Ucraina supera Nato e punta sulle macchine, Mosca punta su tecnica tritacarne. Così cambia la grammatica della guerra. VIDEOSERVIZIO dal corrispondente
Zelene, Ucraina – Dai nostri corrispondenti in Ucraina Giorgio Provinciali e Alla Perdei
Le recenti avanzate ucraine tra Donetsk e Zaporizhzhia — nelle aree di Mala Tokmachka, Bilohiria, Ridkodub e Katerynivka — e poi nelle regioni di Kharkiv e Sumy segnano l’inizio d’una complessa fase operativa che sta deformando il perimetro delle zone d’infiltrazione reciproca proprio lungo i punti nevralgici in cui i russi sembravano voler basare le loro manovre offensive estive.
Sul versante meridionale, il valore dei successi ucraini a Mala Tokmachka e Bilohiria non si misura solo in chilometri quadrati riconquistati ma anche nella direzione in cui si stanno muovendo: da Mala Tokmachka verso Orikhiv, Robotyne, Verbove, Tokmak, per esempio. Chiunque abbia seguito da vicino la guerra russa in Ucraina, o letto i resoconti che abbiamo compilato negli ultimi quattro anni anche da quei luoghi, sa che Tokmak è uno dei fulcri logistici e difensivi russi della Zaporizhzhia occupata, il centro nevralgico che protegge l’accesso a Melitopol’ e quindi il punto più profondo del corridoio russo verso la Crimea. È la realtà contro cui s’infranse la più grande controffensiva ucraina del 2023. È l’incubo a occhi aperti che vivemmo tra la fine di quell’anno e l’inizio del successivo, quando molti giovani presenti nei video che registrammo allora morirono difendendo l’Ucraina.
PER MESI CREMLINO HA COSTRUITO NARRATIVA SU PRESSIONE INCESSANTE SU PICCOLE AVANZATE
Per mesi, il Cremlino ha costruito la sua narrativa su una pressione incessante, caratterizzata da piccole avanzate, villaggi distrutti e bandiere che sventolavano tra le macerie. Oggi quella propaganda tace, perché un sistema offensivo come quello russo è incapace di chiudere Mala Tokmachka e continua a consumare uomini e risorse per ottenere in cambio pochi isolati polverizzati. Mosca non sta affatto progredendo. Sta pagando tassi d’interesse altissimi su un debito operativo che non è più in grado di ripagare.
Ancor più interessante è ciò che sta accadendo sul saliente orientale di Lyman. Per quanto grandi, Ridkodub e Katerynivka non sono importanti per le loro dimensioni, ma perché fiancheggiano una testa di ponte russa che da mesi cerca di trasformare Zherebets in una piattaforma offensiva contro il settore settentrionale del Donbas ucraino: un saliente costruito dai russi, che vi hanno stazionato decine di migliaia d’uomini. Se le forze ucraine riuscissero a comprimere le posizioni nemiche tra Ridkodub, Nove, Katerynivka e i valichi fluviali, la pressione che Mosca intendeva esercitare su Lyman cesserebbe d’essere un problema lineare e diventerebbe un problema logistico: chi rifornisce, da dove, attraverso quali fasce di foresta, con quale copertura elettronica e con quale rischio d’essere individuati dai droni prima ancora di raggiungere la posizione.

Giorgio Provinciali nella kill zone di Oleksandrivka, Donetsk – foto protetta da copyright @ Alla Perdei e Giorgio Provinciali
RAPIDI ASSALTI MECCANIZZATI SOTTO LA COPERTURA DELLA GUERRA ELETTRONICA
In quelle aree, abbiamo documentato rapidi assalti meccanizzati, veicoli protetti come il Cobra II e il BTR-4E, sbarchi di fanteria sotto la copertura della guerra elettronica, disturbo o ritardo dei velivoli da combattimento dei droni FPV russi e l’uso da parte del nemico di droni a fibra ottica immuni al disturbo ma meno facilmente impiegabili in massa.
Il significato strategico è evidente. Lyman è una delle porte settentrionali di Sloviansk e Kramatorsk, la spina dorsale difensiva ucraina nel Donbas. Se Mosca perde slancio su questo fianco o è costretta a spostare riserve per impedire il crollo della sua testa di ponte, la pressione sulla cintura fortificata ucraina diminuirà, e con essa ogni possibilità d’aggiramento da nord-est.
STESSO SCHEMA SI RIPETE PIU A NORD
Lo stesso schema si sta ripetendo più a nord, nelle regioni di Kharkiv e Sumy. L’obiettivo dichiarato dei russi era quello di creare una zona cuscinetto per l’infiltrazione, l’osservazione, il lancio di droni, la pressione psicologica e il contenimento politico, trasformando il confine internazionale in una seconda linea di contatto permanente e costringendo l’Ucraina a immobilizzare riserve che sarebbero state necessarie altrove.

Alla Perdei in una stazione di servizio ucraina distrutta dalla Federazione Russa nelle kill zone di Kherso – foto protetta da copyright @ Alla Perdei e Giorgio Provinciali
IL FALLIMENTO DEL PIANO OPERATIVO PARTORITO A MOSCA
La liberazione di un numero crescente di villaggi a Kharkiv, la pressione ucraina verso il confine in direzione di Velykyi Burluk e l’indebolimento dell’avanzata russa a Sumy vanno interpretati proprio in questo modo: rappresentano il fallimento d’un piano operativo partorito a Mosca, perché una zona cuscinetto – o «zona sanitaria» , come Vladimir Putin ha scelto di chiamarla – funziona solo se diventa stabile.
IL QUADRO GENERALE MOSTRA QUATTRO SETTORI DISTANTI CHE INVIANO UN UNICO SEGNALE: IL FRONTE RUSSO SI STA SGRETOLANDO.
Non ci troviamo di fronte alla fine della guerra o a una controffensiva in senso tradizionale. La Russia conserva la sua forza militare, la sua capacità di combattimento, l’artiglieria, le bombe, i missili e una brutale capacità di consumare uomini. Ma la guerra si decide quando una delle due parti perde la libertà di manovra, quando la logistica dell’avversario è limitata, quando i punti strategici si trasformano in trappole e quando le offensive non generano più panico ma creano invece un debito operativo.
LOGISTICA A SUPPORTO PRESENZA MILITARE RUSSA E’ PARALIZZATA
Avendo ripreso l’iniziativa strategica, Kyiv può ora scegliere di colpire e lo fa precisamente in quel senso. Da Luhansk alla Crimea, la logistica a supporto della presenza militare russa è in gran parte paralizzata . Le forze di difesa ucraine hanno intensificato gli attacchi lungo le vie di rifornimento terrestri nemiche saturando lo spazio aereo sui territori ucraini temporaneamente occupati dalla Russia (TOT) con attacchi a medio raggio e colpendo con altri più in profondità la capacità russa di rigenerare le risorse perdute.

Alla Perdei documenta la presenza di mine a foglia lasciate cadere dai droni russi nelle kill zone di Kherson – foto protetta da copyright @ Alla Perdei e Giorgio Provinciali
TRASFERIMENTO TRUPPE E ATTREZZATURE RUSSE SEMPRE PIU DIFFICILE
Il trasferimento di truppe e attrezzature russe nei territori occupati di Zaporizhzhia, Kherson, Donetsk e Luhansk sta diventando sempre più difficile per Mosca. Tanto che il capo dell’amministrazione d’occupazione della regione di Kherson, Vladimir Saldo, ha firmato un decreto che limita il traffico di camion su un tratto dell’autostrada M-14 Mariupol’-Berdyansk-Melitopol’-Henichesk. Il principale collegamento terrestre tra la Federazione Russa e la Crimea occupata è costantemente sotto attacco, e le testimonianze dirette che abbiamo ricevuto da quelle zone dipingono un quadro ancor più cupo per Mosca. Carcasse di veicoli militari carbonizzati abbandonate in mezzo alla strada (oltre 140 solo questa settimana) da soldati che si rifiutano di spostarle ai lati, corridoi anti-drone resi inefficaci dai droni che sistematicamente aprono enormi squarci nelle recinzioni, impedendo le riparazioni, aree di servizio abbandonate e posti di blocco impraticabili rivelano uno scenario che non è più semplicemente quello d’una guerra d’attrito.
Con precise metriche di logoramento, i droni ucraini hanno limitato la circolazione dei camion nemici, danneggiando non solo i veicoli ma anche la percorribilità delle strade attraverso il degrado dell’asfalto e delle strutture portanti – già compromesse da anni di guerra – con una quantità tale di fuoco da renderne impossibili le riparazioni. Ciò ha creato la necessità di deviare il traffico verso percorsi alternativi che, a loro volta, come la M-14 vicino al ponte di Kerch, sono ora impraticabili .
EROSIONE CUMULATIVA DEL POTENZIALE OPERATIVO RUSSO CHE FATICA A DIFENDERSI
Soffocando il flusso di truppe, il deficit strutturale nel tasso di rigenerazione delle forze si traduce in un’erosione cumulativa del potenziale operativo russo in aree in cui Mosca non solo non è in grado d’avanzare, ma fatica persino a difendersi.
Un esercito all’offensiva può sostenere pesanti perdite solo se il tasso di rimpiazzamento è almeno pari a quello di logoramento. Con una tendenza costantemente negativa da almeno sei mesi (secondo le stime più comuni , Mosca perde circa 35.000 uomini al mese, a fronte di circa 27.000 nuove reclute), l’efficacia in combattimento delle unità russe si sta deteriorando non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi .

Giorgio Provinciali in un trinceramento ucraino nel Donbas a Zelene, Donetsk – foto protetta da copyright @ Alla Perdei e Giorgio Provinciali
IMPIEGO PERSONALE NON ADDESTRATO
Come comprovano le testimonianze che abbiamo raccolto, l’impiego di personale non addestrato risultante dalla mobilitazione forzata nei TOT lo dimostra chiaramente. Dopo aver imposto la cittadinanza russa agli ucraini rimasti e aver requisito le loro case, i loro beni e le loro attività commerciali, gli occupanti stanno ora costringendo coloro che sono già stati russificati a mobilitarsi per combattere contro Kyiv . Fino a dicembre, per circa due anni, le truppe russe avanzavano in media di circa settanta metri al giorno al costo di mille perdite simultanee. Già allora, quest’enorme emorragia per guadagni così marginali evidenziava un’efficienza tattico-geometrica prossima allo zero. Oggi, i costi territoriali sono insostenibili nel medio termine. Il passaggio a un bilancio costantemente negativo (come confermano le principali agenzie d’analisi e intelligence, anche questo mese Mosca sta perdendo terreno) indica che il punto critico è già stato superato .
UCRAINA INTERROMPE LOGISTICA NEI TOT E STRANGOLA OFFENSIVA RUSSA
Interrompendo la logistica nei TOT, gli ucraini stanno gradualmente strangolando l’offensiva russa.
Le testimonianze che abbiamo raccolto dimostrano inoltre che la situazione economica e sociale in quelle zone è insostenibile .
La sottomissione coercitiva ha creato un ambiente ostile che richiede il dispiegamento asimmetrico d’ulteriori forze di sicurezza interne (come la Rosgvardiya) per controllare la popolazione, sottraendo altre risorse ai versanti più caldi della guerra. La mancanza di servizi di base persino in Crimea dimostra l‘incapacità di Mosca di gestire la catena d’approvvigionamento civile a causa delle sanzioni e dello stress legato alla guerra.
Molte persone che vivono nelle aree dei TOT più vicine alle zone d’attrito ci hanno riferito che le autorità russe non sono più in grado di garantire nemmeno le condizioni di base necessarie alla loro stessa sopravvivenza . Il quadro che emerge da quel contesto (in cui la scorsa settimana i russi hanno definitivamente perduto anche il controllo di Stepnohirsk) è dunque quello d’un sistema d’occupazione che non è più in grado d’autosostenersi completamente.

Alla Perdei documenta la distruzione nelle retrovie di Zaporizhzhia – foto protetta da copyright @ Alla Perdei e Giorgio Provinciali
RUSSIA E’ A CORTO DI UOMINI DA IMPEGARE E ADDESTRARE IN TEMPI UTILI SENZA INNESCARE MOBILITAZIONE INTERNA
Sul fronte, la Russia è a corto d’uomini da impiegare, addestrare in tempi utili e utilizzare senza innescare un’altra traumatica mobilitazione interna. Le perdite sono così elevate che il Cremlino deve conciliare tre imperativi incompatibili : continuare l’offensiva, evitare una seconda mobilitazione su larga scala dichiarata e non impoverire ulteriormente il mercato del lavoro interno.
TRITACARNE RUSSA
Mosca sta consumando fanteria, sottufficiali, genieri, artiglieri, operatori di droni, autisti, personale logistico e tecnici, e non può rigenerarli all’infinito. Non si tratta solo di perdite quantitative ma anche qualitative che si propagano a cascata sul campo di battaglia, producendo ulteriori perdite, comprese quelle territoriali..Ciò che alimenta il tritacarne ucraino non è infatti solo carne da cannone ma anche esperienza, coordinamento, capacità d’assalto e memoria tattica, che svuotano di competenza le catene di comando di livello inferiore e intermedio. In una guerra dominata da droni, sensori, guerra elettronica, artiglieria a correzione in tempo reale e zone di fuoco profonde, la qualità residua del personale conta quasi quanto il numero.
NON RIUSCENDO A RISPONDERE SUL PIANO TECNOLOGICO, MOSCA STA FINENDO PER REITERARE L’ERRORE CHE L’HA PORTATA IN QUESTA SITUAZIONE
I dati di tracciamento disponibili su Flightradar24 mostrano almeno un Il-76MD dell’Aeronautica militare russa impegnato in un ciclo di sorvoli su Vladivostok tra il 30 e il 31 maggio, seguito da ulteriori spostamenti verso o all’interno dell’area di Mosca. Sebbene non identifichino di per sé il carico, né confermino la presenza di soldati nordcoreani, quei dati sono compatibili con l’ipotesi di rotazioni logistiche dall’Estremo Oriente russo secondo uno schema coerente con una già documentata catena d’approvvigionamento tra Russia e Corea del Nord. Mosca non è semplicemente “a corto d’uomini”: è a corto d’uomini affidabili, addestrati, coordinati, comandabili e politicamente sacrificabili.
OGNI PERDITA DI UFFICIALE O SOLDATO ESPERTO PRODUCE PERDITA SECONDARIA DI COORDINAMENTO
Ogni perdita d’un ufficiale o d’un soldato esperto produce infatti una perdita secondaria di coordinamento, che genera nuovi morti, nuove posizioni abbandonate e nuovi errori. Incapace di colmare tale lacuna attraverso la continua e mascherata mobilitazione permanente, Mosca torna a guardare verso la Corea del Nord. Tuttavia Pyongyang non è solo un fornitore ma anche un beneficiario.

Giorgio Provinciali documenta un attacco russo che ha colpito in profondità le zone di Pervomaiske – foto protetta da copyright @ Alla Perdei e Giorgio Provinciali
GUERRA IN UCRAINA SI STA TRASFORMANDO IN UN’ACCADEMIA DI GUERRA CONTEMPORANEA PER L’ESERCITO NORDCOREANO
Ogni soldato nordcoreano che sopravvive al fronte ucraino torna infatti con un’esperienza diretta della guerra moderna. Operazioni con droni FPV, artiglieria corretta, mine, guerra elettronica, mimetizzazione, dispersione e sopravvivenza nelle zone di fuoco più estreme. La guerra in Ucraina si sta trasformando in un’accademia di guerra contemporanea per l’esercito nordcoreano, con possibili implicazioni future per la penisola coreana e l’Indo-Pacifico .
QUESTA POTREBBE ESSERE LA CONSEGUENZA PIÙ SOTTOVALUTATA IN OCCIDENTE
La guerra della Russia contro l’Ucraina non si limita a consumare arsenali ma è un potente strumento di formazione. Iran, Corea del Nord e Russia si scambiano tecnologie, procedure, limiti, correzioni, errori e soluzioni. Dal 2022, l’Ucraina non combatte più solo contro l’esercito russo, ma contro una rete autoritaria che impara sul campo, corregge i propri sistemi e ridistribuisce l’esperienza accumulata in diversi scenari.
Washington ne sa qualcosa, alla luce dell’esperienza in Medio Oriente.
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