Roma - La segreteria nazionale della CISL ha denunciato la gestione Sogin di Artizzu all’Anac. Evidenziando comportamenti lesivi nei confronti dei dipendenti che avevano contribuito a far emergere anomalie sulla gestione degli appalti.
DENUNCE ALL’ANAC
AGEEI ha già avuto modo di raccontare e documentare che lo scorso 29 febbraio è stato notificato alla persona di Gian Luca Artizzu – per la prima volta nella storia, ad un amministratore delegato di azienda pubblica – l’avvio del procedimento sanzionatorio da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.
Il procedimento riguarda presunte plurime fattispecie ritorsive ai danni del dipendente “whistleblower” che nel 2021 aveva coordinato il team delle verifiche interne sugli appalti affidati e gestiti dal 2010 per l’ambito del deposito nazionale scorie radioattive e oggetto delle censure di Autorità amministrative (ANAC compresa) e giudiziaria. Il fascicolo era stato aperto a dicembre 2023.
SANZIONI ED ESPULSIONI SOGIN
In seguito all’avvio dell’istruttoria dell’ANAC e alla formale contestazione degli addebiti nei confronti dell’A.D. Artizzu, il whistleblower segnalante (che era stato pure sottoposto a misura di protezione nel febbraio 2023 dalla Prefettura di Roma retta da Bruno Frattasi) è stato espulso dalla Società.
Inoltre, tutti i lavoratori comandati a quelle verifiche sono stati puniti con la sospensione per 7 giorni dal servizio e dello stipendio con atto a firma della responsabile del Personale Belinda Sepe. Gli stessi hanno denunciato all’ANAC la situazione venutasi a determinare in loro danno a causa delle azioni perpetrate dall’attuale governance di Sogin.
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LA DENUNCIA DI FONTANI A PROCURA SU PRESSIONI SUBITE PER ASSUMERE ARTIZZU
AGEEI ha poi da ultimo riferito della denuncia-querela presentata alla P.G. un anno fa dall’ex A.D. Emanuele Fontani in merito a pressioni ricevute per riassumere in Sogin Gian Luca Artizzu (che aveva lavorato in azienda dal 2004 al 2006, oggi amministratore delegato della Sogin dopo la nomina un anno fa da parte del Governo retto da Giorgia Meloni), Giuseppe Bono (che aveva militato in Sogin senza incarichi di responsabilità sino al 2014, riassunto e promosso direttore del Regolatorio da Artizzu poco dopo l’insediamento di quest’ultimo al vertice della società) e Vincenzo Ferrazzano (dirigente uscito dall’azienda nel 2014 all’epoca dello scandalo giudiziario EXPO e voluto da Artizzu a capo della Direzione Legale, che guida da un anno).
Secondo quanto appreso da AGEEI, anche Fontani ha trasmesso la propria segnalazione all’ANAC sulle azioni della gestione Artizzu contro i lavoratori comandati ad attività di controllo interno sugli appalti del deposito nazionale.
Ma le iniziative volte a denunciare la condotta dell’attuale vertice dell’azienda pubblica responsabile del ‘decommissioning’ non sono partite solo dal gruppo – peraltro nutrito – di dipendenti che hanno scelto di rompere il muro dell’omertà con la competente Autorità, compresa la segnalazione sulla illegittimità della nomina dell’attuale responsabile prevenzione corruzione della Sogin.
LA DENUNCIA DELLA CISL NAZIONALE
Il 14 maggio scorso, infatti, la segreteria nazionale della CISL – anche tenendo conto che alcuni degli interessati risultano iscritti alla propria organizzazione sindacale – si è rivolta direttamente all’attenzione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.
Il Sindacato ha denunciato all’Anac, senza giri di parole, di ritenere che la Sogin abbia avuto un atteggiamento lesivo della onorabilità e professionalità dei lavoratori che nel 2021 svolsero, su incarico del consiglio di amministrazione del tempo, attività di verifica sulla regolarità dei contratti aggiudicati e gestiti nel periodo 2010-2020 per l’ambito del deposito nazionale scorie radioattive.
Attività svolta successivamente alle prime gravi risultanze emerse dalle verifiche di un ente esterno coordinato dall’internal audit della Sogin stessa.

SOGIN CISL
La CISL ha informato l’A.N.AC. che già nel marzo del 2022 aveva scritto all’A.D. e al Presidente del CdA pro tempore della Sogin, oltre che all’Organismo di Vigilanza e al RPCT, segnalando l’opportunità di mettere in atto iniziative per specifiche forme di tutela da conferire ai dipendenti che avevano contribuito all’emersione delle anomalie rilevate e alla loro risoluzione.

DENUNCIA CISL AD ANAC SU SOGIN
Secondo quanto già noto ad AGEEI, in quella circostanza (ora riproposta all’A.N.AC.) la CISL, alla luce di alcune uscite ostili sulla stampa e in Parlamento, espresse letteralmente la forte preoccupazione per l’arrivo in futuro di mandati di vertice societario.
La preoccupazione riguardava il fatto che avrebbero potuto mirare ad una profonda ristrutturazione dell’azienda anziché ad una messa a punto della macchina organizzativa che a giudizio della CISL aveva tra l’altro “introdotto azioni correttive per ripristinare livelli di trasparenza, conformità e integrità dell’azione aziendale”.
Aggiungendo che “l’autonoma attenzione riposta anche dalle autorità competenti, sia amministrative che giudiziarie, costituisce elemento di oggettiva testimonianza della concretezza e attendibilità” delle iniziative intraprese.
ERA TUTTO GIA SCRITTO
Da qui il passaggio recante la forte dichiarazione d’intenti della CISL, visto l’approssimarsi allora della scadenza del mandato 2019-22: “valuteremo ogni iniziativa istituzionale volta a garantire che le scelte sulla prossima gestione di Sogin non siano condizionate da elementi informativi che, a nostro giudizio, non riflettono il reale operato della Società, potendo queste costituire presupposti di artificiosi pregiudizi che ci inducono a temere per la continuità aziendale e lo sviluppo di attività strategiche per la sicurezza del Paese, con riflessi sulla professionalità del personale e sulla salvaguardia occupazionale”.
Detto, fatto.
Dopo due anni, a fronte dell’uso del potere disciplinare da parte dell’A.D. Artizzu e della dirigente Belinda Sepe nei confronti dei lavoratori assegnati alle verifiche sui contratti, la CISL ha segnalato all’A.N.AC. i possibili atti lesivi operati dall’attuale vertice.
CHI HA SEGNALATO LA MALAGESTIO VIENE PUNITO
Dichiarando che “i componenti del gruppo di lavoro aziendale hanno avuto una condotta conforme agli obiettivi previsti e alle finalità di detto gruppo di lavoro, trovandosi a segnalare/contrastare fenomeni di “mala gestio”, così come previsto all’articolo 1 della procedura aziendale”di settore.
Per superare la narrativa antagonistica che spesso viene alimentata dai detrattori dei soggetti che fanno ricorso alla legge sul whistleblowing, la CISL ha allegato alla propria segnalazione-denuncia anche la disciplina interna alla Sogin cui si erano attenuti i dipendenti oggi contestati.
Leggendo la procedura aziendale che fu adottata dalla Società con delibera del CdA del 23 gennaio 2020 su proposta del RPCT p.t. Mariano Scocco e nota a Artizzu e Sepe in quanto ex Capo e Vice Capo del Personale, in essa si precisa anzitutto che SO.G.I.N. S.p.A. è ricompresa tra gli enti di diritto privato in controllo pubblico ex art. 2359 del codice civile e ai suoi dipendenti si applicano le leggi concernenti le segnalazioni dei reati di corruzione e dei fenomeni di mala gestio.
LA LISTA DEGLI ILLECITI
Vi si riporta che non esiste una lista degli illeciti, reati o irregolarità rilevanti che possono costituire oggetto di segnalazione. In generale, si possono segnalare comportamenti inerenti ad illeciti penali, commissivi o omissivi, consumati o tentati, con particolare riguardo ai delitti contro la pubblica amministrazione.
Oppure situazioni in cui è possibile riscontrare, nell’ambito della gestione della Società, abusi commessi dai soggetti titolari dei relativi poteri per ottenere, direttamente o indirettamente, vantaggi privati, propri o di terzi, nonché atti o fatti in cui – a prescindere dalla rilevanza penale – vengano in evidenza gravi irregolarità o cattiva gestione delle attività della Società (c.d. maladministration o mala gestio).
A titolo meramente esemplificativo e non esaustivo: sprechi, nepotismo, mancato rispetto dei tempi procedimentali, violazioni delle procedure di assunzioni, irregolarità contabili, false dichiarazioni.
Le condotte illecite segnalate, comunque, devono riguardare situazioni di cui il soggetto sia venuto direttamente a conoscenza “in ragione del proprio rapporto di lavoro” (comma 1 dell’art. 54-bis), ricomprendendo tutto quanto si è appreso direttamente in ragione della funzione ricoperta o in occasione e/o a causa dello svolgimento delle mansioni lavorative.
Si legge inoltre che “Qualora la segnalazione riguardi il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza” – come nel caso di specie, come già documentato da AGEEI in precedenti articoli – “la stessa deve essere inviata al Consiglio di Amministrazione della Società, all’ANAC o all’Autorità giudiziaria”.
PROCEDURA PREVEDE OBBLIGO DENUNCIA AD AUTORITÀ
E che “l’invio della segnalazione al RPCT o all’ANAC non esonera il segnalante dall’obbligo di denunciare alla competente Autorità giudiziaria i fatti penalmente rilevanti di cui abbia avuto notizia nell’esercizio o a causa del servizio in virtù di quanto disposto dall’art. 331 c.p.p. e degli artt. 361 e 362 c.p. ed alla Corte dei Conti nell’ipotesi di danno erariale”.
Al riguardo di quest’ultima incombenza, AGEEI ha già avuto modo di raccontare che non furono comunque i dipendenti ma l’A.D. del tempo a nome del CdA e l’Organismo di Vigilanza della Sogin a interessare le Autorità.
Come noto, a seguito del rapporto presentato dai lavoratori incaricati, il CdA di allora incaricò due studi legali esterni (penalista e giuslavorista) per supportare a livello istruttorio l’analisi degli elementi informativi e documentali acquisiti, la legittimità dei percorsi interni e le decisioni da prendere: fu così valutata e accertata la fondatezza della segnalazione, alla luce di quanto previsto dal paragrafo 3.5 della procedura aziendale.
Qui di seguito AGEEI pubblica il documento interno Sogin sul Whisterblowing:
PROCEDURA p.t. SOGIN WHISTLEBLOWING
Non solo. Nella propria denuncia all’A.N.AC., la CISL pone l’accento sulla ridondanza dell’azione disciplinare intrapresa dalla gestione Artizzu, che a tal fine ha fatto ricorso ad un provvedimento di GUP (anch’essa allegata alla segnalazione) all’interno di un procedimento penale in cui “Sogin viene ascritta come persona offesa” e che ha cristallizzato le condotte colpevoli degli indagati Meola e Scocco.
Sul punto, tra l’altro, già in articolo di AGEEI del 7 febbraio 2024, era stato evidenziato che all’udienza del 13 novembre 2023 il Magistrato aveva sancito che sia l’ex Capo del Legale Scocco che il consigliere Meola avevano espressamente ammesso che quest’ultima rivelò al primo parte del contenuto della relazione riservata sulle verifiche in ambito appalti deposito e precisamente la parte relativa alla questione riguardante la sussistenza dell’incompatibilità di Scocco, che per anni aveva ricoperto sia il ruolo di Responsabile prevenzione corruzione che quello di Capo Ufficio Legale iscritto all’Albo speciale avvocati.
IDENTITA RIVELATE
Nel contempo, era pacificamente dimostrato che lo stesso Scocco aveva rivelato a più interlocutori di essere a conoscenza del contenuto della relazione riservata o quantomeno di parte di esso. Pertanto, per il GUP sussistono, quanto alla divulgazione allo Scocco della notizia riservata sulla decisione assunta in tema di incompatibilità, gli elementi oggettivo e soggettivo del reato di rivelazione del segreto di ufficio, trattandosi di notizia destinata a rimanere riservata. Unico neo l’errata identificazione della qualità degli autori della relazione presentata ai sensi della normativa sul whistleblowing e del loro incarico.
La lettura del testo lascia pensare che il GUP ha inteso che, anziché dipendenti della PA e personale in servizio alla Sogin, quelli fossero degli ispettori esterni delegati da organi terzi (ARERA), oltre a ritenere che la norma non ricorra per il contenuto ispettivo e consultivo dei rapporti della squadra ispettiva (così viene definito il gruppo di progetto).
DIPENDENTI SOGIN
In questo caso si trattava di dipendenti della Sogin, incaricati dalla propria governance e non da enti terzi. La legge poi non prevede alcun limite sul tipo di attività o incarico svolto dai lavoratori segnalanti e pur se noti, nel contesto lavorativo, una mansione e chi la svolge, solo chi è autorizzato può sapere che quell’attività abbia originato una segnalazione.
Il GUP si è espresso ritenendo sussistente il fatto ascritto all’imputata, per la circolazione delle informazioni relative ai rilievi su Scocco, disponendo il non luogo a procedere per tenuità dei fatti e respingendo la richiesta della difesa di insussistenza dei fatti, dall’altro ha valutato ai fini della punibilità, rifacendosi a un indirizzo della Cassazione del 2016, alcuni elementi come la condotta non abituale dei soggetti.
In quell’articolo AGEEI poneva pure un interrogativo: perché qualcuno della parte lesa, la Sogin, non l’ha fatto presente? In quell’udienza del novembre 2023 la Società risultava difesa dalle due avvocatesse in servizio presso l’Area Affari Legali ed era forte dei pronunciamenti già avuti a proprio favore dal Tar Lazio contro Scocco e dalla commissione per l’accesso agli atti di Palazzo Chigi.
RICHIESTE RISARCITORIE CONTRO SOGIN
Da indiscrezioni da ultimo giunte ad AGEEI, i dipendenti contestati da Artizzu e Sepe avrebbero comunque predisposto o già presentato consistenti richieste giudiziali di risarcimento dei danni nei confronti dell’attuale gestione che non ha assunto iniziative contro i colpevoli della rivelazione del segreto d’ufficio che connotava un documento riservato interno ma, all’opposto, ha punito gli autori del documento segreto, ossia i propri dipendenti, lavoratori dell’Amministrazione qualificata dal P.M. come parte lesa.
LA SOGIN
La Sogin SpA è l’azienda pubblica responsabile del ‘decommissioning’ con capitale interamente partecipato dal MEF del Ministro Giancarlo Giorgetti e sotto la vigilanza del MASE del Ministro Gilberto Pichetto Fratin.
AGEEI è da sempre impegnata a ricostruire e raccontare fatti e vicende di interesse generale rendendo note modalità di governo e gestione delle risorse pubbliche e evidenzia che SOGIN SpA è soggetto giuridico autonomo rispetto alle persone fisiche che l’amministrano o compongono la sua dirigenza.
Era stato già scritto:
Sogin, nuove denunce all’Anac. Stavolta da parte dei dipendenti sospesi da servizio e stipendio
