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News16 Giugno 2025 15:46

Nucleare, Sogin, Tribunale Ordinario di Roma: atti ritorsivi contro whistleblowers. LA SENTENZA CHE CONDANNA SOGIN

Roma - Nucleare, Sogin, Tribunale Ordinario di Roma stronca la gestione Artizzu: atti ritorsivi contro whistleblowers. LA SENTENZA CHE CONDANNA SOGIN

Roma – Con la recente sentenza n. 5519/2025 (qui pubblicata da AGEEI), il Tribunale Ordinario di Roma ha censurato e stroncato la condotta della Sogin targata Artizzu che a inizi 2024 ha illegittimamente fatto uso del potere disciplinare contro tutti i dipendenti (tre dirigenti e quattro funzionari) che nel 2021 avevano condotto le verifiche interne sugli appalti del deposito nazionale scorie radioattive e denunciato, al CdA del tempo che li aveva incaricati, le irregolarità rilevate invocando le tutele di legge che sono previste per i lavoratori che segnalano illeciti. Si tratta del primo verdetto in ordine di tempo pronunciato dal Giudice del Lavoro rispetto alle varie cause instaurate contro l’attuale mandato della società pubblica responsabile dello smantellamento delle centrali nucleari. In questo caso, la 3^ Sezione Lavoro si è espressa sulla posizione del dirigente Emanuele Fontani, che, in qualità di A.D. pro tempore, nel 2021 aveva trasmesso il dossier-segnalazione dei colleghi alle competenti Autorità.

Qui di seguito AGEEI pubblica la SENTENZA in formato PDF:

SENTENZA TRIBUNALE ORDINARIO LAVORO CHE CONDANNA LA SOGIN

TRIBUNALE DICHIARA NULLO IL LICENZIAMENTO E CONDANNA LA SOGIN A REINTEGRARE E RISARCIRE LAVORATORE

Dopo tre anni, esattamente nella primavera del 2024, lo stesso si era visto recapitare una lettera di licenziamento a seguito del procedimento disciplinare avviato con nota dell’attuale A.D. Gian Luca Artizzu (subentrato ad agosto 2023 ai Commissari nominati da Draghi) e conclusosi con provvedimento del CdA presieduto da Carlo Massagli e composto da Jacopo Vignati, Barbara Bortolussi e Paola Cianfrocca. Poche settimane fa, sul ricorso depositato da Fontani il 14 ottobre 2024 è dunque giunta l’attesa decisione del Magistrato istruttore, la dottoressa Anna Maria Lionetti, che ha dichiarato la nullità del licenziamento e ha condannato la Sogin a reintegrare il lavoratore nella posizione lavorativa occupata al momento del recesso nonché a risarcirgli il danno causatogli.

Confutati pure gli ulteriori motivi utilizzati dal CdA per espellere Fontani.

TRIBUNALE DI ROMA STRONCA ARTIZZU, CDA E SEPE: ACCERTATI E SEGNALATI ILLECITI DAI DIPENDENTI SOGIN INCARICATI DELLE VERIFICHE SU APPALTI NEL 2021, DA QUALIFICARE COME ‘WHISTLEBLOWERS’

Come ormai noto all’opinione pubblica, la vicenda delle ritorsioni perpetrate contro i whistleblowers in Sogin dall’attuale mandato societario è nata a gennaio 2024 quando, a distanza di tre anni dal deposito del loro dossier dedicato agli appalti della Società – che diede impulso sia a una stagione interna di ‘self cleaning’ che ai separati accertamenti di Autorità giudiziaria, contabile e amministrativa (che hanno confermato le irregolarità rilevate dai lavoratori) -, tutti i dipendenti del gruppo (denominato ‘task force’) incaricato nel 2021 di quelle verifiche si sono visti in blocco colpiti da procedimento disciplinare con lettere a firma dell’A.D. Gian Luca Artizzu e del capo del Personale Belinda Sepe. Tutti sanzionati, con licenziamento o sospensione da stipendio e servizio, a seconda che si trattassero di dirigenti o funzionari, sebbene non fosse stata loro mossa alcuna contestazione nel merito del lavoro svolto e delle irregolarità annotate nel dossier del 2021. E’ stato invece ad essi contestata una presunta errata qualificazione giuridica del loro referto-denuncia ai sensi della legge in materia di whistleblowing, ossia della normativa che prevede specifiche tutele per i dipendenti che segnalino illeciti e irregolarità apprese nel proprio contesto lavorativo.

DOPO CARATTERE RITORSIVO RICONOSCIUTO DA ANAC ANCHE PER IL TRIBUNALE DI ROMA NON CI SONO DUBBI

Dopo la delibera dell’Anac che ha riconosciuto il carattere ritorsivo delle azioni di Artizzu, anche per il Tribunale Ordinario di Roma non ci sono dubbi: nel 2021, il CdA allora in carica non procedette a una mera acquiescenza del rapporto-segnalazione e si determinò per preventive e qualificate verifiche circa la natura del dossier presentato dai dipendenti incaricati delle verifiche sugli appalti del deposito nazionale, acquisendo appositi pareri legali da parte di due studi rinomati, che richiamarono la conformità delle valutazioni fatte dai componenti della task force e dall’A.D. pro tempore (giusto Emanuele Fontani), che nella circostanza si erano attenuti a leggi e procedure.

Furono proprio i legali esterni, tra l’altro, a raccomandare al CdA del tempo di inviare alle Autorità competenti il rapporto depositato dai dipendenti segnalanti.

IL PRONUNCIAMENTO DEL GIUDICE

Così il Giudice Lionetti si è pronunciato in uno dei passaggi più significativi della sentenza: “Deve, quindi, ritenersi che, pur avendo ad oggetto tale incarico verifiche di carattere contabile e contrattuale e l’accertamento delle conseguenze di carattere economico delle stesse, nell’esecuzione dell’incarico il gruppo di lavoro aveva accertato fatti stimati quali “condotte illecite” di cui all’art. 54 bis cit. provvedendo alla relativa classificazione che è stata avallata dal ricorrente; quest’ultimo, infatti, aveva trasmesso la segnalazione non già al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, coinvolto della segnalazione, bensì al C.d.A. in conformità alle disposizioni interne sulla gestione delle segnalazioni di reati e di irregolarità al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza che al punto 3.4.2. dispone in tal senso”.

IL TESTE DI SIPIO: NEL 2021 APPROFONDIMENTI SU SEGNALAZIONE ILLECITI SVOLTI DA TUTTO CDA, ORGANISMO DI VIGILANZA E LEGALE PREPOSTO

Nella sentenza n. 5519/2025 risulta anche un estratto delle dichiarazioni rese innanzi al Giudice da parte del teste Raffaella Di Sipio, uno dei componenti del CdA 2019-2022.

E’ stata proprio l’ex consigliera di amministrazione a riferire che tutto il CdA del tempo provvide a valutare e verificare il dossier alla luce delle disposizioni della procedura aziendale di riferimento e che i medesimi approfondimenti furono svolti anche dall’Organismo di vigilanza presieduto da Gaetano Caputi (attuale Capo di Gabinetto del Premier Giorgia Meloni) e dal legale che fu appositamente preposto alla relativa disamina.

SMONTATA LA CONGETTURA DELLA SOGIN DI ARTIZZU, PER CUI I DIPENDENTI VOLEVANO IMPRESSIONARE IL CDA

Dalla lettura della sentenza si evince poi la singolare tesi indicata dalla Sogin di Artizzu a suffragio delle proprie contestazioni, secondo cui la qualificazione del rapporto in termini di whistleblowing avrebbe sortito l’effetto, voluto dall’A.D. del tempo (ossia Fontani), di impressionare i componenti del CdA, che, al contrario, fecero le loro valutazioni del caso e tennero conto della disamina di professionisti esterni.

Che si palesi come una forzatura o una congettura, sta di fatto che la Giudice Lionetti, argomentando sul punto, giunge a francobollare tale sillogismo come “un assunto non condivisibile, da escludersi”.

In pratica, fermo che la legislazione a tutela dei lavoratori che denunciano i fatti critici appresi rappresenta un traguardo di civiltà giuridica di derivazione comunitaria con cui il legislatore europeo e quello italiano hanno inteso incentivare le segnalazioni delle irregolarità sul luogo di lavoro, si apprende ora che secondo la gestione Artizzu a scuotere il vertice di un’amministrazione non sarebbe la natura e la dimensione degli illeciti segnalati bensì la decisione del lavoratore segnalante di denunciarli in termini di whistleblowing.

GIÀ A GENNAIO 2025 L’ANAC HA CONTESTATO A ARTIZZU E SEPE CONDOTTE RITORSIVE CONTRO I DIPENDENTI WHISTLEBLOWERS

DELIBERA ANAC SU CARATTERE RITORSIVO DI ARTIZZU, AD SOGIN

DELIBERA ANAC SU CARATTERE RITORSIVO DI ARTIZZU, AD SOGIN

La sentenza del Tribunale Ordinario di Roma interviene 5 mesi dopo la contestazione di addebiti per ritorsioni – nei confronti dei medesimi whistleblowers all’ordine del verdetto della Giudice Lionetti – cui l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha sottoposto l’A.D. Gian Luca Artizzu e la responsabile dell’ufficio personale Belinda Sepe, sospendendo la comminazione delle relative sanzioni in attesa della sentenza del Tribunale. 

INFORMAZIONE PUBBLICA ATTENTA A FATTI E SOGGETTI CHE POSSONO MINARE IL RITORNO AL NUCLEARE PROMOSSO DAL GOVERNO

Restando l’onere di ogni possibile approfondimento caso per caso, l’informazione pubblica può contribuire a togliere il velo su fatti e persone che rischiano a vario titolo di minare il ritorno al nucleare promosso dall’attuale Governo.

La Sogin – la società pubblica partecipata al cento per cento dal Mef di Giancarlo Giorgetti – è un soggetto giuridico autonomo dalla gestione dei propri dirigenti vigilato per legge dal Mase di Gilberto Pichetto Fratin.

www.ageei.eu

www.sogin.it

www.mef.gov.it

www.mase.gov.it

www.governo.it

www.anticorruzione.it

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