Roma - “Non c’è nessuna barriera ingegneristica o tecnica al riutilizzo dei siti” per le centrali nucleari. Parola dell’Amministratore delegato della Sogin deputata al decommissioning del nucleare Gian Luca Artizzu intervenuto al convegno Confindustria sul lancio del rapporto AIE: “Il cammino verso una nuova era per l’energia nucleare”.
“Tutto può essere riutilizzato naturalmente non l’impianto che è in fase di dismissione. Quello che possono ostacolare sono le regole: all’estero ci sono negli stessi siti centrali in funzione, in dismissione e in costruzione” ha proseguito Artizzu.
“Abbiamo continuato a produrre tutte le competenze, anche quelle intermedie e basse e l’abbiamo fatto all’interno di un sistema regolamentare di sicurezza. Per far ripartire il nucleare bisogna avere un gran cura delle infrastrutture legali e regolamentare. Il ddl ci da una grandissima opportunità ma poi dobbiamo essere noi a svilupparlo”, ha concluso.
Qualche tempo fa veniva pubblicato sul social di Giuseppe Zollino – ex presidente Sogin – un video mentre – proprio assieme all’Ad Artizzu – scherzavano sul decommissioning e sulla creazione dei reattori sull’attuale sito Sogin di Caorso.
Negli ultimi giorni l’Ad Artizzu è balzato sulle cronache nazionali anche per aver annunciato in un’intervista rilasciata a un quotidiano nazionale che sotto il suo mandato i tempi delle attività della commessa nucleare si allungano di undici anni e le spese aumentano di circa 4 miliardi di euro.
Il tutto, nonostante l’impatto sulle tasche degli italiani, nel silenzio dell’azionista Mef guidato da Giancarlo Giorgetti e del vigilante Mase retto da Gilberto Pichetto Fratin.
