Roma - “Il ministero (dell’Ambiente e Sicurezza Energetica -ndr) carte alla mano valuterà. Uno o qualcuno faccia denuncia, poi valuteremo”.
Così ad AGEEI il ministro del Mase deputato a vigilare sull’operato della Sogin, alla domanda sul perché non abbia ancora intrapreso alcuna misura a fronte delle ultime vicende che riguardano la Società per il nucleare.
Soprattutto a fronte del fatto che i documenti interni resi pubblici smentiscono quanto riferito dall’attuale governance allo stesso ministero vigilante di cui è a capo Pichetto Fratin e al Mic di Sangiuliano.
La Sogin SpA è l’azienda pubblica del Nucleare responsabile del ‘decommissioning’ con capitale interamente partecipato dal MEF del Ministro Giancarlo Giorgetti e sotto la vigilanza del MASE del Ministro Gilberto Pichetto Fratin.
L’attuale Consiglio di amministrazione di Sogin SpA è presieduto da Carlo Massagli e composto da Barbara Bortolussi, Paola Cianfrocca e Jacopo Vignati. Si riunisce oggi.
CASO MASE

LETTERA SOGIN FIRMATA DA ARTIZZU INVIATA A VICEMINISTRO MASE VANNIA GAVA

PARTE DELLA DOCUMENTAZIONE LEGALE CHE SMENTISCE QUANTO COMUNICATO DALL’AD SOGIN AL VICEMINISTRO MASE
In particolare per quanto riguarda il Mase, si tratta del caso Bono per il quale le opposizioni in Parlamento hanno chiesto l’allontanamento dell’A.D. Gian Luca Artizzu. Nell’informativa firmata da Artizzu e resa al viceministro Gava al fine di replicare in Aula alle interrogazioni sulla illegittimità dell’assunzione e promozione di Giuseppe Bono, l’Ad ha scritto cose contrarie rispetto a quanto è emerso dalla documentazione interna e smentite dalL’A.D. in carica all’epoca Emanuele Fontani riferendo di un parere pro veritate mai rilasciato all’amministrazione 2019-22 e omettendo l’indirizzo contrario di un blasonato studio legale romano.
CASO MIC

LETTERA SOGIN AL MIC 19 FEBBRAIO 2024 CON CUI SI INFORMAVA IL MINISTRO SANGIULIANO – A SEGUITO DI NUMEROSI SOLLECITI – DELLA IMPOSSIBILITA DA PARTE DELLA SOGIN A PROCEDERE A QUANTO STABILITO CON DECRETI PER IL RECOVERY ART

VERBALE SOGIN DELLA RIUNIONE DEL 7 SETTEMBRE 2023 IN CUI VENIVA RILEVATA L’IMPOSSIBILITA NEL PROCEDERE A QUANTO STABILITO CON IL DICASTERO RETTO DA SANGIULIANO SUL RECOVERY ART E SI CONCORDAVA “COSA COMUNICARE AL MIC”. CHE SARA FATTO SOLO 5 MESI DOPO A FRONTE DEI SOLLECITI DEL DICASTERO
Per quanto riguarda invece la questione attinente al Mic, relativamente al Recovery Art, Artizzu ha soprasseduto a due progetti del valore totale di 40 milioni di euro fornendo al ministro Sangiuliano una rappresentazione non fedele e completa delle problematiche organizzative e gestionali determinatesi sotto il suo mandato che hanno cagionato ritardi di parecchi mesi.
E inviando una lettera al ministro per informarlo della impossibilità a procedere solo cinque mesi dopo che – come risulta in un verbale interno – che lo stato dei fatti era stato già verificato dall’attuale governance. Che si chiedeva invece cosa potesse dire al dicastero di Sangiuliano.
Per saperne di più:
IN MERITO A QUANTO COMUNICATO DA SOGIN AL MASE:
IN MERITO A QUANTO COMUNICATO DA SOGIN AL MIC:
https://pnrr.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2023/05/DSG_281_28.03.23.pdf