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AGEEI TV18 Giugno 2026 19:34

Ucraina, esercito di Putin senza carburante. Vittime russe superano ogni mese quelle dell’intera guerra in Afghanistan. VIDEOSERVIZIO dai nostri corrispondenti

Kyiv, Ucraina – Dai nostri corrispondenti in Ucraina Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Ucraina, esercito di Putin senza carburante. Vittime russe superano ogni mese quelle dell’intera guerra in Afghanistan. VIDEOSERVIZIO dai nostri corrispondenti

Alla Perdei di fronte a una scuola ucraina distrutta da un raid russo a kherson, Ucraina ©Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Alla Perdei di fronte a una scuola ucraina distrutta da un raid russo a kherson, Ucraina ©Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Nel corso della scorsa settimana le Forze di Difesa ucraine hanno attaccato almeno dieci volte sette ponti nel Nord della penisola di Crimea, che la Federazione Russa occupa illegalmente dal 2014. L’unico ponte rimasto intatto, inaugurato da Vladimir Putin per ostentare l’egemonia russa in Crimea, viene ora risparmiato per consentire alle autorità d’occupazione russe d’evacuare con le proprie famiglie.

Coerentemente con quanto avevamo documentato nel nostro precedente dispaccio, con precise metriche di logoramento, i droni ucraini hanno dapprima limitato la circolazione dei camion nemici, compromettendo la percorribilità di strade già duramente segnate da anni di guerra, e poi bloccato la circolazione del traffico anche su tutti quei percorsi alternativi – come la M-14 vicino al ponte di Kerch – che ora sono impraticabili.

ESERCITO RUSSO UTILIZZA AUTO CIVILI PER ELUDERE ATTACCHI DRONI UCRAINI

Credendo d’eludere così gli attacchi ucraini, l’esercito russo sta caricando taniche di benzina su auto civili dirigendole verso le zone più calde del fronte. Alle conferme ricevute da Feodosia, a circa 250 km dalle aree di destinazione di questi veicoli, se ne aggiungono altre che mostrano in fiamme il terminal petrolifero più grande di quell’area, coi suoi sette serbatoi da 10.000-20.000 metri cubi utilizzati per il trasbordo e lo stoccaggio di petrolio greggio e prodotti petroliferi.

CARBURANTE SEMPRE PIU ESIGUO, UCRAINI STANNO DISSANGUANDO CAPACITA RUSSE

È un colpo durissimo dentro una campagna di deep strike mirati alle infrastrutture russe e ai nodi di rifornimento anche in territorio russo. Gli ucraini stanno dissanguando capacità russe di condurre la guerra che si reggono su scorte di carburante sempre più esigue e nodi logistici sempre meno percorribili, mentre la capacità dell’Ucraina d’esercitare un fuoco selettivo diventa sempre più soffocante.

CARBURANTE RAZIONATO E BENI DI PRIMA NECESSITA DIFFICILI DA REPERIRE

Alla Perdei in una stazione di servizio distrutta a Kherson, Ucraina ©Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Alla Perdei in una stazione di servizio distrutta a Kherson, Ucraina ©Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Al di là della disponibilità di carburante e beni di prima necessità, è il senso di insicurezza che pervade la popolazione della Crimea a emergere da ogni racconto che abbiamo raccolto. Molti dei nostri contatti più affidabili nei territori ucraini occupati dalla Federazione Russa confermano infatti dal campo che il carburante è ora razionato e che i beni di prima necessità sono difficili da trovare nei supermercati. Percorsi, depositi, nodi di riparazione, posti di blocco, convogli e concentrazioni di veicoli russi entrano ora in una fascia di vulnerabilità permanente, producendo un senso d’insicurezza che investe i militari e le autorità amministrative d’occupazione, che hanno già iniziato a evacuare le proprie famiglie. Per anni la Russia ha utilizzato la Crimea come base di retrovia, fortezza, deposito e trofeo politico. Da lì ha proiettato la sua forza nell’Ucraina meridionale, ha rifornito la riva sinistra del fiume Dnipro fino alle zone occupate di Kherson, ha alimentato le operazioni verso Zaporizhzhia e ha tenuto vivo il mito d’una penisola intoccabile.

 

CHONHAR OFFRIVA LA VIA DI TERRA PIU BREVE DALLA CRIMEA OCCUPATA ALLA TERRAFERMA OCCUPATA PER CARBURANTE E MUNIZIONI

Il panico nella Crimea occupata ha oggi una base materiale ben visibile dalle immagini che riceviamo e dalle voci che sentiamo provenire da lì. La penisola resta occupata, fortificata e pericolosa; intanto le arterie che la mantengono in vita vengono recise. Le immagini satellitari di Planet Labs, che ritraggono il ponte di Chonhar colpito tra il 7 e il 9 giugno, hanno fatto il giro del mondo. Il significato militare di Chonhar è brutalmente semplice. Offriva la via di terra più breve e conveniente dalla Crimea occupata alla terraferma occupata. Attraverso di essa transitavano carburante, munizioni, equipaggiamento, squadre di riparazione, rotazioni di truppe: la massa invisibile che permetteva a un gruppo di continuare a combattere. Ciò che possiamo vedere – e in questo momento delicato non condivideremo le immagini dirette che abbiamo ricevuto per evitare di esporre a rischi inutili coloro che ce le hanno trasmesse – conferma le conseguenze di quell’attacco: tutta la logistica da quel lato è bloccata e le zone limitrofe sono sotto un fuoco continuo.

50 CAMION RUSSI CARICHI DI MUNIZIONI E CARBURANTE FERMI NEI PRESSI DEL VALICO. RUSSIA RESPIRA ATTRAVERSO UNA CANNUCCIA

Giorgio Provinciali mostra un drone ucraino Sea Baby come quelli che tengono sotto tiro la Crimea occupata ©Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Giorgio Provinciali mostra un drone ucraino Sea Baby come quelli che tengono sotto tiro la Crimea occupata ©Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Poi è arrivata Armiansk. Le unità ucraine hanno confermato attacchi al ponte di Armiansk durante la notte dell’11 giugno, in un momento in cui fino a 50 camion russi carichi di munizioni e carburante, diretti al settore di Huliajpole, erano fermi nei pressi del valico. Se Chonhar era l’arteria comoda, Armiansk e Perekop erano i polmoni di riserva. Colpiti quelli, la Russia ha iniziato a respirare in Crimea attraverso una cannuccia. Il cambiamento più profondo si sta verificando sulla R-280, l’autostrada che la Russia ha ribattezzato “Novorossiya” e che il Guardian ora definisce “l’autostrada della morte”. Promettendo d’isolare completamente la Crimea, Robert “Magyar” Brovdi, comandante delle forze ucraine per i sistemi senza pilota, ha confermato che il traffico merci sulla rotta che costeggia il Mar d’Azov da Rostov sul Don attraverso Mariupol’ e Melitopol’ occupate verso la penisola è diminuito del 71% in due settimane, passando da circa 3.800 veicoli al giorno a 1.100.

UN CROLLO DEL 71% DEL TRAFFICO MERCI

Quel numero conta più di qualsiasi immagine d’un ponte crollato, e chiunque abbia percorso le strade di rifornimento in prima linea sa esattamente cosa significa sul campo. Un ponte distrutto blocca un passaggio. Un crollo del 71% del traffico merci modifica i comportamenti in un’intera area.

I nostri contatti in Crimea riferiscono che i militari russi usano i civili per cercare di portare carburante alle truppe vicino alle zone più calde, caricando le loro automobili, mentre gli autisti si rifiutano di fare il viaggio. I comandanti rimandano i movimenti. I convogli si disperdono. Le squadre di riparazione aspettano il buio. Le autocisterne di carburante diventano troppo preziose per rischiare e troppo necessarie per trattenerle. Di conseguenza meno rifornimenti raggiungono il fronte e quelli che vi arrivano giungono più tardi, a costi maggiori e sotto costante osservazione.

STAZIONI DI SERVIZIO IN CRIMEA OCCUPATA SONO A SECCO

L’effetto è già misurabile a livello stradale. Le stazioni di servizio in tutta la Crimea occupata sono a secco, con la maggior parte delle pompe di Sebastopoli vuote e un’unica stazione funzionante a Evpatoriya costantemente presidiata da una lunga coda d’automobili. Le autorità di occupazione che avevano già introdotto il razionamento l’hanno limitato ora a 20 litri per veicolo. Il carburante è la linfa vitale dell’occupazione militare. I camion si muovono perché arriva il carburante. I sistemi di difesa aerea vengono spostati perché arriva il carburante. I generatori funzionano perché arriva il carburante. I depositi si riforniscono perché arriva il carburante. Anche la gestione politica della penisola – l’apparenza di normalità e la lealtà dei collaboratori – dipende dall’arrivo del carburante. Sappiamo che alcuni hanno scritto di turisti russi impossibilitati a dirigersi verso le zone di villeggiatura in Crimea; dal campo possiamo dire che la parola “turismo” è l’ultima che una persona a conoscenza della situazione assocerebbe in questo momento alla Crimea.

LA PRESSIONE S’ESTENDE VERSO OVEST NEL MAR NERO, VERSO EST NEL MAR D’AZOV E VERSO NORD IN PROFONDITÀ NEL TERRITORIO RUSSO

Un frammento di missile russo esposto a Kyiv, Ucraina ©Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Un frammento di missile russo esposto a Kyiv, Ucraina ©Giorgio Provinciali e Alla Perdei

La pressione s’estende verso ovest nel Mar Nero, verso est nel Mar d’Azov e verso nord in profondità nel territorio russo.

A Mariupol’, le forze ucraine hanno colpito il porto occupato e l’hanno isolato. Un nostro contatto affidabile a Berdyansk ha confermato quanto affermato dal 1° Corpo d’armata d’Azov: l’operazione congiunta ha colpito sottostazioni elettriche, apparecchiature radar, infrastrutture di riparazione, la torre di controllo, serbatoi di carburante e lubrificanti e la nave mercantile Lady Augusta, parte della flotta ombra russa. Possiamo confermare che il porto è rimasto senza corrente.

Mariupol’ era una piattaforma di retrovia dell’economia di occupazione: carico militare, carburante, grano ucraino rubato, riparazioni navali, copertura marittima. L’oscuramento di quel porto toglie anche al Mar d’Azov l’immagine d’un mare interno russo sicuro, che il regime di Mosca aveva costruito negli ultimi anni.

ZELENSKY: MISSILI UCRAINI FP-5 FLAMINGO HANNO COLPITO IMPIANTO MILITARE A CHEBOKSARY

Allo stesso tempo, l’Ucraina ha esteso la linea del fronte ben oltre i territori occupati. Il presidente Zelensky ha confermato che missili ucraini FP-5 Flamingo hanno colpito un impianto militare a Cheboksary, a oltre 900 chilometri dal fronte, nella stessa ondata che ha colpito le infrastrutture petrolifere russe a Samara e Vladimir. Lo Stato Maggiore dell’Ucraina ha identificato l’obiettivo di Cheboksary come VNIIR-Progress, una struttura sanzionata che produce ricevitori di navigazione satellitare e antenne Kometa utilizzati nei missili balistici, negli Shahed, nei Kalibr, negli Iskander-M e nei moduli di guida per bombe plananti.

Questo è lo strato più importante della campagna.

UCRAINA STA COLPENDO LA CATENA INDUSTRIALE E TAGLIA RISORSE A LOGISTICA MILITARE BELLICA NEMICA

Alla Perdei cerca riparo in una casa distrutta all'interno della kill zone di Kherson, Ucraina ©Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Alla Perdei cerca riparo in una casa distrutta all’interno della kill zone di Kherson, Ucraina ©Giorgio Provinciali e Alla Perdei

L’Ucraina sta colpendo la catena industriale che rende più difficile l’intercettazione delle armi russe e al contempo taglia le risorse alla logistica militare e all’industria bellica nemiche.

L’SBU ha colpito le stazioni di pompaggio del petrolio di Vtorovo e Lobkovo nella regione di Vladimir, a circa 700 chilometri di distanza, nodi che immettono gasolio nell’oleodotto Moscow Ring e alimentano i flussi di esportazione attraverso i porti baltici. Altri strike ucraini in profondità hanno colpito la raffineria Kuibyshev a Samara, a più di 900 chilometri dal fronte, fermando la lavorazione grezza dopo che entrambe le sue unità di distillazione principali sono state danneggiate. Il vice primo ministro Alexander Novak ha chiesto di predisporre l’adozione d’un sistema previsionale che scongiuri la carenza di carburante, che Reuters ha monitorato in circa una dozzina di regioni russe, con la Crimea e due regioni siberiane uniche ad ammetterlo ufficialmente.

Qui la campagna ucraina assume una valenza strategica nel senso più stretto del termine. Collega la linea del fronte alla raffineria, il ponte alla petroliera, il drone all’orario ferroviario, la fabbrica di missili alla rete del gas civile.

OGNI ATTACCO RUSSO A CITTA VIENE CONTRASTATO CON UN COSTO CHE GRAVA SU MACCHINA BELLICA RUSSA

La Russia voleva una guerra in cui l’Ucraina avrebbe consumato i suoi missili di difesa aerea per salvare le città, mentre Mosca avrebbe mantenuto l’iniziativa. L’Ucraina sta scrivendo un’equazione diversa: ogni attacco russo contro una città ucraina può essere contrastato con un costo che grava direttamente sulla macchina bellica russa.

In questo contesto s’inseriscono i feroci attacchi russi contro infrastrutture storiche, religiose e culturali importanti come quelli che abbiamo vissuto a Kyiv la scorsa settimana. Lì i russi hanno devastato la Pecherska Lavra – una cattedrale dalla storia secolare, sito patrimonio mondiale protetto dall’UNESCO – e il complesso museale Art Arsenal, oltre agli studi cinematografici Dovzhenko. Attacchi che hanno visto l’impiego di oltre 680 vettori di morte – fra droni e altri missili di vario tipo – di cui Mosca ha negato in molti casi l’intenzionalità. La nostra stessa presenza sul posto – comprovata dalle immagini che abbiamo registrato – dimostra invece che a distruggere quegli obiettivi indiscutibilmente civili sono stati droni e missili russi.

La scelta stessa di quegli obiettivi racconta la storia d’una guerra che Mosca non sta più vincendo sul campo.

MOSCA NON STA PIU VINCENDO SUL CAMPO

Giorgio Provinciali nelle coste ucraine sul Mar Nero © Giorgio provinciali e Alla Perdei

Giorgio Provinciali nelle coste ucraine sul Mar Nero © Giorgio provinciali e Alla Perdei

A maggio, le forze russe hanno occupato appena 14 chilometri quadrati: dalla seconda metà del 2023, è stato il primo mese in cui il saldo territoriale del Cremlino è diventato negativo, anche se il numero di scontri in prima linea è aumentato d’oltre un terzo. La scorsa settimana, i russi hanno occupato 16 km² di territorio ucraino, senza ottenere significativi progressi operativi e perdendo il controllo d’altre porzioni di terra più consistenti, oltre a circa diecimila uomini.

NUMERO DI BOMBE AL FRONTE AUMENTATO DEL 12% E ATTACCHI CON LANCIARAZZI MULTIPLI CRESCIUTI DEL 23%

Sul fronte è aumentata l’intensità dell’uso d’alcuni tipi di armi: il numero di bombe aeree è aumentato del 12% e quello d’attacchi con lanciarazzi multipli è aumentato del 23%. Il fronte di Lyman è entrato nella top tre delle zone col maggior numero di scontri militari, insieme a quelli di Pokrovsk e Huliajpole, dove ogni offensiva russa viene soffocata nel sangue. Situazione che Vladimir Putin ha negato pubblicamente in una conferenza stampa in cui ha affermato che l’armata russa starebbe «avanzando su ogni fronte». Sotto la sua guida, la Federazione Russa ha reclutato circa trentamila soldati a contratto ogni mese, eppure le sue perdite sul campo di battaglia superano ormai da cinque mesi consecutivi quella quota.

VITTIME RUSSE SUPERANO DI GRAN LUNGA QUELLE DELL’INTERA GUERRA IN AFGHANISTAN

Al ritmo di ben oltre mille – fra morti e feriti gravi – al giorno, ogni mese le vittime russe superano di gran lunga quelle dell’intera guerra in Afghanistan (1979-1989). Un’emorragia che nessuna conferenza stampa può cauterizzare.

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