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News4 Giugno 2026 16:23

La Russia ammette il calo della produzione petrolifera: è la prima volta dall’inizio del conflitto

Roma - Il vicepremier Novak addebita la contrazione a manutenzioni straordinarie degli impianti. L’alleanza OPEC+ mantiene la stabilità dei mercati nonostante l’uscita degli Emirati Arabi Uniti.

Per la prima volta dall’inizio delle ostilità con l’Ucraina, Mosca riconosce ufficialmente una contrazione nella propria estrazione di greggio. Il vice primo ministro russo Alexander Novak ha dichiarato che la produzione petrolifera del Paese ha subito una flessione dall’inizio dell’anno, addebitando il fenomeno a interventi di manutenzione non pianificati all’interno delle raffinerie nazionali, secondo quanto riferito da Reuters.

PRIMA AMMISSIONE DI MOSCA E L’IMPATTO DEI CONFLITTI SULLE RAFFINERIE

Le parole di Novak costituiscono il primissimo riconoscimento esplicito da parte di un alto esponente governativo riguardo a una contrazione dei volumi estrattivi russi nel corso del 2026. Sebbene il vicepremier non abbia voluto approfondire le cause scatenanti di tali interventi manutentivi straordinari, gli analisti internazionali collegano direttamente la situazione all’intensificarsi degli attacchi condotti dall’Ucraina, che negli ultimi mesi ha preso di mira in modo sistematico le raffinerie situate in territorio russo.

Per comprendere appieno la portata di questa dichiarazione, occorre ricordare che la Federazione Russa, terzo produttore globale di petrolio, ha secretato e interrotto la pubblicazione dei propri dati ufficiali sulla produzione nell’aprile del 2023, a poco più di dodici mesi dall’avvio della guerra. Davanti ai cronisti riuniti al Forum economico internazionale di San Pietroburgo, Novak ha spiegato che “la produzione attuale è effettivamente leggermente inferiore rispetto all’inizio dell’anno”, aggiungendo subito dopo che “ciò è dovuto al fatto che diverse delle nostre raffinerie di petrolio sono attualmente sottoposte a manutenzione non programmata”.

INFRASTRUTTURE DI ESPORTAZIONE AL MASSIMO E I DATI DELL’AGENZIA INTERNAZIONALE

Nonostante le difficoltà logistiche e operative interne, il Cremlino sta spingendo al massimo l’apparato commerciale estero. Lo stesso vicepremier ha tenuto a precisare che “naturalmente, stiamo sfruttando al massimo le nostre infrastrutture per l’esportazione”, rassicurando poi i mercati sul fatto che “con il ritorno alla piena operatività delle raffinerie, la produzione aumenterà e tornerà ai livelli precedenti”.

Questa proiezione commerciale trova un riscontro visivo nelle manovre della flotta russa nel mondo, come documentato lo scorso 31 marzo 2026 dalle attività della petroliera Anatoly Kolodkin, battente bandiera russa, all’interno della baia di Matanzas, a Cuba. Tuttavia, la reale entità della frenata emerge con chiarezza dalle rilevazioni indipendenti fornite dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE). Secondo i dati dell’ente, la produzione complessiva di petrolio greggio della Russia ha registrato nel mese di aprile un calo netto di 460.000 barili al giorno rispetto al medesimo mese dell’anno precedente, attestandosi su una media di circa 8,8 milioni di barili quotidiani.

GLI EQUILIBRI DELL’OPEC PIÙ E LA STABILITÀ SUL MERCATO ENERGETICO GLOBALE

L’analisi di Novak si è poi allargata agli equilibri geopolitici che governano il cartello dei paesi produttori. Il vice primo ministro ha confermato la centralità del gruppo allargato OPEC+, sottolineando come l’alleanza mantenga intatta la sua capacità di influenza sul mercato petrolifero mondiale, nonostante la recente defezione e l’uscita formale degli Emirati Arabi Uniti dalla coalizione.

Esprimendo la posizione di Mosca, l’esponente del governo ha ribadito che “in ogni caso, l’OPEC e i nostri accordi, che hanno primitivamente dimostrato la loro efficacia, contribuiscono ad attenuare le fluttuazioni e la volatilità dei mercati globali”. Il monitoraggio e la comprensione di queste dinamiche cruciali per l’economia planetaria rimangono al centro dell’interesse di investitori e analisti, supportati da strumenti informativi come la newsletter specializzata Power Up di Reuters, costantemente focalizzata sulle evoluzioni del settore energetico globale.