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News29 Gennaio 2025 16:06

Sogin, AD Artizzu indica gli indagati da Procura di Milano come testi contro dipendenti whistlerblowers

Roma - Sogin, AD Artizzu indica gli indagati da Procura di Milano come testi contro i dipendenti che aiutarono le forze dell’ordine nelle verifiche sugli appalti. E poi sanzionati.

L’Amministratore delegato Sogin Gian Luca Artizzu – nelle cause instaurate contro l’attuale vertice societario dai dipendenti che nel 2021 aiutarono le forze dell’ordine a fare le verifiche sugli appalti – ha indicato come testi contro i dipendenti i due ex consiglieri di amministrazione che hanno ricevuto a Natale gli avvisi di garanzia proprio sugli appalti della società partecipata dal Mef di Giancarlo Giorgetti e dal Mase di Gilberto Pichetto Fratin.

GESTIONE ARTIZZU INDICA COME TESTI CONTRO DIPENDENTI CHE COLLABORAVANO CON FORZE DELL’ORDINE SU APPALTI GLI INDAGATI DA PROCURA DI MILANO SU APPALTI

Secondo quanto appreso da AGEEI, la gestione Sogin a guida Artizzu, oggetto di numerosi ricorsi al Tribunale del lavoro da parte dei dipendenti che nel 2021 condussero le verifiche interne sugli appalti del deposito nazionale scorie nucleari ha indicato gli indagati Luce Meola e Enrico Zio come testi per l’odierna amministrazione societaria contro gli stessi whistleblowers. I quali hanno tutti impugnato le sanzioni disciplinari riservate loro proprio dall’attuale mandato.

Si tratta dei due ex consiglieri di amministrazione della Sogin finiti nel mirino dell’Autorità Giudiziaria nel filone d’indagine portato avanti dalla Procura di Milano sui rapporti tra il Gruppo Sogin e l’impresa meneghina OPLOS srl, affidataria tra l’altro di un appalto senza gara della società controllata Nucleco SpA conferitogli tempo fa dall’allora AD Luca Cittadini, l’ex dirigente Sogin anch’egli coinvolto nell’inchiesta.

ARTIZZU INTERROGATO DALLA GDF NEL 2023 SU SUOI RAPPORTI CON UNO DEGLI INDAGATI A NATALE

Nell’aprile 2023, pochi mesi prima della sua nomina alla guida della società pubblica responsabile del ‘decommissioning’, Gian Luca Artizzu, finito sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti per alcuni affidamenti diretti commissionati non appena divenuto capo del personale nel 2020, fu interrogato dalla GDF di Roma anche sui suoi rapporti con Cittadini.

L’ATTUALE CAPO DEL REGOLATORIO SOGIN – INTERCETTATO AL TELEFONO CON APPALTATRICE INDAGATA – ATTACCO’ I DIRIGENTI CHE COLLABORAVANO CON FORZE DELL’ORDINE

La stessa polizia giudiziaria, requirente per le vicende legate alle ingiustificate spese milionarie sostenute nel 2015 per il deposito nazionale, aveva captato svariati colloqui telefonici tra l’amministratrice di OPLOS Raffaella Della Bianca e Giuseppe Bono poco più di un anno prima che quest’ultimo fosse riportato in Sogin dal neo AD Artizzu che l’ha promosso direttore del regolatorio, nell’uno e nell’altro caso in assenza di procedura selettiva. In una conversazione del febbraio 2022, Bono, intercettato al telefono con la Della Bianca, attaccó i dirigenti della Sogin che avevano collaborato con le forze dell’ordine per gli accertamenti sugli appalti del deposito che Bono definì “una manfrina”.

WHISTLERBLOWER ESTROMESSO DA ATTUALE CDA SOGIN FU QUELLO CHE SEGNALO’ APPALTO AL CENTRO DELL’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO 

Nel 2022 fu il dirigente whistleblower successivamente estromesso dall’attuale Consiglio di Amministrazione della Sogin a rilevare e segnalare la riconducibilità della ditta appaltatrice OPLOS Srl di Milano ad un gruppo detenuto per la maggioranza dal consigliere pro tempore Enrico Zio.

Ma, al di là dell’istruttoria interna del responsabile della prevenzione corruzione che ne conseguì, gli inquirenti avrebbero poi tracciato intrecci e trame perseguite da una parte del management della Sogin insieme con l’appaltatrice, isolando e denunciando le condotte valutate come illecite.

Adesso si apprende che il CdA di Sogin, presieduto da Carlo Massagli e composto da Jacopo Vignati, Barbara Bortolussi e Paola Cianfrocca, per il tramite dell’AD Artizzu e degli avvocati da questo procurati, ha indicato – ai vari giudici del lavoro presso cui sono incardinati i ricorsi dei dipendenti whistlerblowers – come propri testi gli indagati Luce Meola e Enrico Zio.

TRA GLI INDAGATI FIGURA CHI AVEVA VIOLATO SEGRETO D’UFFICIO SOGIN

Tra l’altro, come noto la Meola era stata indagata dalla Procura di Roma per aver violato la segretezza del rapporto delle verifiche sugli appalti presentato proprio dai dipendenti oggi ricorrenti, reato confermato anche dal GUP capitolino che ha riconosciuto l’attenuante della ‘tenuità dei fatti’.

Nel frattempo, l’inchiesta della Procura di Milano va avanti.

www.ageei.eu

www.mase.gov.it

www.mef.gov.it

www.sogin.it

www.anticorruzione.it

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