Roma - AGEEI ha appreso che l’A.D. di Sogin Gian Luca Artizzu starebbe interessando il CdA sull’ipotesi del rientro nell’orbita aziendale dell’ex dirigente Mariano Scocco, il cui nome è legato in particolare alle recenti inchieste giudiziarie della Procura di Roma sulla violazione del segreto del rapporto sulle verifiche interne in materia di appalti (unitamente all’ex consigliera Luce Meola e ad altro dirigente) e sulle spese ingiustificate per il deposito nazionale scorie radioattive, su cui ha aperto un fascicolo anche la Corte dei Conti.
Come documentato da AGEEI in precedenti articoli, Scocco era tra i firmatari dei contratti commissionati da Artizzu nel 2020, su cui la Guardia di Finanza ha intrapreso attività di p.g. poco prima della sua nomina ad amministratore delegato.
ARTIZZU CERCA CONSENSO CDA PER RITORNO DELL’EX SCOCCO
Secondo quanto riferito da diverse fonti interne alla società responsabile dello smantellamento delle centrali nucleari, negli ultimi mesi l’A.D. di Sogin Gian Luca Artizzu si starebbe sempre più adoperando per riportare in azienda l’ex dirigente Mariano Scocco, che nel 2022 fu messo alla porta in quanto ritenuto uno dei responsabili della lunga stagione passata segnata dalle irregolarità legate alle spese milionarie sostenute per il deposito nazionale scorie radioattive.
A differenza di quanto avvenuto per il già contestato ritorno di Giuseppe Bono su cui sono state presentate interrogazioni parlamentari – che non è un dirigente -, in questo caso Artizzu starebbe cercando la sponda del consiglio di amministrazione, che sarebbe già stato interessato sul punto in occasione di recenti riunioni.
L’ipotesi di reintegrare a qualunque titolo l’ex capo dell’Ufficio Legale coinvolto in più inchieste che vedevano la Sogin quale parte lesa e la necessità del coinvolgimento ultimo dell’organo di vertice nel caso di assunzioni dirigenziali sembra suscitare non pochi interrogativi all’interno dell’azienda pubblica partecipata dal Mef di Giancarlo Giorgetti e vigilata dal Mase di Gilberto Pichetto Fratin.
Nell’ultimo mese, tra l’altro, Scocco sarebbe stato visto più volte varcare l’ingresso della sede societaria in via Marsala per raggiungere la stanza di Artizzu, in particolare nel giorno degli auguri di Natale che quest’ultimo a rivolto a tutto il personale dipendente.
SCOCCO È TRA I FIRMATARI DEGLI AFFIDAMENTI DIRETTI COMMISSIONATI DA ARTIZZU NEL 2020 SOTTO LA LENTE DELLA GDF
Mariano Scocco, all’epoca capo dell’Ufficio Appalti, è colui che ha curato l’iter di aggiudicazione di alcuni degli affidamenti diretti, oggetto delle successive attività di p.g. della Guardia di Finanza, che nel 2020 furono richiesti e strutturati dai dirigenti Cittadini e Artizzu a favore di ditte che sono poi risultate corrispondere emolumenti economici a persona in stretto contatto coi due.
SCOCCO ERA TRA I SOGGETTI COINVOLTI NELL’INCHIESTA DELLA PROCURA SULLE SPESE DEL DEPOSITO
Il nome di Scocco compariva tra gli iscritti nel registro degli indagati dell’inchiesta della Procura di Roma condotta sulle spese ingiustificate sostenute dalla Sogin per il deposito nazionale scorie radioattive, conclusasi nel 2023 con l’archiviazione per intervenuta prescrizione e derubricazione nel tempo del reato di abuso d’ufficio. In particolare, Scocco era il firmatario di una delle proroghe, risultate illegittime, dei contratti stipulati nel 2015 per la milionaria campagna pubblicitaria che fu avviata senza autorizzazione dei competenti Ministeri. L’A.G. gli ha inoltre contestato, per il suo ruolo di responsabile della prevenzione della corruzione, condotte omissive che hanno concorso a determinare uno stato di maladministration durato anni.
Interessata dalla Procura di Roma e dal vertice societario del tempo, nel 2023 la Corte dei Conti ha aperto un fascicolo sui presunti danni patrimoniali legati proprio alle vicende del deposito nazionale.
FUGA DI NOTIZIE DEL 2021: MEOLA E SCOCCO VIOLARONO SEGRETO D’UFFICIO SU VERIFICHE APPALTI
Secondo la Procura di Roma, già nell’atto di accusa del dicembre 2021 e poi nel pronunciamento del GUP di dicembre 2023, l’ex consigliera di amministrazione Luce Meola e Mariano Scocco violarono la riservatezza del documento interno, coperto da segreto, relativo alle verifiche interne sugli appalti del deposito nazionale.
Il procedimento penale, che ha visto la Sogin come parte lesa, si è concluso con il ‘non luogo a procedere’ per la c.d. tenuità dei fatti relativamente al reato effettivamente commesso.
AGEEI – prima della stesura e della successiva pubblicazione dell’articolo, ha chiesto all’ufficio stampa Sogin e ai componenti del Cda Carlo Massagli (presidente), Barbara Bortolussi, Jacopo Vignati e Paola Cianfrocca, chiarimenti e/o la posizione in merito ai fatti indicati.
ESTRATTO SENTENZA MEOLA C- SCOCCO (SOGIN)
DECRETO ATTI P.G 2021 VS SCOCCO MEOLA (SOGIN)
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