Roma - Diverse ipotesi sono ancora in piedi, ed al momento non si può escludere che l’evento avverso sia avvenuto fuori dall’ambiente di rischio. Una volta finite le indagini sarà possibile stabilire il momento esatto dell’accaduto e potremo dare la giusta connotazione: anche se anomalia sembra la definizione più corretta. Lo spiega ad AGEEI il direttore ISIN Francesco Campanella in merito al caso Casaccia.
CAMPANELLA, ISIN: CLASSIFICAZIONE AD ANOMALIA SEMBRA LA PIU ACCREDITATA MA POTRÁ DEFINIRSI SOLO AD INDAGINI CHIUSE
“La classificazione definitiva dell’evento come anomalia potrà essere assegnata quando avremo tutti gli elementi a disposizione, quindi a chiusura indagini, ma tutte le indicazioni – sia preliminari che ulteriori – raccolte sembrano far propendere per la tesi di un evento anomalo”, così spiega ad AGEEI il presidente Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare, ISIN, Francesco Campanella. E, spiega, “molto dipende dal momento esatto in cui il fatto è accaduto”.
TUTTO DIPENDE DAL MOMENTO IN CUI SI E’ MANIFESTATO L’AVVENTO AVVERSO
“Occorre capire la genesi e il momento in cui si è manifestato l’evento avverso”, prosegue ancora Campanella. In questa fase “non è possibile ancora concludere in via definitiva, ma in settimana avremo tutte le informazioni necessarie”. Il direttore ISIN spiega che “nel caso in cui l’evento si fosse manifestato per una falla procedurale durante le attività di esercizio si potrebbe parlare di incidente, ma per le informazioni acquisite dell’Ispettorato non sembra essere andata così. Nel caso in cui le operazioni si siano effettivamente svolte fino all’ultimo momento utile in modo corretto, e l’evento avverso si fosse manifestato in uscita dall’ambiente di lavoro, si potrebbe serenamente confermare in via definitiva il caso di evento anomalo conclamatasi a valle della fase operativa di esercizio, e si avrebbe la conferma del corretto sviluppo di tutto il processo operativo”.
SE ACCADUTO IN FASE DI SVESTIZIONE O NEL CORSO DEI LAVORI IMPATTA IN MODO EVIDENTEMENTE DIVERSO
“L’evento avverso potrebbe essere legato a un anomalia avvenuta in una fase finale di permanenza del lavoratore all’interno degli ambienti di lavoro. Nell’ipotesi che così fosse, si potrebbe tradurre in due scenari diversi: una anomalia specifica nella operazione di svestizione o una anomalia afferente al dispositivo di protezione individuale”.
CAMPANELLA: PER ELEMENTI A MIA DISPOSIZIONE POSSIAMO PROPENDERE PER LA TESI DELL’ ANOMALIA
“Per gli elementi in mia disposizione possiamo considerare l’evento avvenuto quale anomalia, ma le conclusioni delle indagini avviate lo dovranno confermare” precisa ancora Campanella. “Possiamo utilizzare questa esperienza per imparare qualche cosa di utile per il futuro ed è giusto che sia fatta luce. Ritengo che occorra essere prudenti, andremo a fondo ed eventuali profili di responsabilità si capiranno. Importante è che il lavoratore stia bene. Spero di poter confermare il quadro in settimana”, conclude.