Roma - Sul Correttivo Appalti in Ucsi “sono rimasti un po sorpresi in quanto, per quanto riguarda l’articolo 20, stravolge un pò quello che è il sistema di qualificazione dei consorzi stabili, che era un sistema di qualificazione da sempre incentrato sul cosiddetto principio del cumulo alla rinfusa. Per dirla molto semplicemente, dava la possibilità di sommare al Consorzio di sommare i requisiti delle dell’impresa delle imprese consorziate. Con questo correttivo, questo principio che vale da sempre si è completamente stravolto, dando tre possibilità, tre diverse modalità con la quale il Consorzio si possa qualificare”.
Così Giuseppe Costantino, UCSI – Unione Consorzi Stabili Italiani, in occasione dell’audizione alla Commissione 8′ del Senato sul Correttivo Appalti messo a punto dal Mit di Matteo Salvini.
CORRETTIVO APPALTI, RENDE ASSOLUTAMENTE NULLA OPERATIVITA CONSORZI STABILI
“L’applicazione di queste modalità di qualificazione nella sostanza renderebbe assolutamente nulla l’operatività del Consorzio stabile, e di conseguenza la sua esistenza. Nella relazione di accompagnamento a questo correttivo si fa più volte riferimento a delle pronunce dell’Anac e a delle pronunce giurisprudenziali: ebbene, le pronunce dell’Anac, proprio quelle a cui fa riferimento la relazione, hanno da ultimo confermato quello che è il principio del cumulo alla rinfusa. E’ neanche vero che quella stessa pronuncia è stata accolta dal correttivo nella parte in cui prevede il divieto di conferimento.
CORRETTIVO APPALTI, UCSI: FUNZIONAMENTO CUMULO ALLA RINFUSA VIENE STRAVOLTO SENZA MOTIVO
Nel caso dei consorzi stabili che si qualificano con il cosiddetto cumulo alla rinfusa, ha ammesso anche l’impossibilità di far parte per le consorziate di più di un consorzio stabile. Tutte posizioni, queste, che sono viste favorevolmente da noi, tant’è che abbiamo anche comunicato ufficialmente ad ANAC quella che era la nostra la nostra posizione. Ma la parte in cui invece chiarisce che il cumulo alla rinfusa, principio su cui si fonda il funzionamento e l’esistenza del consorzio stabile, invece viene completamente stravolta e non si capisce il motivo, perché il Consorzio stabile ha dato una ottima prova di di sé in questi in questi anni. Da uno studio che abbiamo effettuato, quasi il 50% delle opere finanziate con il PNRR sono aggiudicate appaltate ai Consorzi stabili, e questo ha permesso alle piccole e medie imprese perché questo è il Consorzio il Consorzio stabile una forma di aggregazione che favorisce la crescita delle piccole e medie imprese di essere i protagoniste della realizzazione e della messa a terra di queste importantissime opere”, conclude.
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