Roma - Enasarco, il pieno del PIL: agenti di commercio valgono 750 mln di gettito su carburanti ed energia. INFOGRAFICA
Se i contratti sono l’output dell’attività degli agenti di commercio, l’energia ne è l’input fondamentale. Con una percorrenza complessiva che nel 2026 sfiora i 13,75 miliardi di chilometri annui, i 250.000 iscritti a Fondazione Enasarco costituiscono la flotta più attiva del Paese. Questa mobilità incessante non alimenta solo il business privato, ma rappresenta anche uno dei principali polmoni finanziari per lo Stato attraverso le accise e il vero volano per la transizione verso l’elettrico.
IL FISCO ALLA POMPA: UN GETTITO DA MEZZO MILIARDO IN ACCISE
Nonostante l’avanzata delle motorizzazioni alternative, nel 2026 la maggior parte della flotta commerciale si affida ancora a motori termici o ibridi ad alta efficienza. Considerando una percorrenza di circa 11 miliardi di chilometri coperti con carburanti tradizionali e una media di 15 km/litro, la categoria consuma circa 733 milioni di litri di carburante l’anno.
Con l’aliquota delle accise consolidata nel 2026 a 0,6729 €/litro, il calcolo del contributo diretto allo Stato è impressionante: 493 milioni di euro.
Se a questa cifra aggiungiamo l’IVA sui carburanti — resa totalmente trasparente dalla fatturazione elettronica obbligatoria per gli agenti — il settore della vendita di carburante genera per l’erario un gettito complessivo superiore a 750 milioni di euro all’anno. Una cifra che rende la categoria degli agenti di commercio uno dei pilastri della stabilità fiscale italiana.
I PIONIERI DELLA RICARICA: L’AGENTE E LA TRANSIZIONE ELETTRICA
L’agente di commercio del 2026 è il vero “tester” della mobilità elettrica su lunga distanza. Grazie alle formule di Noleggio a Lungo Termine, una quota crescente della categoria, stimata al 20%, ha già abbracciato l’elettrico puro o il plug-in. Questi “early adopter” consumano circa 550 milioni di kWh annui e, con una spesa media per la ricarica pubblica (HPC – High Power Charging) che si aggira sui 0,50 €/kWh, immettono nel nuovo mercato dell’energia circa 275 milioni di euro. Questa immissione costante di capitale sostiene i ricavi dei gestori delle colonnine e rende finalmente sostenibili gli investimenti infrastrutturali lungo le tratte autostradali.
INFRASTRUTTURE E SERVIZI: L’AGENTE COME CLIENTE “PREMIUM”
L’impatto economico non riguarda solo ciò che finisce nel serbatoio o nella batteria, ma tutto ciò che ruota attorno alla sosta energetica. L’agente di commercio è il cliente strategico che giustifica la trasformazione delle aree di servizio in hub polifunzionali, dove la sosta per la ricarica o il rifornimento diventa un’occasione per il consumo di ristorazione veloce, l’utilizzo di aree co-working e l’acquisto di servizi ancillari come lavaggio, additivi e accessori. Tale dinamica genera un indotto extra nel settore dei servizi stradali stimato in 120 milioni di euro. Parallelamente, l’utilizzo massiccio di fleet card e app di pagamento integrate genera un volume di transazioni digitali che alimenta il settore fintech e della gestione delle flotte, consolidando un mercato di servizi amministrativi interamente italiano.
GLI AGENTI DI COMMERCIO SONO I CONSUMATORI ENERGETICI IDEALI
In definitiva, l’agente di commercio è il consumatore energetico ideale: regolare, tracciato e ad alta intensità. Ogni chilometro percorso è un contributo alla manutenzione delle strade (tramite le accise) e un incentivo alla modernizzazione della rete elettrica nazionale. Senza i consumi dei 250.000 iscritti Enasarco, la transizione energetica nei trasporti perderebbe il suo principale motore economico e lo Stato dovrebbe rinunciare a una delle sue entrate più certe e trasparenti. La categoria si conferma, ancora una volta, la “centrale elettrica” dell’economia reale italiana.
Enasarco, agenti di commercio “valgono” il 3% del mercato delle auto. INFOGRAFICA
