Spazio: ASI, contratto a ALI per lo sviluppo di 2 mini-laboratori sul satellite “IREOS-0” per studi in microgravità
(AGEEI/Aerospazionews) – L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha firmato un contratto con ALI, società del gruppo napoletano Space Factory, per lo sviluppo di due mini-laboratori di nuova generazione, denominati MiniLab 3.0, quali carichi utili del microsatellite IREOS-0. Si tratta della prima missione del programma Irenesat-Orbital per la sperimentazione nel campo delle life sciences e biopharma in condizioni di microgravità. I MiniLab 3.0 sono mini-laboratori “intelligenti” di piccole dimensioni, sviluppati con tecnologie proprietarie, unici per la loro capacità di gestione e controllo in tempo reale degli esperimenti nello spazio in ambiente controllato.
Nei mini-laboratori, saranno effettuati gli esperimenti Gaia e Astrogut, ideati rispettivamente dall’Università Sapienza di Roma e dall’Università Federico II di Napoli. Gaia controllerà la crescita del germe di grano utilizzando come substrato il suolo terrestre e quello lunare, valutando la possibilità di coltivazione in ambiente lunare e marziano. Astrogut monitorerà invece il ciclo di vita del probiota intestinale per lo studio della fisiologia umana in ambiente spaziale. I due MiniLab 3.0 saranno imbarcati sul microsatellite IREOS-0, ideato dal gruppo Space Factory, il cui lancio sarà finanziato da ASI. Durante la missione orbitale, saranno attivati gli esperimenti controllati da Terra dagli scienziati, per la prima volta, tramite un semplice tablet o smartphone.
“Terminate le attività di sperimentazione, si avvieranno le attività per la certificazione in orbita dell’apertura dello scudo termico flessibile Irene, tecnologia innovativa proprietaria di Space Factory, che permetterà ai satelliti di rientrare integri dallo spazio e di recuperarli per la successiva missione” spiegano fonti del gruppo napoletano. “La missione IREOS-0 darà un notevole impulso al settore della sperimentazione biopharma in orbita e al posizionamento strategico e tecnologico dell’Italia in questo settore e in quello dei sistemi di rientro da orbita bassa”.