Politica30 Marzo 2022 16:14

Superbonus, M5s: senza ampliamento cessione crediti rischio paralisi, governo ascolti imprese

"Da diverse settimane ormai il mondo produttivo e l'intera filiera dell'edilizia stanno suonando forte il campanello d'allarme: senza un ampliamento delle possibilità di cessione dei crediti d'imposta il Superbonus al 110% rischia di creare una vera e propria paralisi nel settore. Una limitazione, quella della cedibilità dei crediti, che stride fortemente anche con la formulazione dell'ultimo Dl taglia-prezzi, dove vengono riconosciuti crediti d'imposta a tutte le imprese energivore e gasivore. Pertanto, se questo sistema è stato ritenuto idoneo dal governo per ovviare al caro-energia, riteniamo che non debba procedere a marce ridotte per il Superbonus al 110%. Una misura che continua a macinare risultati positivi uno dietro l'altro, essendo la causa scatenante del saldo attivo di nuovi 44 mila posti di lavoro nel comparto edilizio nel primo scorcio del 2022. II governo, dunque, deve fare uno sforzo nell'ascolto delle imprese. Parallelamente, riteniamo che si debba superare una volta per tutte il dannoso vincolo dello stato di avanzamento lavori al 30% a giugno per le unifamiliari, paletto che ha contribuito ad accrescere il caos per pmi e professionisti. Su questi accorgimenti, oltretutto, il Parlamento sta palesando ogni giorno di più una compattezza mai vista. Praticamente tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, presentano emendamenti che vanno nella stessa direzione politica che il M5s persegue da quasi due anni, cioè da quando il meccanismo fiscale è stato plasmato con l'esecutivo Conte II. Il governo e il Mef non possono continuare a ignorare queste evidenze: urge un quadro chiaro e agevole per le imprese". Così in una nota i senatori M5s in commissione Industria, Commercio e Turismo Gianni Girotto, Cristiano Anastasi, Marco Croatti, Gabriele Lanzi e Sergio Vaccaro.