Quando la forza in azione trasforma la possibilità in realtà.
Gli altri siti del gruppo:

Categorie

Accesso

AEROSPAZIONEWS24 Novembre 2025 18:40

Spazio, Consiglio ESA a Brema. Avino (Argotec): “considerare le aziende innovative come key players strategici”

Spazio, Consiglio ESA a Brema. Avino (Argotec): “considerare le aziende innovative come key players strategici”

(AGEEI/Aerospazionews) – “Le aziende spaziali particolarmente innovative non devono più essere considerate semplici fornitori, ma key players strategici in grado di proporre tecnologie, assumersi rischi e introdurre soluzioni che diventano nuovi standard”.

E’ quanto propone David Avino, fondatore e amministratore delegato di Argotec, in questa intervista a AGEEI/Aerospazionews realizzata in vista del prossimo Consiglio a livello ministeriale 2025 dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), il cosiddetto CM25, che aprirà dopodomani 26 novembre a Brema (Germania) per concludersi giovedì 27. Argotec è specializzata nella progettazione e costruzione di satelliti di piccole dimensioni per missioni e costellazioni, fornendo servizi spaziali innovativi. Il suo stabilimento SpacePark di San Mauro Torinese fa parte della rete Space Factory 4.0, co-finanziata dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) con fondi PNRR.

“L’ASI e questo Governo hanno dimostrato una crescente sensibilità nei confronti delle piccole e medie imprese”, prosegue Avino, “viste non solo come filiera delle grandi aziende, ma soprattutto come realtà agili e dinamiche. Al CM25 mi auguro che venga riconosciuto questo valore, soprattutto verso quelle realtà capaci di sviluppare e gestire intere missioni in autonomia, con grande flessibilità e velocità, come ha dimostrato Argotec”.

Al CM25 saranno decisi i finanziamenti dei futuri programmi spaziali europei. Secondo lei, c’è il rischio che grandi aziende o nuovi consorzi industriali facciano la parte del leone a spese delle piccole e medie imprese?

“Il rischio che grandi aziende o consorzi possano monopolizzare l’attenzione esiste, ma sarebbe controproducente per l’Europa. La competitività del nostro continente nasce dalla complementarità tra grandi player e startup, PMI, aziende agili e istituti di ricerca altamente specializzati. Per questo serve un modello di investimento che favorisca ecosistemi aperti, in cui anche le aziende più dinamiche e innovative possano accedere velocemente e facilmente ai programmi strategici. Argotec ne è un esempio: abbiamo dimostrato, nel nostro percorso di crescita, che è possibile guidare missioni complesse, formare talenti, validare nuovi modelli industriali e di business, generando valore per l’intero sistema. E’ fondamentale che il CM25 riconosca e sostenga questa ricchezza del tessuto industriale europeo”.

L’industria italiana, anche grazie a programmi come Iride e Space Factory 4.0, ha sviluppato delle competenze di alto livello nel settore dei minisatelliti e delle costellazioni in orbita. Ritiene che questa capacità debba essere difesa in ESA?

“L’Italia ha maturato competenze d’eccellenza nel settore dei satelliti di piccole dimensioni e della produzione industriale strutturata: programmi come Iride e Space Factory 4.0 sono un esempio, provando anche quanto, in realtà, il nostro Paese sia uno tra i più avanzati in Europa su questo piano. Questa capacità è un asset strategico per l’Europa. Questa posizione di vantaggio tecnologico deve sicuramente essere difesa e potenziata in ESA, non dispersa. L’Europa ha bisogno di una filiera capace di realizzare missioni end-to-end con tempi competitivi e rischi ridotti: l’Italia ha dimostrato di essere in grado di farlo con Iride e noi come Argotec: allo SpacePark, produciamo un satellite a settimana grazie ad un modello mass production, un sistema industriale scalabile. Nel programma Iride, abbiamo già lanciato 8 satelliti e ne lanceremo altri 17 a breve. Le piattaforme modulari – ready to launch e prodotte in serie – capaci di fare on board processing e coordinarsi tra loro sono una delle frontiere più interessanti per il futuro della Space Economy: la nostra industria è in posizione ideale per guidarne lo sviluppo. Il CM25 deve proteggere questo vantaggio competitivo e riconoscerlo come una priorità a livello europeo”.

Secondo lei, quali sono i principali settori di sviluppo tecnologico su cui l’ESA dovrebbe investire in futuro per consentire all’industria italiana ed europea di restare competitiva a livello mondiale?

“Per mantenere competitività a livello globale, l’ESA dovrebbe investire in tre direzioni principali: 1) Autonomia tecnologica e sovranità industriale. E’ essenziale ridurre la dipendenza da tecnologie extraeuropee: servono piattaforme, software di bordo, infrastrutture produttive e lanciatori europei. Sarà fondamentale andare a lavorare su questi aspetti e spero che l’Italia possa essere un driver e guidare questo processo di mappatura e rafforzamento delle competenze; 2) Deep Space e Space Weather. Uno dei terreni futuri più strategici, e su cui ad esempio Argotec sta lavorando, sono le missioni di Space Weather, come Henon. Grazie alla PCDU Curie, presentata alla Small Satellite Conference di Salt Lake nella scorsa estate, un satellite di piccolissime dimensioni potrà raggiungere un’orbita mai esplorata tra Terra e Sole e raccogliere dati fondamentali sull’attività solare. Monitorare lo space weather sarà cruciale per proteggere infrastrutture elettriche e molti dei servizi su cui si basa la vita quotidiana delle persone; 3) Integrazione dei sistemi per satelliti intelligenti e costellazioni cooperative. L’integrazione di tutti i sistemi, che noi come Argotec abbiamo già cominciato a realizzare, per fare attività di processing on board. E’ essenziale che i dati siano fruibili nel più breve tempo possibile e da quelli che sono gli utenti finali, soprattutto per attività di Earth Observation in ambito dual use”.

www.esa.int

www.argotecgroup.com

www.ageei.eu

(Speciale ESA CM25 Brema, 4-Segue)