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AEROSPAZIONEWS9 Gennaio 2025 16:56

Starlink, ecco come i satelliti di Musk hanno rivoluzionato il mondo con un vantaggio di 10 anni. INFOGRAFICA

Roma - Starlink è la risposta che Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo, ha voluto dare al mondo di fronte alla richiesta di poter essere connessi ovunque, in qualsiasi parte della Terra, grazie alla più grande costellazione di satelliti che sia mai stata ideata e realizzata. Tutto questo è avvenuto in poco più di 5 anni: dal 2019 ad oggi sono stati mandati in orbita LEO (Low Earth Orbit, quota compresa tra i 200 e i 2000 km), 8mila satelliti, tutto grazie ai razzi riutilizzabili di Space X, che hanno consentito di accelerare l’invio in modo vertiginoso, come mai era stato possibile in tutta l’era spaziale.

STARLINK, INTERNET OVUNQUE, IN OGNI ANGOLO DEL MONDO

L’intuizione dell’imprenditore sudafricano naturalizzato statunitense nasce proprio dal bisogno di poter collegare alla rete mondiale aree dove le infrastrutture, anche telefoniche, non consentono l’aggancio al web, ma il sistema Starlink è diventato appetibile anche per i paesi più connessi, questo perché, grazie a minuscole parabole, anche portatili, è possibile collegarsi anche da zone remote o impervie.

DA INMARSAT A STARLINK, LA RIVOLUZIONE DEI SATELLITI CHE HA CAMBIATO LA COMUNICAZIONE

Oggi il sistema Starlink di fatto, ha superato i sistemi di comunicazione satellitare tradizionali, come Inmarsat o Eutelsat, soprattutto per quanto riguarda i costi di abbonamento, ricordando che la rete di Musk consente solo la navigazione web e non l’utilizzo della telefonia, almeno per ora.

STARLINK HA POSIZIONATO 8000 SATELLITI IN ORBITA BASSA

Ma da dove nasce la necessità di utilizzare migliaia di piccoli satelliti (oggi quelli in funzione sono poco più di 6800) posizionati in orbita bassa?

I primi modelli di satelliti Starlink pesavano circa 200 kg, permettendo un lancio multiplo in orbita, questo sia per abbattere i costi, sia perché il funzionamento migliora drasticamente quando sono vicini tra loro, in gruppo, tanto da essere spesso osservati dagli astronomi amatoriali che cercano queste file illuminate che viaggiano velocemente nel cielo notturno. La scelta dell’orbita bassa, tra i 328 e i 614 km, è dovuta sia per il minor carburante richiesto per il posizionamento, sia perché a quell’altezza da terra il tempo di latenza – lasso di tempo che esiste tra il momento in cui un sistema riceve un messaggio di input e il momento in cui l’output è pronto – è più basso rispetto alle quote superiori, consentendo una navigazione più fluida.

STARLINK HA 10 ANNI DI VANTAGGIO SUI CONCORRENTI

L’incredibile costellazione in orbita è tuttavia solo il primo passo: nei prossimi anni, grazie anche al nuovo razzo Super Heavy, alto 71 metri, Starlink accelererà l’invio in orbita di satelliti, che arriverà all’incredibile numero di 42mila unità. Inoltre già ora la seconda generazione, la V2, il cui costo è oggi di circa 800mila euro, pesa 800 kg e consente di aumentare la banda disponibile per la navigazione, ma i futuri satelliti saranno posizionati ancora più in basso e taglieranno ulteriormente la latenza.

Il progetto Starlink è partito nel 2015, facendo quindi un passo enorme nell’arco di un decennio, ma porta con sé un vantaggio tecnologico che sarà difficilmente colmabile, almeno in tempi brevi. L’investimento iniziale, fino al 2018, è stato di 10 miliardi di euro, più i costi di produzione, lancio e attivazione di tutti i satelliti, dal 2019 ad oggi. Va ricordato che un abbonamento Starlink oggi costa a partire da 40 euro al mese, più un investimento iniziale di 225 euro per il modem e l’antenna satellitare.

IL PROGETTO IRIS2 DELL’UNIONE EUROPEA DEVE ANCORA PARTIRE

L’Unione Europea sta investendo oggi la stessa cifra per il progetto Iris2, che dovrebbe mettere in orbita 290 satelliti per rendere l’Ue autonoma rispetto a Stati Uniti e Cina, con quest’ultima che sta lavorando per colmare il gap rispetto agli americani. I tempi del progetto europeo sono però incerti, come del resto la capacità di copertura dei costi, calcolati a circa 11 miliardi. L’ipotesi di un eventuale utilizzo da parte del nostro paese dei servizi di Starlink, anche per le comunicazioni sensibili, potrebbe dunque essere temporanea, almeno fino al completamento del sistema Iris, così da fare da ponte per le necessità di banda larga e comunicazione, aspetti su cui l’Italia è ancora indietro, anche rispetto ai fondi PNRR messi a disposizione.

www.ageei.eu

www.starlink.com

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