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AEROSPAZIONEWS24 Novembre 2025 15:23

Spazio, Consiglio ESA a Brema. Spagnulo (Limes): “l’Italia punti a rafforzare in Europa la leadership industriale”

Spazio, Consiglio ESA a Brema. Spagnulo (Limes): “l’Italia punti a rafforzare in Europa la leadership industriale”

(AGEEI/Aerospazionews) – “L’Europa si prepara ad un nuovo appuntamento decisivo per il futuro delle politiche spaziali, a sei anni dalla conferenza ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) di Siviglia e a tre anni da quella di Parigi. Ma, rispetto alle precedenti ministeriali, il contesto geopolitico e tecnologico è drammaticamente mutato e in piena evoluzione”.

E’ quanto afferma l’esperto spaziale Marcello Spagnulo in questa intervista a AGEEI/Aerospazionews realizzata in vista del prossimo Consiglio a livello ministeriale 2025 dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), il cosiddetto CM25, che aprirà dopodomani 26 novembre a Brema (Germania) per concludersi giovedì 27. Laureato in ingegneria aeronautica, Spagnulo è consigliere scientifico di Limes ed esperto al Tavolo Tecnico del Comitato Interministeriale per le Politiche Spaziali e Aerospaziali (COMINT). Ha lavorato per oltre trent’anni come manager nel settore aerospaziale, in particolare presso l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l’ESA e anche in aziende come Alenia Spazio (oggi Thales Alenia Space Italia), Finmeccanica (oggi Leonardo) e Arianespace in Francia.

“Nel 2019, a Siviglia”, prosegue Spagnulo, “l’obiettivo principale era potenziare la ricerca e la cooperazione tecnologica, mentre a Parigi, nel 2022, l’ESA ha avuto un ulteriore salto di scala ricevendo quasi 17 miliardi di euro – il suo record assoluto – per investimenti su clima, osservazione della Terra, lanciatori e connettività”.

Ma oggi la situazione è molto cambiata…

“Oggi la guerra in Ucraina e la competizione globale con gli Stati Uniti (inclusi i privati) e la Cina hanno creato la forte necessità di ridurre le dipendenze esterne (vedasi le incertezze della NASA nei programmi di esplorazione) e hanno trasformato lo spazio in un pilastro dell’autonomia strategica europea e della sua difesa. Si sta assistendo quindi a un processo, non facile, dove ESA e UE provano a collaborare sempre più strettamente su sicurezza, resilienza e infrastrutture critiche. E non sarà semplice conciliare queste esigenze perché ESA per statuto non può sviluppare sistemi per scopi di difesa militare. Bisognerà quindi trovare un nuovo equilibrio tra ESA e UE nei programmi spaziali applicativi afferenti alla sicurezza, penso per esempio a connettività, navigazione e osservazione della Terra. In vista di Brema 2025, l’Italia deve puntare naturalmente a rafforzare la propria leadership industriale sostenendo i programmi in essere, ma anche a impostare linee strategiche di prospettiva. Operazione non semplice”.

L’Italia è il terzo (o forse il secondo) contributore dell’ESA. Qual è il suo parere sul ruolo che il nostro Paese si prepara a giocare a Brema?

“Secondo indiscrezioni giornalistiche dei quotidiani francesi, l’Italia, da sempre terzo contributore dell’ESA, si presenta a Brema con un ruolo ambizioso e punta a diventare il secondo paese contributore scalzando la Francia. E in effetti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, autorità delegata per le politiche spaziali, ha dichiarato che l’Italia “è pronta a svolgere un ruolo di primo piano nella definizione della strategia europea per lo spazio”. Se ciò si realizzerà, il nostro Paese si assumerà la responsabilità di un ruolo guida nel dialogo costruttivo con gli altri Stati membri, con l’ESA e con la Commissione Europea, cosa che richiederà una chiara visione strategica nazionale ed europea dello spazio”.

A Brema saranno decisi i finanziamenti dei futuri programmi spaziali europei. Quali dovrebbero essere, secondo lei, le strategie migliori per consolidare il ruolo dell’Italia in ambito europeo e dell’Europa a livello mondiale?

“L’Italia, come detto, punta non solo a partecipare ma a guidare la strategia europea, assumendo ruoli significativi nella governance ESA–UE e candidandosi anche alla presidenza della conferenza di Brema. A mio avviso sono tre le strategie per contare di più: 1) proporsi come mediatore tra ESA e Commissione Europea per costruire una nuova governance condivisa e più efficiente. L’obiettivo è allineare i programmi ESA con le nuove politiche dell’UE, evitando duplicazioni e rafforzando l’autonomia tecnologica europea; 2) sostenere strumenti finanziari per sostenere il New Space nazionale, cioè startup, PMI e centri di ricerca che lavorano sulle nuove applicazioni (per esempio intelligenza artificiale, servizi in orbita, sostenibilità spaziale). Incentivi, fondi di venture capital e co-finanziamenti pubblici possono moltiplicare l’impatto del contributo nazionale; 3) rafforzare cooperazione e diplomazia spaziale, lo spazio è anche una leva di politica estera e l’Italia può giocare un ruolo da hub mediterraneo, promuovendo collaborazioni con Paesi europei e partner globali su tecnologie critiche, infrastrutture e servizi basati su dati satellitari (vedasi il Piano Mattei)”.

www.esa.int

www.ageei.eu

(Speciale ESA CM25 Brema, 2-Segue)