Spazio, Consiglio ESA a Brema. Donazzan (PE): “solidità politica e forza industriale, Italia prima della classe”
(AGEEI/Aerospazionews) – “L’Italia sta giocando da diversi anni come protagonista assoluta in materia spaziale e ha tutta la solidità politica e la forza industriale per diventare prima della classe in Europa”.
E’ quanto sostiene l’europarlamentare italiana Elena Donazzan (Fdi/Ecr), vicepresidente della Commissione Industria, Ricerca ed Energia del Parlamento Europeo, in questa intervista a AGEEI/Aerospazionews realizzata in vista dell’imminente Consiglio a livello ministeriale 2025 dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), il cosiddetto CM25, che aprirà domani 26 novembre a Brema (Germania) per concludersi dopodomani 27. Donazzan è anche vicepresidente dell’Intergruppo parlamentare europeo Sky and Space e relatore dello EU Space Act, la futura legge europea sull’economia dello spazio.
“L’attenzione riservata dal governo Meloni e dal ministro Urso verso la nuova Space Economy”, prosegue Donazzan, “ci ha permesso davvero di emergere come player di primissimo piano in ambito internazionale, e tale nuova attenzione è dimostrata dal grande attivissimo del nostro governo in questo settore, così come dalla dinamicità che le nostre industrie stanno avendo nell’economia dello spazio. Sono certa arriveremo a Brema da protagonisti, con una nuova legge spaziale appena confezionata, con un ruolo di primo piano nel discutendo Space Act europeo e con i recenti impegni presi dal ministro Urso negli ultimi bilaterali con il direttore generale dell’ESA Aschbacher”.
A Brema saranno decisi i finanziamenti dei futuri programmi spaziali europei. Quali dovrebbero essere, secondo lei, le strategie migliori per consolidare il ruolo dell’Italia in ambito europeo?
“L’Italia deve far valere la sua fitta rete di industrie che operano nell’aerospazio, fatta di grandi e grandissime industrie, ma anche di piccole e medie industrie che non sono solo ‘fornitori’ in una lunga supply chain, ma sono veramente creatrici di valore e motore di innovazione nella Space Economy. E non possiamo dimenticare in questo contesto il ruolo degli istituti di ricerca italiani, veri leader nella ricerca spaziale applicata in Europa. Inoltre, ritengo l’Italia debba anche fungere da ponte tra le strategie UE e ESA in materia spaziale: dobbiamo pensare sempre di più la governance spaziale in maniera integrata, non esclusiva, potenziando anche un dialogo globale per uno spazio più sicuro e sostenibile, non ‘terra’ di conquista delle grandi potenze”.
L’Italia ha una sua Legge sullo spazio, mentre l’Europa ha iniziato da poco a lavorare allo EU Space Act. Quale ruolo pensa che possa svolgere la definizione dell’aspetto normativo nello sviluppo delle future attività spaziali dell’ESA?
“Nella discussione delle future iniziative legislative, sarà di fondamentale importanza considerare il lavoro fatto da ESA negli ultimi anni in materia di standard, sicurezza e sostenibilità ambientale nello spazio. Creare ex-novo nuovi parametri sarebbe non solamente sbagliato per le nostre aziende (visti i necessari costi di adattamento che nuovi standard comporterebbero), ma sarebbe anche poco saggio rispetto ad un expertise che ESA ha sviluppato in decenni di lavoro. Ogni iniziativa deve tenere conto di quanto già esiste e di quanto può essere ripreso, per un beneficio comune di tutti gli operatori spaziali”.
(Speciale ESA CM25 Brema, 8-Segue)