Roma - Iran, iniziata la corsa all’oro nero. Il mondo sta finendo il petrolio ed energia green non è pronta. VIDEO E INFOGRAFICA
Ancora tra i 1700 e i 1800 miliardi di barili di petrolio a disposizione del pianeta. Che – secondo le stime – potrebbero durare all’attuale ritmo di consumi per altri 47-50 anni. Poi, o si trova una valida alternativa, o tutto si ferma.
UE PREOCCUPATA: RIDURRE I CONSUMI ED EVITARE VIAGGI
Se il commissario Ue Dan Jørgensen ha avvertito nella giornata di ieri sulle possibili interruzioni prolungate dovute al conflitto in Iran e su eventuali ‘risparmi’ necessari di consumi, sale il prezzo del greggio e si acuiscono le tensioni in Medio Oriente. Mentre proseguono i consumi mondiali, circa 105 milioni di barili di greggio al giorno.
LONTANO IL SOGNO EUROPEO DI ENERGIA PULITA E IL MONDO CORRE PER ACCAPARRARSI MATERIA PRIMA RIMASTA
Non sembra essere un caso che gli Stati Uniti abbiaNo puntato al Venezuela, dove sono presenti i giacimenti di Raul Herrera, in Groenlandia – che presenta giacimenti sotto i ghiacci – e Cuba. E ora Iran assieme ad Israele. Se Netanyahu ne fa una questione politica-religiosa, Trump ne fa una questione economica.
LE RISERVE DI PETROLIO AMMONTANO A 1700 MLD DI BARILI, CHE FINIRANNO IN 50 ANNI
Ad oggi – dati del 2025 – le riserve comprovate di petrolio nel mondo ammontano a circa 1.700-1.770 miliardi di barili. A questi ritmi di consumo (più o meno 100 milioni di barili al giorno), le riserve attuali si stima possano durare per altri 47-50 anni. Stime che potrebbero variare nel momento in cui si scoprano nuove tecnologie di estrazione in grado di estrarre petrolio laddove oggi non risulta possibile o non conveniente. Il possibile esaurimento delle scorte è stimato intorno al 2060 agli attuali consumi ma potrebbero esaurirsi – o registrare un drammatico calo – già nel 2035.
SE ENTRO POCHI ANNI NON SI TROVERANNO NUOVE FONTI DI ENERGIA SOLO CHI AVRA IL PETROLIO POTRA VIVERE COME ORA
In sostanza se fra dieci anni il mondo non sarà riuscito a canalizzare in maniera efficace e sostenibile altri tipi di energia, a partire da quella solare, chi avrà il petrolio avrà il progresso, il futuro, la ricchezza, il riscaldamento.
Nello scenario di riferimento Steps, l’Aie ribadisce – in base a elaborazioni Rie su Aie, World Energy Outlook 2024 – come già nel decennio in corso si assisterà al raggiungimento del plurinominato picco delle fonti fossili. Dopo una riduzione al 75% al 2030, le attese indicano un calo decisamente più consistente all’orizzonte 2050, quando si porteranno al 58% della domanda primaria di energia su scala mondiale. Una simile dinamica non solo si scontra con la ferrea stabilità sinora mostrata, ma anche con il fatto che, nel 2023, i due terzi dell’aumento della domanda di energia sono stati soddisfatti proprio da carbone, gas e petrolio.
IL MEDIORIENTE DETIENE IL 33% DEI GIACIMENTI, GLI USA IL 27%. IL VENEZUELA IL PRINCIPALE DETENTORE
Si stima che le riserve recuperabili tecnicamente siano circa 1.536 miliardi di barili, considerando i prossimi 100 anni. La maggior parte dei giacimenti si concentra in Medio Oriente (circa 32,8%), Nord America (27%) e Comunità degli Stati Indipendenti (14,9%).
Il Venezuela risulta tra i principali detentori: ne detiene la quota maggiore (17,9%), seguito da Arabia Saudita (16,1%) e Canada (10,6%). Il mondo consuma tra 104 e 106 milioni di barili al giorno
PAESI CON MAGGIORI RISERVE NEL 2025
I Paesi con maggiori riserve (2025) sono:
Venezuela: ~303 miliardi di barili
Arabia Saudita: ~267,2 miliardi di barili
Iran: ~208,6 miliardi di barili
Canada: ~163 miliardi di barili
Iraq: ~145 miliardi di barili
Emirati Arabi Uniti: ~113 miliardi di barili
Kuwait: ~101,5 miliardi di barili
Russia: ~80 miliardi di barili
Libia: ~48,4 miliardi di barili
Nigeria: ~37,3 miliardi di barili
LE RISERVE E I CONSUMI ITALIANI DI PETROLIO
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