Roma - Codice Appalti, Paccanaro, Ascor: da correttivo politica miope che azzoppa pmi a favore dei grandi. Convinto che rimedieranno a ‘svista’
“L’articolo 20, vado ai minimi termini, praticamente azzoppa quello che è l’istituto fondamentale dei Consorzi Stabili, e quindi la raccolta alla rinfusa dei dati e soprattutto la possibilità di indicare le imprese che sono raggruppate all’interno del Consorzio stabile. E in più vengono penalizzati tutti quanti, e quella che è la possibilità di dare avvalimento, e questo è deleterio”. Così ad AGEEI il presidente di Ascor Claudio Paccanaro nel commentare il nuovo Correttivo del Codice degli appalti – in questi giorni approdato al Senato per il vaglio della Commissione competente – che inserisce alcune modifiche al vecchio articolo 62 non permettendo più alle piccole e medie imprese di usufruire di alcuni vantaggi dati dal potersi consorziare, come la garanzia e la somma dei fatturati.
CORRETTIVO APPALTI? ASCOR: NESSUNA OPERA AFFIDATA A UN CONSORZIO STABILE è MAI RIMASTA INCOMPLETA
“Mi spiego: un consorzio stabile quando ha avuto un lavoro o ha dato un avvalimento, ebbene da quel momento nessuna opera – da quando sono stati istituiti i consorzi stabili – si è mai fermata”.
“Voler togliere queste prerogative ai consorzi stabili significa volere mettere in difficoltà la pubblica amministrazione e mettere in difficoltà il termine dei cantieri. Questa per me è una politica miope che purtroppo azzoppa le piccole e medie imprese”, prosegue Paccanaro.
“A mio avviso avviene questo perché le grandi imprese fanno pressione per non avere concorrenza e per avere a disposizione piccole e medie imprese: che poi sappiamo come funziona con le piccole e medie imprese, sono più i fallimenti che non i successi quelli che si verificano. E in questo sono coinvolte persone, famiglie, reddito ma soprattutto volontà di lavorare e di creare finanza, creare lavoro e PIL per questa nazione, nel mondo dell’imprenditoria edile ed impiantistica”.
CORRETTIVO APPALTI INTERROMPE LA ‘MAGIA’ DEI CONSORZI STABILI: PICCOLI IMPRENDITORI CHE UNISCONO LE FORZE PER CRESCERE
“Se noi non abbiamo più la possibilità di raggrupparci non possiamo più fornire quella che io chiamo la “magia” del Consorzio stabile: ogni imprenditore rimane imprenditore in proprio, non è come un consorzio di cooperative. Per carità, massimo rispetto per il Consorzio normale, ma il Consorzio stabile lascia la libertà personale, la volontà di diventare sempre più imprenditore, ed è uno stimolo che così viene smorzato, viene accasciato: quindi, se si vuole togliere la volontà di lavorare dieci, dodici, quattordici ore al giorno, questo è il metodo sicuro”, prosegue ancora il presidente Ascor.
IL RISCHIO E’ LA FINE DELLE PMI A FAVORE DELLE GRANDI IMPRESE CHE NON AVRANNO PIU CONCORRENTI E SI POTRANNO APPROFITTARE DEI PICCOLI IMPRENDITORI
“Andrà a finire che le grandi imprese non avranno concorrenza. Le grandi imprese avranno maggiore bacino di subappaltatori, che ne hanno bisogno per vincere le grandi appalti”, precisa poi. “Perché ricordiamoci che nei cantieri vanno le piccole e medie imprese, non vanno gli ingegneri o gli avvocati delle grandi imprese che scelgono questo e conseguentemente dovranno andare in subappalto. Credo che la via sarà quella di diventare dipendenti sindacalizzati e non più fare impresa, ma l’Italia è fondata sulla piccola e media impresa, questo è il punto fondamentale”.
SONO SICURO DELL’INTELLIGENZA E BUONA VOLONTA LEGISLATORI CHE SONO STATI “CONSIGLIATI” MALE
“Io sono sicuro dell’intelligenza e della buona volontà di tutti i legislatori, perché io li ho seguiti molto. Credo che in questo contesto, proprio su questa cosa, dove i Consorzi stabili sono una eccellenza europea straordinaria, credo e mi auguro e penso, sono sicuro, che siano stati consigliati molto male”, prosegue ancora Paccanaro.
PACCANARO: CORREGGERE IL CORRETTIVO ‘OBBLIGATORIO’ DAL PUNTO DI VISTA MORALE, CIVILE, SOCIALE ED ECONOMICO
“C’è margine per una correzione?”.
“Obbligatoriamente, altrimenti ci sarà una débacle molto, molto importante dal punto di vista morale, civile, sociale e anche economico. Perché poi quando non c’è più gente che lavora, qualcuno dovrà lavorare per mangiare”.
“Vi aspettate una correzione in tempi brevi?”.
“Ne siamo convinti, ne sono convinti tutti gli operatori che sono di questo settore, comprese le pubbliche amministrazioni, che hanno il terrore di questa situazione! Le pubbliche amministrazioni sanno che non è mai stato non terminato o bloccato un cantiere, sia quando abbiano vinto una gara – perché contano su tutto l’insieme dei consorzi stabili – sia in caso di avvalimento, perché quando un’impresa avallata si blocca interviene il Consorzio, con tutta la forza del Consorzio, e le opere non si bloccano”, conclude.
Approvato in Consiglio dei ministri il correttivo al Codice Appalti. IL TESTO