Roma - “Siamo l’associazione di categoria di Confindustria che rappresenta le imprese di costruzioni di impianti tecnologici, le imprese dei servizi energetici, le ESCO e il facility management tecnologico. Circa 400.000 lavoratori nel comparto, circa 60 miliardi di euro di fatturato”.
Così Giancarlo Ricciardi, direttore generale di ASSISTAL, in occasione dell’audizione alla Commissione 8′ del Senato sul Correttivo Appalti messo a punto dal Mit di Matteo Salvini.
CORRETTIVO APPALTI, ASSISTAL: FOCUS SU LAVORI PROCEDURA NEGOZIATA SOTTO SOGLIA
“Un punto a noi particolarmente caro è quello dell’affidamento dei lavori con procedura negoziata sotto soglia: nel nostro comparto parliamo di lavori – e quindi di costruzioni – da 5 milioni di euro. Visto che ad oggi, appunto è prevista questa soglia di 5 milioni di euro, che sono un importo particolarmente elevato, significa che tutte le stazioni che non sono soggetti aggregatori, quando bandiscono lavori che hanno ad oggetto le nostre lavorazioni, la costruzione di impianti tecnologici, praticamente possono accedere a questa procedura negoziata con dieci imprese. Noi riteniamo che questo restringa molto il mercato, restringa molto la partecipazione delle imprese e soprattutto non sia utile neanche all’Amministrazione, perché chiaramente nel restringere la competizione non hanno la massima garanzia di ottenere l’offerta migliore”.
CORRETTIVO APPALTI, ASSISTAL: NON SIAMO D’ACCORDO SU REVISIONE PREZZI
“Per quanto riguarda invece le proposte migliorative volevo fare un rapidissimo accenno alla revisione prezzi, che immagino è stata attenzionato da più operatori. Sicuramente non siamo d’accordo su come il provvedimento è intervenuto a chiarimento del 5% mantenendo il tetto dell’80% della della revisione, perché chiaramente riteniamo – soprattutto in un mercato come quello attuale, abbastanza incerto – che queste percentuali siano molto elevate e molto onerose per le imprese. Quindi proponiamo un 2% / 90%, ma soprattutto questo vale per le imprese di servizi: noi rappresentiamo le imprese di servizi energetici e come sapete i contratti di servizi energetici spesso hanno una durata lunga, sono superiori ai tre anni, e in questi in questi anni, in questo lungo percorso chiaramente molti valori cambiano. Uno tra questi è il costo del personale: questi sono servizi che hanno una percentuale del costo del personale molto elevata. Sono i cosiddetti ‘contratti labour intensive’ per cui riteniamo che, oltre a dover mantenere delle percentuali più basse per l’accesso alla revisione, deve essere sicuramente revisionato anche il costo della manodopera nell’arco di questi anni. Sicuramente intervengono i rinnovi di contratti del contratto collettivo, che peraltro la mia associazione sottoscrive unitamente a Federmeccanica”.
CORRETTIVO APPALTI, ASSISTAL: AFFIDAMENTO RIGUARDA SIA IMPRESE CHE PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
“Ultimo punto che volevo attenzionare è la procedura di affidamento per quanto riguarda il partenariato pubblico – privato. Tutti quanti sappiamo che oggi questo istituto è particolarmente rilevante non solo per le imprese, ma anche per la pubblica amministrazione, perché si possono realizzare opere con capitale privato: questo rende possibile la realizzazione di opere e attività che vanno verso l’efficientamento economico e l’efficientamento energetico, verso gli obiettivi del green deal. Sarebbe veramente un peccato se non riuscissimo a migliorare l’applicazione di questo istituto perché molte iniziative da parte delle imprese potrebbero non essere così appetibili e non così garantite. Sappiamo qual è stato il motivo per cui si è dovuto metter mano al partenariato pubblico privato, sappiamo che all’Europa non piaceva la prelazione, abbiamo molto apprezzato il fatto che il Governo si sia sforzato, ma riteniamo che la procedura iniziale, cioè quella che prevede un’apertura pubblica della proposta del proponente e il termine di 60 giorni per altri operatori per presentare le proprie proposte, sia un termine troppo lungo.Noi riteniamo che 30 giorni siano più che sufficienti per dare pubblicità alla iniziativa privata e per fare in modo che altri operatori presentino le proprie proposte, perché effettivamente i 60 giorni potrebbero essere un termine che tende a fare in modo che si possano approfondire meglio le proposte progettuali del proponente, e quindi poi si vada su proposte che emulano quelle già già inviate dal primo proponente e che comunque questo poi non aiuti evidentemente gli operatori a presentare delle nuove proposte. Cosa che invece oggi sta andando molto bene: molti enti di minori dimensioni stanno fruendo, grazie al partenariato pubblico privato, della realizzazione di opere e soprattutto dell’efficientamento dei dei propri impianti, ad iniziare da quelli di illuminazione.”
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