Nucleare, Jørgensen: costruiamo una vera Unione dell’Energia: reti integrate e meno dipendenza dai fossili
“Non c’è dubbio: stiamo vivendo un momento di svolta. Dall’inizio della crisi in Medio Oriente, l’Europa ha speso oltre 50 miliardi di euro in più per l’importazione di combustibili fossili, senza tuttavia ottenere una sola molecola di energia in più. Si tratta di un enorme spreco di risorse che avrebbero potuto essere destinate alla sanità, all’istruzione o allo stato sociale. Per intenderci, è una cifra sufficiente a costruire più di 30 stadi pari a quello di San Siro.
La lezione da trarre da questa crisi è chiarissima: dobbiamo sostituire la nostra dipendenza dai combustibili fossili con un’indipendenza energetica fondata sulle fonti pulite”.
Così il Commissario Europeo per l’energia Dan Jørgensen, da remoto nel corso dell’evento “Da Fermi al futuro – dialoghi sull’energia nucleare sostenibile” svoltosi questo pomeriggio presso l’ Ara Pacis di Roma.
La buona notizia è che non partiamo da zero. L’anno scorso, per la prima volta nell’Unione Europea, l’eolico e il solare hanno prodotto più elettricità dei combustibili fossili. Ora è il momento di consolidare questi progressi e realizzare un sistema energetico europeo davvero pulito, competitivo e indipendente.
Come possiamo riuscirci? Innanzitutto, dobbiamo costruire una vera Unione dell’Energia. Investire in nuovi progetti di energia pulita è fondamentale, ma la loro realizzazione richiede tempo e risorse. Tuttavia, già oggi i Paesi dell’UE possono ottimizzare l’uso dell’elettricità prodotta dai propri vicini. L’integrazione del mercato elettrico europeo garantisce già ai consumatori benefici per circa 34 miliardi di euro all’anno; un’ulteriore integrazione potrebbe far salire questa cifra a 40 miliardi all’anno.
Per questo motivo, l’anno scorso ho presentato un pacchetto europeo per le reti elettriche, concepito proprio per sfruttare appieno tale potenziale. Il piano traccia un nuovo percorso per le infrastrutture energetiche europee, basato su una pianificazione più coordinata, una migliore ripartizione dei costi e tempi di realizzazione più rapidi. Tutto ciò ci aiuterà a potenziare elettrodotti e infrastrutture, a rafforzare le interconnessioni transfrontaliere e a installare più sistemi di accumulo a batteria, in modo da immagazzinare e ridistribuire l’energia con maggiore flessibilità.
E questo mi porta all’ultimo punto: per cogliere appieno i vantaggi di un’energia pulita ed economically accessibile in Europa, dobbiamo accelerare l’elettrificazione.
A tal fine, ho da poco presentato un piano d’azione per l’elettrificazione dell’Europa. Il focus è su industria, trasporti ed edilizia, promuovendo soluzioni innovative come le pompe di calore, le batterie e le tecnologie intelligenti.
Si tratta di soluzioni che garantiscono risparmi tangibili. Ad esempio, sostituire una caldaia a gas con una pompa di calore può ridurre le bollette del riscaldamento domestico fino al 60%; inoltre, molti di questi impianti permettono anche di raffrescare gli ambienti, il che farebbe un’enorme differenza per milioni di persone durante le ondate di calore.
Generano, inoltre, occupazione e valore economico. L’Italia, ad esempio, è uno dei principali esportatori europei di pompe di calore e, complessivamente, il settore delle tecnologie pulite nel Paese impiega oltre 60.000 persone. Con l’accelerazione della transizione ecologica nei prossimi anni, potremo creare ancora più posti di lavoro.
In conclusione, cari amici: è vero che ci attendono sfide impegnative, ma abbiamo a disposizione straordinarie opportunità. Rendendo il nostro sistema energetico più efficiente, interconnesso ed elettrificato, potremo alimentare un’Europa più forte, pulita e competitiva.
Vi invito quindi a riflettere su come trasformare le sfide di oggi nelle opportunità di domani, costruendo insieme un futuro basato sull’indipendenza dalle fonti fossili e sulla forza dell’energia pulita”.