Roma - Sogin, condannata da Tribunale del Lavoro: atti Cda illegittimi, reintegrare dirigente. La prima delle sentenze su dipendenti colpiti
Roma – Secondo quanto appreso da fonti interne alla Sogin, in data di ieri il Tribunale del Lavoro di Roma si è pronunciato sul primo dei dipendenti che avevano fatto ricorso contro l’uso del potere disciplinare da parte dell’attuale consiglio di amministrazione e dell’ufficio del personale avverso i lavoratori incaricati delle verifiche interne sugli appalti che nel 2021 denunciarono, come whistleblowers, le diverse irregolarità rilevate, confermate dalle successive censure mosse da differenti Autorità.
TRE ANNI DOPO LE VERIFICHE SUGLI APPALTI, A SEGUITO PROCEDIMENTI AVVIATI DA ARTIZZU E SEPE VENIVANO ‘PUNITI’ DIPENDENTI DENUNCIANTI
Dopo tre anni, a seguito dei procedimenti avviati dall’AD Gian Luca Artizzu e dalla responsabile del personale Belinda Sepe, venivano ‘puniti’ tre dirigenti con la misura del licenziamento e quattro dipendenti con la sospensione dal servizio e dallo stipendio.
LA PRIMA SENTENZA IN ORDINE TEMPORALE: ILLEGITTIMI GLI ATTI DEL CDA INSEDIATOSI IL 5 AGOSTO 2023
Di poche ora fa la notizia, riguardante il primo ricorso in ordine temporale: il Giudice del Lavoro, con dispositivo notificato il 13 maggio 2025, ha statuito la illegittimità degli atti di specie del Consiglio di Amministrazione della Sogin e ordinato il ripristino della posizione lavorativa del dirigente che, in qualità di AD pro tempore, a fine 2021 aveva trasmesso alle competenti Autorità il rapporto sulle verifiche interne sugli appalti.
LO STESSO DIRIGENTE RIENTRA TRA COLORO CHE AVEVANO SEGNALATO RITORSIONI PATITE E SU CUI ANAC SI ERA GIA ESPRESSA RICONOSCENDO COMPORTAMENTO RITORSORE DI ARTIZZU
Tra l’altro il dirigente rientra pure tra coloro che avevano segnalato ritorsioni patite sotto l’attuale corso societario all’ANAC, la quale, ad esito di fase preistruttoria, ha sottoposto a contestazione per ritorsioni Gian Luca Artizzu e Belinda Sepe.
Ora si attende il deposito della sentenza.
AGEEI HA CHIESTO A PIU RIPRESE POSIZIONE DEL MINISTERO VIGILANTE DI PICHETTO FRATIN E DI PALAZZO CHIGI. SENZA AVERE RISPOSTE
In questi mesi AGEEI ha chiesto a più riprese – senza avere alcuna risposta – al Mase, (ministero vigilante per legge sull’operato della Sogin) e a Palazzo Chigi, la posizione in merito alla gestione dell’attuale management della Società deputata al Decomissioning nucleare partecipata dal Mef di Giancarlo Giorgetti.