Roma - Il Consiglio di Stato dice la sua sul Correttivo del Codice degli appalti. E ne contesta, più che il merito, il metodo.
Il parere – che arriva dopo la richiesta del capo del Dipartimento degli uffici giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio – mette in evidenza come gli aspetti politici abbiamo prevalso su quelli tecnici, come il metodo non abbia seguito la procedura adeguata (rifacendosi alla stessa metodologia del Codice Appalti vero e proprio), come i ministeri coinvolti siano stati carenti nei propri pareri seguendo una logica “abdicativa”, e come manchi sia il parere della Conferenza Unificata che le interlocuzioni con la Commissione europea.
CONSIGLIO DI STATO: GOVERNO NON HA INTESO AVVALERSI DELLA FACOLTA DI AVVALERSI DEL CDS PER ELABORAZIONE TESTO
Secondo il Consiglio di Stato, il governo “non ha inteso avvalersi della facoltà di affidare al Consiglio di Stato, in sede consultiva l’elaborazione dello schema normativo”, come previsto dall’articolo 14 del regio decreto 26 giugno 1924 n.1054 ed espressamente conferita con le integrazioni prescrittive, dalla legge delega.
CDS: CRITICITA LOGICO NORMATIVA
E questa scelta, secondo quanto scrive il CDS, “non si sottrae a qualche criticità logico-giuridica”.
CONSIGLIO DI STATO: IL CORRETTIVO AVREBBE DOVUTO MIMARE STESSA PROCEDURA SEGUITA PER IL CODICE APPALTI
Perché è vero che è presente “una certa ambiguità” nel termine “stessa procedura”, ma anche vero, secondo il Consiglio interpellato da Palazzo Chigi, che per “ragioni di coerenza logica e pratica prima che testuale”, la scansione formale del testo “avrebbe dovuto verosimilmente dovuto mimare di fatto la stessa seguita nella predisposizione del Codice vero e proprio”, anche riguardo al ruolo svolto dal Consiglio stesso.
In sostanza, oltre all’aspetto “politico’ bisognava avere riguardo anche di quello “essenzialmente tecnico”.
Il parere rimarca inoltre come la Sezione avesse “reiteramente rimarcato la giuridica inadeguatezza di tale formula organizzativa che postula – si legge – a differenza del ricorso alla delega di firma, l’attivazione di attribuzioni proprie dell’ordinatario”.
CONSIGLIO DI STATO: PARERI DEI MINSITERI COINVOLTI SECCHI E INARTICOLATI, CON VALENZA ABDICATIVA A FRONTE IMPEGNATIVE POLITICHE
Poi il Consiglio di Stato ci va duro: “tutti i pareri resi dai ministeri dell’Interno, dell’Economia, della Disabilità, degli Esteri, della Cultura, degli Affari Europei, del Sud, della Giustizia, dell’Ambiente, e della Riforme istituzionali e del Made in Italy e della Difesa, risultano espressi in forma secca e inarticolata a guisa di mero ed anodino nulla osta all’iniziativa normativa”.
E prosegue: “carente documentazione di una effettiva interlocuzione nel merito da parte degli uffici tecnici ausiliari dei vari ministri coinvolti assume una valenza abdicativa a fronte delle politicamente impegnative attribuzioni co decisionali rimesse”.
ANALISI DELL’IMPATTO SULLE IMPRESE INADEGUATO
Sempre secondo la Sezione del Consiglio di Stato, “a dispetto dell’impegno illustrativo e testuale, l’analisi di impatto risulta inadeguata”. Anche per quanto riguarda l’accesso al mercato pubblico da parte delle PMI che “risulterebbero prive di un apparato amministrativo dedicato” relativo agli incrementati processi di digitalizzazione.
In sintesi, secondo il Consiglio di Stato sarebbero dovuti emergere dati e analisi relative alle applicazioni pratiche che hanno giustificato le correzioni.
MANCANO INTERLOCUZIONI CON COMMISSIONE UE E DETTAGLIO OBIETTIVI PNRR
Mancano poi – che il Consiglio “avrebbe apprezzato” – “le interlocuzioni con la Commissione europea” e “non sono stati illustrati con il necessario dettaglio esplicativo gli obiettivi del PNRR”.
SI ASPETTA CONFERENZA UNIFICATA
Manca infine “il parere della Conferenza Unificata che integra adempimento procedimentale necessario e logicamente e positivamente preventivo rispetto al parere del Consiglio di Stato”.
Qui di seguito AGEEI pubblica integralmente, in formato PDF, il testo del parere del Consiglio di Stato.
www.giustizia-amministrativa.it
Approvato in Consiglio dei ministri il correttivo al Codice Appalti. IL TESTO