Roma - Sogin, caso Bono, nel 2020 l’ex capo del personale al vertice: “Bono accetta rientro senza soldi e fringe benefits in più”. Ma poi Artizzu glieli ha dati comunque.
La sua assunzione a pochi giorni dall’insediamento dell’attuale CdA nell’agosto 2023 e la sua nomina nel giro di qualche settimana a responsabile della direzione Regolatorio della Sogin per mano dell’A.D. Gian Luca Artizzu, tutto senza procedure di selezione e senza evidenza pubblica, ha fatto e continua a far discutere l’agone pubblico, con il MASE di Gilberto Pichetto Fratin che pare restare in silenzio nonostante le reiterate interrogazioni parlamentari e i solleciti ad intervenire nelle qualità di Autorità vigilante.
GIUSEPPE BONO, EX DIPENDENTE GSE RIENTRA IN SOGIN SENZA PROCEDURA SELETTIVA
Si tratta di Giuseppe Bono, l’ex dipendente che nel 2014 fu ceduto al GSE, senza aver mai rivestito precedenti incarichi di responsabilità e senza mai successivamente ricoprirne lungo tutta l’esperienza trascorsa nell’ente di nuova assegnazione.
In più articoli dedicati a questa vicenda divenuta di interesse pubblico generale, AGEEI ha già avuto modo di documentare, visionata l’informativa al MASE sottoscritta da Artizzu il 30 gennaio 2024 e ripresa il giorno dopo dal viceministro Vannia Gava per replicare alle opposizioni in Commissione Ambiente alla Camera, che nella circostanza l’attuale A.D. della Sogin ha fornito al Governo Meloni informazioni non veritiere e omesso l’esistenza di documenti che smentirebbero la regolarità dell’operato dell’attuale vertice a favore di Bono.
LA RISPOSTA SCRITTA AL VICEMINISTRO MASE NON COINCIDE CON LE CARTE INTERNE SOGIN
Sono tanti i fatti e i particolari, alcuni ancora non pubblicati e raccontati, che deporrebbero a favore di questa tesi, senza dimenticare quanto espressamente sollevato da alcuni parlamentari, dopo avere ascoltato la risposta della Gava, che parlarono di un “raggiro” ai danni del MASE invocando pure l’intervento della Corte dei Conti.
Sulla questione, AGEEI ha acquisito anche numerose comunicazioni intercorse fuori e dentro Sogin dal 2020 in poi, quando più figure sono sembrate darsi da fare per favorire il ‘ritorno’ di Bono in azienda, salvo poi fare i conti con la mancata decisione del vertice del tempo e il muro del successivo mandato commissariale su cui si sono infrante tante aspettative.
Pochi giorni dopo quel sabato 5 agosto 2023 in cui l’attuale CdA di Sogin ha proclamato di essersi insediato, da remoto, assegnando i poteri all’A.D. individuato in Artizzu, quest’ultimo ha dapprima riassunto Giuseppe Bono e appena qualche settimana dopo lo ha nominato direttore del Regolatorio, ancora prima di proporre la nuova macrostruttura al CdA.
L’A.D. Artizzu, da un lato non aveva disposto né selezioni interne né approfondimenti legali prima di prendere in squadra Bono, dall’altro ha comunicato al MASE che l’assunzione da lui disposta poggiava su un non meglio precisato parere pro veritate acquisito dal CdA 2019-22, che però non è stato mai rilasciato.
FONTANI, EX AD SOGIN: PARERE PESSI STRONCA POSSIBILITA ASSUNZIONE
Anzi, si è appreso dall’A.D. del tempo, l’ing. Fontani, che un parere esisterebbe – quello acquisito nel 2021 dal noto studio legale Pessi – e stroncherebbe del tutto l’ipotesi di un’assunzione del Bono in assenza di procedure selettive.
Dal suo canto, Bono si è visto concedere il raddoppio dello stipendio che vantava prima del rientro e la nuova categoria lavorativa di “quadro manager” che consente l’accesso a numerosi fringe benefits non riconosciuti ai dipendenti della categoria “quadro”.
Tuttavia, il suo eventuale ritorno poteva essere preso in considerazione solo a parità di trattamento economico e normativo, come esplicitato in più lettere intercorse qualche anno fa tra le parti interessate – che AGEEI ha precedentemente documentato – e all’opposto di quanto dichiarato al MASE dall’A.D. Artizzu.
IL MESSAGGIO DELL’EX RESPONSABILE DELL’UFFICIO PERSONALE SOGIN
Gli elementi che sembrano sconfessare l’A.D. Artizzu sono numerosi.
Come l’inequivocabile messaggio di una sera del maggio 2020 trasmesso da un apicale interno alla Sogin.
E’ la sera del 24 maggio 2020 quando il responsabile allora dell’Ufficio Personale, Luca Cittadini (dirigente cessato nel 2022), scrive al vertice societario per informare di essere stato contattato da Bono.
E rappresenta che questi accettava il rientro con la propria RAL [i.e., reddito annuale lordo] più sanitaria e previdenziale [i.e., coperture assicurative] senza quadro manager e auto
AGEEI HA CHIESTO RIPETUTAMENTE CHIARIMENTI A SOGIN, MA LA SOCIETA HA SEMPRE EVITATO DI RISPONDERE NEL MERITO
AGEEI è impegnata a ricostruire e raccontare fatti e vicende di interesse generale rendendo note modalità di governo e gestione delle risorse pubbliche – anche al fine di superare eventuali fake news diffuse sui temi oggetto di approfondimento – e evidenzia che Sogin SpA – società del nucleare partecipata dal Ministero dell’Economia retto da Giancarlo Giorgetti, vigilata dal Ministero dell’Ambiente retto da Gilberto Pichetto Fratin e sottoposta a rimborso dei costi dietro placet dell’ARERA presieduta da Stefano Besseghini – è soggetto giuridico autonomo rispetto alle persone fisiche che l’amministrano e/o a quelle che compongono la relativa dirigenza.
AGEEI precisa che, nonostante i ripetuti tentativi della redazione di acquisire chiarimenti e documenti sulle vicende oggetto di dibattito e di approfondimento – come quella che riguarda l’assunzione e promozione di Bono – Sogin ha sempre evitato di rispondere.
Continua…
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