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News26 Novembre 2024 15:31

Correttivo appalti, Ottavi (ANCE): paradossale che chi ha concessione senza gara non abbia obblighi

Roma - Correttivo del Codice Appalti? per l’Ance è “paradossale che chi ottiene la concessione con gara abbia obblighi che non ha chi prende la concessione senza gara.

“E’ un po paradossale che chi ha ottenuto la concessione con gara fa appalti e chi l’ha ottenuta senza gara non debba avere neanche un minimo di obbligo: per cui la posizione è di rendere per i concessionari operanti nel settore delle utilities – senza gara ripeto – una percentuale omogenea a quella di coloro che operano nei settori ordinari. Una forchetta che va dal 50 al 60% da restituire al mercato. Poi ci sono aspetti applicativi molto importanti da correggere”.

Così Francesca Ottavi, Direttore Direzione legislazione opere pubbliche di ANCE, nel suo intervento nel corso dell’audizione in videoconferenza presso l’8a Commissione del Senato.

CORRETTIVO APPALTI, IL NODO DELLA REVISIONE PREZZI

“Revisione prezzi: la revisione prezzi è una delle novità più importanti di questo codice, ma rischiamo, se non apportiamo alcuni correttivi, di sterilizzare di fatto l’importanza e l’efficacia di questa misura. Il Governo ha inserito nello schema di correttivo il fatto che si debba riconoscere all’impresa soltanto l’eccedenza di ciò che supera la soglia del 5% nella misura dell’80%: ebbene a noi sembra che queste alee siano eccessive considerato che all’estero non c’è neanche una, la revisione prezzi nelle best practice internazionali parte dalla variazione in avanti, quindi non ci sono tagli. Allora, la proposta dell’Ance è che si riconosca all’appaltatore quantomeno l’intera variazione intervenuta, non soltanto quella che supera il 5%, ma da quando scatta il 5% la variazione da riconoscere intera. In subordine si potrebbe pensare a ridefinire le soglie del 2%,quella del 5% e nel 90% quella dell’80%”, spiega Ottavi.

CORRETTIVO APPALTI, ANCE: TEMA FONDAMENTALE RIGUARDA LA TUTELA LAVORISTICA ANALOGA

“Altro tema fondamentale riguarda le tutele lavoristiche analoghe: l’articolo undici.L’articolo undici introduce un concetto di apertura verso a tutele analoghe dal punto di vista della contrattazione collettiva: per noi è importante che questo concetto di analogia sia all’interno delle regole di sistema, quindi non può essere basato solo sull’analogia sul fatto salariale. È fondamentale mantenere il principio mutualistico e la terzietà del sistema bilaterale”, prosegue l’Ance.

APPALTI, ANCE: IL TEMA DEGLI ACCORDI QUADRO

“Altro tema riguarda gli accordi quadro, strumento assolutamente utilizzato oggi molto più di prima: come sapete oggi possono essere affidati all’appaltatore, ma poi non può seguirne neanche un contratto attuativo senza che di ciò risponda ovviamente la stazione appaltante. Ecco noi diciamo che una congrua percentuale deve essere assicurata all’appaltatore che, quando partecipa alla all’accordo quadro, impegna denari, impegna garanzie per l’intero ammontare dell’accordo: quindi sarebbe bene prevederla questa partecipazione. Non mi soffermo sull’illecito professionale, sulle modifiche al 2% che ci sembrano veramente andare in totale controtendenza rispetto al principio della fiducia, che invece è uno dei super principi ispiratori del Codice”, prosegue Ottavi

APPALTI, ANCE: PER CORRETTIVO SI QUALIFICA SOLO IL SUBAPPALTATORE MA APPALTATORE ABBIA RESPONSABILITA DELL’INTERA OPERA

Chiudo con un tema che riguarda la qualificazione dell’appaltatore attraverso i lavori subappalti. Il correttivo da questo punto di vista interviene dicendo che, quando si danno i lavori in subappalto, l’appaltatore non si qualifica per nulla su questi lavori, si qualifica solo il subappaltatore. Ora, naturalmente, che il subappaltatore si possa qualificare con il 100% di quello che fa è sacrosanto, nessuno lo mette in discussione. Intanto però bisogna tenere in considerazione il fatto che l’appaltatore ha la responsabilità dell’intera opera, risponde per l’intera opera, da garanzie per l’intera opera, svolge un ruolo di controllo e coordinamento dell’intera opera. Quindi vietare all’appaltatore di qualificarsi specificamente su queste quote di subappalto significa due cose: A, uscire diciamo dalle regole europee che sono a favore del subappalto, perché è una forma indiretta di incoraggiamento ovviamente a dare i lavori in subappalto e B, privare l’appaltatore di una serie di lavori nei quali risponde: quindi c’è un salto diciamo, una rottura del principio del sinallagma contrattuale che andrebbe corretto. Ecco questi sono i punti principali”, conclude Ottavi.

www.ance.it

www.mit.gov.it

www.ageei.eu

www.anticorruzione.it

 

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