto Fratin e al Commissario Spena chiedendo di proseguire l’esecuzione delle opere con un affidamento diretto alla stessa ditta pugliese e ad Ansaldo. Per quanto fonti interne alla Sogin raccontino di uno scontro sul punto tra il Prefetto e il responsabile del procedimento Scolamacchia (che Artizzu ha nominato direttore dell’Ufficio Appalti), il Commissario aveva deciso di soprassedere alla richiesta pervenutagli bocciandola come illegittima.
L’INTERCETTAZIONE
Nel colloquio di metà febbraio 2023, A.C. segnala dunque ad Artizzu di aver “trovato info in senso contrario” rispetto alla “storia dell’affidamento diretto ad Ansaldo” e gli riferisce quello che aveva appreso dall’interno della Sogin.
“La pazza” – così veniva etichettata la Prefetta Spena – “sta spingendo Ingegneria ad accelerare perché vuole emettere il bando con la dichiarazione di interesse entro febbraio, prima aveva detto marzo”.
Dalla notizia su tempistiche e modalità di gara (consultazione di mercato) si passa al commento sulla difficoltà a procedere ad affidamenti diretti: “se fai la dichiarazione di interesse e si presenta qualche ditta europea seria, mica facile poi passare ad affidamento diretto”.
ARTIZZU ERA DIRIGENTE CON SUPERIORI ONERI DI RISERVATEZZA
Nel periodo oggetto di approfondimenti e indagini della GDF Gian Luca Artizzu era il responsbaile per la Sogin della gestione del ciclo del combustibile e del materiale nucleare detenuto all’estero, quindi a capo della direzione preposta agli accordi internazionali di massima riservatezza sulla detenzione e smaltimento delle scorie nucleari fuori dai confini dell’Italia.
AGEEI è da sempre impegnata a ricostruire e raccontare fatti e vicende di interesse generale rendendo note modalità di governo e gestione delle risorse pubbliche – anche al fine di superare eventuali fake news diffuse sui temi oggetto di approfondimento – e evidenzia che Sogin SpA – società del nucleare partecipata dal Ministero dell’Economia retto da Giancarlo Giorgetti, vigilata dal Ministero dell’Ambiente retto da Gilberto Pichetto Fratin e sottoposta a rimborso dei costi dietro placet dell’ARERA presieduta da Stefano Besseghini – è soggetto giuridico autonomo rispetto alle persone fisiche che l’amministrano e/o a quelle che compongono la relativa dirigenza.
L’INCHIESTA
AGEEI è impegnata a ricostruire e raccontare fatti e vicende di interesse generale rendendo note modalità di governo e gestione delle risorse pubbliche – anche al fine di superare eventuali fake news diffuse sui temi oggetto di approfondimento.
Ed evidenzia che Sogin SpA – società del nucleare partecipata dal Ministero dell’Economia retto da Giancarlo Giorgetti, vigilata dal Ministero dell’Ambiente retto da Gilberto Pichetto Fratin è soggetto giuridico autonomo rispetto alle persone fisiche che l’amministrano e/o a quelle che compongono la relativa dirigenza.
SOGIN, INTERPELLATA NEL MERITO, NON RISPONDE
AGEEI ha chiesto alla Sogin a più riprese – in maniera preventiva alla stesura delle inchieste giornalistiche – di avere chiarimenti in merito a interrogatori e appalti.
E si è resa disponibile a pubblicare – per leale collaborazione – repliche, smentite, integrazioni tramite note scritte e interviste.
Ma Sogin ha finora preferito non rispondere limitandosi a far inviare diffide o querele con le quali veniva chiesto di interrompere le pubblicazioni.
Nella fattispecie è stato chiesto a Sogin: di sapere sulla base di quali motivazioni e/o informazioni l’A.D. Artizzu abbia deciso di negare ogni suo coinvolgimento nelle attività di polizia giudiziaria.
E cosa abbia da dichiarare sugli affidamenti diretti che ha richiesto e gestito tra il 2020 e il 2021
Sogin ha preferito non rispondere.
Resta ferma la facoltà che viene riconosciuta ai diretti interessati di poter condividere con apposito spazio su questa testata le conversazioni intercorse e ancora non pubblicate in modo da poter argomentare sulla base di contenuti e non di generiche dichiarazioni di principio in merito alla propria posizione.
Sogin è sottoposta a rimborso dei costi dietro placet dell’ARERA presieduta da Stefano Besseghini.
Continua…
