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AGEEI TV17 Marzo 2026 16:39

Energia, i colli di bottiglia del petrolio nel mondo: le 8 rotte critiche che muovono il 90% del greggio. INFOGRAFICA e VIDEO

Roma - Energia, la guerra del petrolio: ecco i colli di bottiglia del greggio nel mondo: le 8 rotte critiche che muovono il 90% del greggio. INFOGRAFICA e VIDEO

Oltre il 90% del commercio marittimo globale di petrolio transita attraverso soli otto punti strategici. Stretti marini, canali artificiali e capi geografici definiscono il destino energetico del pianeta: un blocco, un attacco o una crisi diplomatica in uno di questi corridoi è sufficiente a far oscillare il prezzo del greggio a livello mondiale. Questo articolo analizza, con dati ufficiali EIA aggiornati al primo semestre 2025, tutti i principali colli di bottiglia del petrolio e il loro peso nel commercio energetico globale.

COSA SONO I COLLI DI BOTTIGLIA DEL PETROLIO (OIL CHOKEPOINTS)?

Nel settore energetico, un collo di bottiglia (in inglese chokepoint) è uno stretto marittimo, un canale o un capo geografico che non può essere facilmente aggirato dalle petroliere e attraverso il quale transita un volume elevato di greggio o prodotti petroliferi. La loro importanza strategica dipende da tre fattori:
• Volume di traffico: quanti milioni di barili al giorno vi transitano
• Assenza di alternative: quante rotte alternative esistono in caso di blocco
• Contesto geopolitico: la stabilità politica dei paesi che li fiancheggiano

Nel primo semestre del 2025, la produzione mondiale di petrolio e altri liquidi ha raggiunto circa 104,4 milioni di barili al giorno (Mb/g), di cui circa il 76% — pari a circa 79,8 Mb/g — è stato movimentato via mare. Di questo flusso, la quasi totalità transita attraverso questi otto punti critici.

DATI COMPARATIVI: I PRINCIPALI CHOKEPOINTS PETROLIFERI NEL 2025

GLI STRETTI DOVE PASSA IL PETROLIO - TABELLA

GLI STRETTI DOVE PASSA IL PETROLIO – TABELLA

Tabella basata su dati EIA — World Oil Transit Chokepoints, primo semestre 2025:

Collo di bottiglia Quota globale Milioni b/g Rotta principale
Stretto di Malacca 29,1% 23,2 Medio Oriente → Asia orientale
Stretto di Hormuz 26,2% 20,9 Golfo Persico → Mondo
Capo di Buona Speranza 11,4% 9,1 Rotta alternativa Suez/Bab
Stretti Danesi 6,1% 4,9 Mar Baltico → Mare del Nord
Canale di Suez 6,1% 4,9 Mar Rosso → Mediterraneo
Stretto di Bab el-Mandeb 5,3% 4,2 Mar Rosso → Golfo di Aden
Stretti Turchi (Bosforo) 4,6% 3,7 Mar Nero → Mediterraneo
Canale di Panama 2,9% 2,3 Pacifico ↔ Atlantico

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ANALISI DEI PRINCIPALI COLLI DI BOTTIGLIA DEL PETROLIO

1. Stretto di Malacca — il chokepoint più trafficato al mondo (29,1% | 23,2 Mb/g)

Dove si trova: Tra la penisola malese e l’isola di Sumatra (Indonesia), collega l’Oceano Indiano con il Mar Cinese Meridionale e il Pacifico.
Lo Stretto di Malacca è il collo di bottiglia petrolifero più importante del pianeta. Con 23,2 milioni di barili al giorno nel primo semestre 2025 — pari al 29,1% del commercio marittimo globale di petrolio — è la principale arteria energetica tra il Medio Oriente e i grandi mercati consumatori dell’Asia orientale. La Cina da sola rappresenta circa il 48% delle importazioni che transitano per questo stretto. In caso di chiusura, la rotta alternativa attraverso lo Stretto di Lombok o lo Stretto di Makassar aggiungerebbe centinaia di miglia marine e costi di trasporto significativi.

2. Stretto di Hormuz — la porta del Golfo Persico (26,2% | 20,9 Mb/g)

Dove si trova: Tra Oman e Iran, all’imbocco del Golfo Persico.
Lo Stretto di Hormuz è il chokepoint petrolifero con la più alta concentrazione di rischio geopolitico al mondo. Attraverso di esso transita quasi tutta la produzione destinata all’export di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Iraq, Qatar, Bahrain e Iran — paesi che insieme rappresentano circa il 30% della produzione mondiale. Circa l’84% del greggio che transita per Hormuz è diretto ai mercati asiatici (Cina, India, Giappone, Corea del Sud).
Capacità alternativa: Solo Arabia Saudita (oleodotto East-West, 5 Mb/g di capacità massima) ed Emirati Arabi Uniti (oleodotto Abu Dhabi-Fujairah, 1,5 Mb/g) dispongono di infrastrutture in grado di aggirare parzialmente lo stretto. Le stime EIA indicano una capacità disponibile di circa 2,6 Mb/g, insufficiente a compensare l’intero flusso.

3. Capo di Buona Speranza — la rotta alternativa (11,4% | 9,1 Mb/g)

Dove si trova: Estremità meridionale del continente africano (Sudafrica).
Il Capo di Buona Speranza non è tecnicamente un collo di bottiglia ma una rotta alternativa. Tuttavia, a seguito degli attacchi dei ribelli Houthi alle navi commerciali nel Mar Rosso — iniziati alla fine del 2023 — molte petroliere hanno deviato dal corridoio Suez/Bab el-Mandeb verso questa rotta più lunga. Il volume di petrolio trasportato intorno al Capo è aumentato di oltre il 45%, raggiungendo circa 9,1 Mb/g nel primo semestre 2025. Lo svantaggio è un allungamento del percorso di circa 3.500 miglia nautiche tra l’Asia e l’Europa, con aumento dei costi di nolo e dei tempi di consegna.

4. Stretti danesi — il corridoio del Baltico (6,1% | 4,9 Mb/g)

Dove si trova: Tra Danimarca e Svezia (Grande Belt, Piccolo Belt, Øresund), collegano il Mar Baltico con il Mare del Nord.
Gli Stretti danesi hanno acquisito maggiore importanza strategica dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 e le successive sanzioni europee al petrolio russo. Prima di queste misure, rappresentavano il principale corridoio per le esportazioni marittime della Russia verso l’Europa settentrionale. Nel primo semestre 2025 hanno movimentato circa 4,9 Mb/g.

5. Canale di Suez — il collegamento mediterraneo (6,1% | 4,9 Mb/g)

Dove si trova: Egitto, collega il Mar Rosso con il Mar Mediterraneo.
Il Canale di Suez è fondamentale per i flussi di energia tra Medio Oriente, Asia e Europa. Nel primo semestre 2025 ha movimentato circa 4,9 Mb/g di petrolio e prodotti petroliferi. Gli attacchi Houthi nel Mar Rosso hanno ridotto il traffico complessivo attraverso Suez, con molte compagnie di navigazione che hanno preferito la rotta alternativa del Capo. L’episodio della nave Ever Given (2021), che aveva bloccato il canale per sei giorni causando ritardi globali, ha evidenziato la fragilità di questa infrastruttura.

6. Stretto di Bab el-Mandeb — il collo del Mar Rosso (5,3% | 4,2 Mb/g)

Dove si trova: Tra Yemen e Gibuti/Eritrea, all’imbocco meridionale del Mar Rosso.
Lo Stretto di Bab el-Mandeb è il punto d’ingresso meridionale del Mar Rosso e funge da prerequisito per il transito nel Canale di Suez. Con 4,2 Mb/g nel primo semestre 2025, è direttamente esposto al conflitto in Yemen. Gli attacchi Houthi del 2023-2025 hanno reso questo corridoio uno dei più pericolosi al mondo per la navigazione commerciale, con impatto diretto sui costi assicurativi e sulle rotte delle petroliere.

7. Stretti turchi (Bosforo e Dardanelli) — il passaggio del Mar Nero (4,6% | 3,7 Mb/g)

Dove si trova: Turchia, collegano il Mar Nero con il Mediterraneo attraverso Istanbul.
Gli Stretti turchi sono una via cruciale per le esportazioni petrolifere del Mar Caspio (Kazakistan, Azerbaijan) e della Russia meridionale. Ogni anno circa 50.000 navi transitano attraverso il Bosforo, che attraversa il centro di Istanbul. La Turchia ha il diritto di regolare il traffico navale in base alla Convenzione di Montreux (1936), una leva geopolitica che ha usato in modo selettivo nel contesto della guerra in Ucraina.

8. Canale di Panama — il ponte tra due oceani (2,9% | 2,3 Mb/g)

Dove si trova: Panama, collega l’Oceano Atlantico con il Pacifico.
Il Canale di Panama movimenta principalmente prodotti petroliferi raffinati (circa 2,2 Mb/g su 2,3 totali). La siccità eccezionale del 2024 aveva ridotto drasticamente i livelli del Lago Gatun, costringendo l’Autorità del Canale a limitare il numero e il pescaggio delle navi in transito, con conseguenti ritardi e aumento delle tariffe di nolo. I flussi si sono poi parzialmente ripresi nel 2025 con il ripristino dei livelli idrici.

I COLLI DI BOTTIGLIA DEL PETROLIO NEL MONDO - INFOGRAFICA

I COLLI DI BOTTIGLIA DEL PETROLIO NEL MONDO – INFOGRAFICA

PERCHÉ I CHOKEPOINTS PETROLIFERI SONO COSÌ VULNERABILI?

La vulnerabilità di questi punti strategici dipende da una combinazione di fattori fisici, geopolitici e infrastrutturali:
• Assenza di alternative dirette: per la maggior parte dei chokepoints, le rotte alternative aumentano i tempi e i costi in modo significativo
• Concentrazione di traffico: milioni di barili al giorno attraverso corridoi larghi pochi chilometri
• Instabilità regionale: la maggior parte di questi punti è situata in aree ad alto rischio geopolitico (Golfo Persico, Mar Rosso, Mar Nero)
• Infrastrutture critiche: i canali artificiali (Suez, Panama) dipendono da fattori ambientali e manutenzione continua

Una chiusura anche temporanea può causare ritardi nelle forniture, aumenti dei costi di nolo e impennate del prezzo del greggio sui mercati internazionali. L’impatto si propaga rapidamente dalla logistica navale ai prezzi alla pompa, con effetti sull’inflazione globale.

CONCLUSIONI: IL FUTURO DELLA SICUREZZA ENERGETICA PASSA PER QUESTI OTTO PUNTI

I colli di bottiglia del petrolio rimarranno un elemento centrale della geopolitica energetica globale per i prossimi decenni. La transizione verso le energie rinnovabili ridurrà gradualmente la dipendenza dal petrolio, ma nel breve-medio periodo questi corridoi strategici continueranno a influenzare i prezzi dell’energia, la stabilità economica e gli equilibri di potere internazionali.
La capacità di un paese di minacciare, controllare o proteggere uno di questi punti rappresenta ancora oggi uno strumento di pressione geopolitica di primaria importanza, come dimostrano le tensioni nello Stretto di Hormuz, gli attacchi Houthi nel Mar Rosso e le discussioni sulla libertà di navigazione negli Stretti turchi.

Fonti e riferimenti

• U.S. Energy Information Administration (EIA) — World Oil Transit Chokepoints, dati primo semestre 2025: https://www.eia.gov/international/content/analysis/special_topics/World_Oil_Transit_Chokepoints/
• International Energy Agency (IEA) — Strait of Hormuz analysis: https://www.iea.org
• Anadolu Agency — Around 70% of global oil demand transported through strategic maritime chokepoints (2025)

www.ageei.eu

www.difesa.it

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