Sogin, le accuse di Artizzu fallite. Dopo le varie Procure anche il Gip dà ragione ad AGEEI. Aveva querelato anche interrogazioni del Pd. Pronta la richiesta di danni, anche dopo scadenza mandato. Altrimenti a pagare due volte sono i contribuenti
Il Gip del tribunale di Roma archivia definitivamente le accuse dell’Amministratore delegato della Sogin Gianluca Artizzu contro AGEEI. In accoglimento della richiesta del Pm il Gip del tribunale di Roma ha emesso decreto di archiviazione che definisce il procedimento scaturito dalle molteplici querele di Artizzu a seguito delle inchieste giornalistiche pubblicate dall’Agenzia sulla gestione della società deputata al decommissioning nucleare vigilata – per legge – dal Mase di Gilberto Pichetto Fratin.
Si tratta in totale – tra le diverse querele mosse da Gianluca Artizzu – di decine e decine di articoli tra cui oltre a quelli riportanti approfondimenti, inchieste e documenti interni, anche quelli riportanti interrogazioni parlamentari di partiti politici come il Pd. Chiedendo persino che fossero rimosse. Le Procure hanno dato ragione ad AGEEI e al suo operato in tutti i casi.
AVVOCATI AGENZIA DI STAMPA CHIEDONO DANNI ALL’AD SOGIN E A CDA
Gli avvocati fanno sapere che si muoveranno nei confronti dell’Ad di Sogin, della Sogin, dei componenti del Cda e di tutti coloro che sono responsabili direttamente o indirettamente, – anche per una eventuale omessa vigilanza – sia in sede civile al fine di chiedere il ristoro dei danni economici e morali che, eventualmente, in sede penale per portare all’attenzione pubblica e della magistratura come vengono gestite le risorse dei contribuenti e le scorie nucleari.
DECISIONE A FAVORE DI AGEEI PRECEDUTA DA ALTRE TUTTE A FAVORE DELL’OPERATO DELL’AGENZIA DI STAMPA
Il riconoscimento del buon operato dell’agenzia di stampa contro le accuse mosse da Artizzu per quanto riguarda gli articoli contestati è preceduto dai già finora ottenuti riconoscimenti da parte di altri pubblici ministeri contro le accuse mosse sempre dall’Amministratore delegato Gian Luca Artizzu, dal Responsabile Area Lavori, Ingegneria strumentali al decomissioning e Deposito nazionale di Sogin Mirko Nesi, dal direttore Regolatorio, istituzionale e comunicazione di Sogin Giuseppe Bono, dall’ex direttore Relazioni esterne Sogin Federico Colosi. E dall’amico di Artizzu Alessandro Cicero.
AGEEI CHIEDERA I DANNI ANCHE DOPO CHE I SOGGETTI AVRANNO LASCIATO LE CARICHE CHE ATTUALMENTE RICOPRONO IN SOGIN
A tutti questi soggetti l’agenzia di stampa e il suo direttore responsabile chiederanno – tramite i propri legali – il risarcimento danni per far sì che la libera informazione di interesse pubblico non sia silenziata, soprattutto quando si tratta di società di Stato che gestiscono i soldi dei contribuenti.
AGEEI intende portare avanti tutte le azioni necessarie in sede civile e penale a tutela del lavoro giornalistico svolto anche dopo che i soggetti protagonisti dei reiterati attacchi verso la testata (l’Ad e tutti i soggetti che hanno contribuito attivamente o passivamente – si ricorda che il Mase e il suo titolare avevano il compito di vigilare sull’operato Sogin e del suo Cda) avranno eventualmente cessato le cariche che attualmente ricoprono.
E’ bene ricordare come le SLAPP, ovvero le cause temerarie usate spesso come deterrente e ‘bastone’ contro la stampa scomoda sono un problema reale: l’Italia è al 49° posto nella classifica mondiale della libertà di stampa, il paese europeo con più querele intimidatorie.
CONTRIBUENTI SI TROVANO A PAGARE CAUSE VOLTE A FERMARE IL PROCESSO CHE LI INFORMA. E POI A PAGARE DI NUOVO PER RISARCIRE ORGANO DI STAMPA
Questo assume caratteri ancora più gravi quando a pagare le cause temerarie contro le verità scomode sono gli amministratori di enti pubblici pagati dallo Stato. Si traduce nel fatto che i contribuenti non solo si trovano a dover pagare – loro malgrado – per cause volte a fermare il processo che li informa su come vengono usati i loro stessi denari. Ma anche a pagare due volte nel caso in cui l’ente pubblico dovesse essere poi condannato a risarcire l’organo stampa che è stato querelato.
Questo è uno dei motivi per cui AGEEI intende chiedere i risarcimenti a tutti i responsabili anche dopo l’eventuale cessazione del loro incarico nella cosa pubblica.
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