Roma - Il Consiglio Nazionale dei Geometri è critico sul Correttivo del Codice degli Appalti del Mit: non sono stati coinvolti gli skateholder che saranno chiamati ad applicarlo. Ed esclude alcune figure professionali.
CORRETTIVO CODICE APPALTI, PER I GEOMETRI MOLTE CRITICITA
“In rappresentanza del Consiglio Nazionale dei Geometri, ma anche come Rete delle professioni tecniche, abbiamo sicuramente dato un certo contributo in fase preventiva con una serie di audizioni, sempre in 8.ª Commissione Ambiente della Camera. E’ chiaro che abbiamo esaminato il codice più che altro per l’aspetto professionale, quindi sui risvolti legati principalmente all’ambito delle professioni tecniche e di conseguenza delle nostre competenze, e di come vengano esaminate nel correttivo stesso alla luce di alcune criticità che indubbiamente avevano in qualche modo condizionato l’applicazione, tant’è vero che si sono succedute diverse sentenze: mi riferisco in particolar modo all’equo compenso”.
Così ad AGEEI Paolo Ghigliotti, consigliere del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, in merito al Correttivo del Nuovo Codice degli Appalti redatto dal Mit di Matteo Salvini, riguardo al quale sono previste due audizioni, alla Camera e al Senato.
SERVIVA CHIAREZZA MA CORRETTIVO E’ PIU’ CORPOSO DEL CODICE STESSO
“Ad esempio il Codice dei Contratti, così come era stato scritto, sembrava e sembra effettivamente – visto che c’è stata l’esigenza di ricorrere alla giurisprudenza e quindi al TAR – che ci siano delle disapplicazioni di un’altra norma dello Stato che è la norma sull’Equo Compenso. Queste sentenze hanno detto tutto e il contrario di tutto: quindi era fondamentale che fosse messo un pò di ordine anche perché, è storia recente, il 14 novembre c’è stata l’ennesima sentenza che ha ribadito alcuni aspetti di quello che era già venuto fuori prima”, prosegue.
IL CORRETTIVO APPALTI ESCLUDE ALCUNE FIGURE PROFESSIONALI
“C’è dunque una nostra particolare attenzione rivolta principalmente a questo aspetto, all’aspetto professionale. Non soltanto noi – come categoria – abbiamo ravvisato una criticità anche sulla composizione del collegio consultivo tecnico che nella riscrittura dell’allegato V2, nuovamente, ha limitato a determinate figure professionali la possibilità di farne parte. E tra queste figure professionali, inaspettatamente, geologi, geometri e periti non sono ricomprese”, spiega ancora.
“Non si capisce la motivazione: quindi la nostra attenzione, si concentra principalmente sulle categorie professionali, che noi siamo chiamati a tutelare in qualche modo e a salvaguardare, soprattutto per quelle che sono le competenze”.
CORRETTIVO APPALTI? NON SONO STATI COINVOLTI GLI SKATEHOLDER CHE LO DOVRANNO POI APPLICARE
“È un po inspiegabile” ha aggiunto il consigliere Ghigliotti, “pensare come un codice che era già corposo abbia richiesto un correttivo che in termini di pagine è quasi più grande del codice stesso”. “Ciò significa che, comunque, qualche criticità – e neanche piccola – , effettivamente c’è. Effettivamente il correttivo lo stavamo aspettando con ansia un pò tutti. L’aspetto che lascia un pò perplesso è che ci si arrivi con un confronto forse troppo limitato con gli stakeholder senza coinvolgere i soggetti che poi lo dovranno applicare”.
APPALTI, GEOMETRI: RESTA AMARO IN BOCCA PER DISCUSSIONE SENZA ADEGUATI CONFRONTI
“Rimane un pò di amaro in bocca quando, purtroppo, si constata che si arriva a una discussione senza quegli adeguati confronti che potrebbero migliorarne effettivamente l’applicabilità. Perché è interesse di tutti rendere una norma chiara, trasparente e che possa essere agevolmente applicata e rispettata. Invece tutte le volte, purtroppo, ci si ritrova a doversi confrontare con norme forse non propriamente scritte nel modo migliore, che comunque danno adito ad interpretazioni che giocoforza poi si riverberano in problematiche di carattere anche economico, sia per gli enti pubblici sia per gli stessi soggetti, i quali si troveranno poi a confrontarsi con la giustizia, perché cercheranno di far valere ciascuno le proprie tesi e le proprie ragioni”, conclude.
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