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News17 Luglio 2026 15:00

Bollettino economico della Banca d’Italia: in area euro aumento inflazione per rincari energetici. IL BOLLETTINO

Bollettino economico della Banca d’Italia: in area euro aumento inflazione per rincari energetici. IL BOLLETTINO

Qui di seguito gli highlights del nuovo bollettino economico della Banca d’Italia e il bollettino competo

1: Economia internazionale e area dell’euro

La ripresa delle ostilità in Medio Oriente ha riacceso le tensioni sui mercati energetici. Sulle prospettive globali per la crescita e l’inflazione e sugli scambi internazionali continua a pesare l’incertezza per  contenuti, tempi e modalità di attuazione di un’intesa tra Stati Uniti e Iran. Nell’area dell’euro l’attività economica avrebbe rallentato nei mesi primaverili, mentre l’inflazione aumenterebbe quest’anno per effetto dei rincari dell’energia.

2: Economia italiana

Nei mesi invernali il PIL ha continuato a espandersi a un ritmo moderato (0,3 per cento). Nel secondo trimestre del 2026, segnato dal conflitto in Medio Oriente, l’accumulazione di capitale si sarebbe attenuata e i consumi delle famiglie avrebbero rallentato. Secondo le nostre previsioni pubblicate in giugno (illustrate in un riquadro dedicato), correggendo per il numero di giornate lavorative, il PIL aumenterà dello 0,5 per cento nel 2026, dello 0,4 nel 2027 e dello 0,9 nel 2028. Considerando il migliore andamento nel primo trimestre rispetto a quanto inizialmente atteso, la crescita del PIL aumenterebbe quest’anno allo 0,6 per cento. Il marcato rialzo dei prezzi dei beni energetici comporterà un ampliamento del disavanzo energetico dell’Italia.

3: Riquadro 1.1 Il blocco dello Stretto di Hormuz e la trasmissione dei rincari energetici nelle principali economie avanzate

Il riquadro mostra gli effetti dei rincari delle materie prime energetiche sull’inflazione nelle principali economie avanzate.

Nell’area dell’euro l’aumento dell’inflazione energetica è stato trainato principalmente dai carburanti, sui quali l’effetto dello shock è stato pressoché immediato, sebbene in parte attenuato dai provvedimenti fiscali adottati nei diversi paesi; la trasmissione ai prezzi del gas e dell’elettricità è stata più lenta di quella ai prezzi delle benzine e ha finora contribuito in misura minore alla crescita complessiva dei prezzi al consumo dell’energia. Gli effetti dei rincari dei beni energetici sull’inflazione nelle altre principali economie avanzate riflettono anche altri fattori, tra i quali il mix energetico, la struttura dei mercati e le misure fiscali di supporto.

4: Riquadro 1.2 Il mercato del lavoro dell’area dell’euro: indicazioni dai dati sui posti vacanti e sui flussi dei lavoratori

Il riquadro analizza le principali determinanti del calo del tasso di disoccupazione nell’area dell’euro nell’ultimo quadriennio, mostrando come esso rifletta fattori non solo congiunturali, ma anche strutturali, come la maggiore stabilità dei posti di lavoro, su cui incide l’evoluzione demografica, e la debolezza dell’offerta di lavoro.

Nei primi quattro mesi del 2026 il tasso di disoccupazione nell’area dell’euro si è mantenuto su valori storicamente bassi, intorno al 6 per cento. Tuttavia, tale andamento è stato accompagnato da un calo della domanda di lavoro. La dinamica del tasso di disoccupazione ha riflesso, come negli anni più recenti, anche il contributo di fattori strutturali, come l’evoluzione demografica.

IL BOLLETTINO ECONOMICO 3 2026