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News26 Giugno 2026 17:07

Trump cancella i sussidi green: negli USA è allerta per l’impennata dei prezzi dell’energia solare

Roma - Gli sviluppatori blindano 200 gigawatt di progetti prima della scadenza del 4 luglio per evitare rincari fino al 120%. La fine dell’era degli incentivi federali spinge il mercato verso una nuova fase di costi elevati.

L’amministrazione Trump ha impresso una svolta drastica alla politica energetica degli Stati Uniti, decretando l’interruzione degli incentivi fiscali per le energie pulite e innescando una reazione a catena che sta spingendo i prezzi dei nuovi progetti verso l’alto. La notizia, riportata dall’agenzia Reuters, evidenzia come gli sviluppatori di impianti solari stiano lottando contro il tempo per assicurarsi i sussidi federali prima della scadenza decisiva del 4 luglio.

Secondo le analisi di mercato, la fine di queste agevolazioni, che per vent’anni hanno sostenuto il comparto, minaccia di far lievitare i costi dell’energia elettrica rinnovabile dal 40% al 50% su scala nazionale, con picchi estremi registrati in Texas che sfiorano il 120%. Questo cambiamento strutturale giunge in un momento di forte pressione sul sistema elettrico americano, sollecitato dalla crescente domanda energetica dei data center legati all’intelligenza artificiale.

CORSA CONTRO IL TEMPO PER IL CREDITO D’IMPOSTA

Le aziende del settore solare hanno avviato una massiccia operazione di “safe-harboring” per preservare l’ammissibilità ai crediti d’imposta prima che la riforma fiscale del 2025 entri pienamente a regime. Questa strategia include l’apertura anticipata dei cantieri, l’acquisto di componenti critiche e la contabilizzazione di spese iniziali per dimostrare l’avvio dei lavori entro il termine stabilito. Le attuali norme fiscali concedono infatti una finestra di quattro anni per completare gli impianti una volta garantito il diritto al sussidio.

Tuttavia, chi non riuscirà a rientrare in questa pipeline di progetti si troverà ad affrontare un mercato privo della copertura del 30% dei costi di capitale, un onere che ricadrà inevitabilmente sui contratti di fornitura energetica. “Questo dovrebbe mettere in guardia chi è ancora in attesa”, ha ammonito Connor Valaik, senior manager di LevelTen Energy, sottolineando come l’interruzione imminente degli sgravi renda le prospettive future decisamente meno favorevoli per gli acquirenti.

L’IMPENNATA DEI PREZZI E LA STRATEGIA DELLA DOMINANCE

Il nuovo orientamento della Casa Bianca punta esplicitamente a rallentare la transizione verso le fonti verdi a favore di un rilancio massiccio dei combustibili fossili, in linea con l’agenda “American Energy Dominance”.

Il presidente Donald Trump ha più volte ribadito la sua tesi secondo cui il solare e l’eolico sarebbero tecnologie troppo costose e meno affidabili rispetto al carbone o al gas naturale, a causa della loro intermittenza meteorologica. Questa posizione politica sta trovando attuazione attraverso lo smantellamento delle agevolazioni fiscali, nonostante il settore energetico convenzionale debba fare i conti con strozzature nelle forniture di turbine a gas e con la necessità di nuovi sostegni federali per mantenere operativo il comparto carbonifero. Il risultato immediato è una ridefinizione dei listini: secondo LevelTen Energy, le proposte contrattuali stanno già incorporando stime di costo al netto dei sussidi, riflettendo la nuova realtà economica del settore.

UN PORTAFOGLIO DA 200 GIGAWATT PER IL PROSSIMO DECENNIO

Nonostante l’allarme sui prezzi, le proiezioni di Wood Mackenzie indicano che la fretta di assicurarsi gli incentivi ha generato un volume di progetti garantiti senza precedenti. Si stima un portafoglio di oltre 200 gigawatt di capacità solare con crediti d’imposta blindati, una cifra che equivale quasi al raddoppio dell’intero parco solare attualmente operativo negli Stati Uniti. Questa imponente riserva di progetti dovrebbe sostenere il ritmo delle installazioni fino alla fine del decennio, agendo da cuscinetto contro l’impatto immediato della riforma.

Tuttavia, gli analisti prevedono una netta contrazione della nuova capacità di generazione su larga scala a partire dai primi anni del 2030, quando l’arretrato attuale inizierà a esaurirsi. “Tutto questo farà inevitabilmente aumentare i prezzi”, ha confermato Jake Schueller, socio di Woven Energy, evidenziando le difficoltà che dovranno affrontare le comunità e le imprese nel pianificare il proprio approvvigionamento a lungo termine.

LA RESILIENZA DEL SOLARE OLTRE I SUSSIDI

Paradossalmente, l’energia solare potrebbe mantenere una sua competitività intrinseca anche in assenza di aiuti statali. Un’analisi della società di investimenti Lazard ha confermato che l’eolico terrestre e il solare su larga scala rimangono tra le forme di produzione elettrica più economiche. Gli sviluppatori sono convinti che l’esplosione dei prezzi dell’elettricità al dettaglio, trainata dalla domanda energivora dei data center, renderà le rinnovabili comunque attraenti.

John Witchel, CEO di King Energy, ha spiegato che la società può mantenere lo stesso livello di redditività anche tra tre anni, poiché i costi dell’energia nelle aree operative sono già saliti drasticamente e non accennano a flettere. Resta però il tema dei tempi di ammortamento: Revel Energy stima che, senza il credito d’imposta, il recupero dell’investimento per un impianto commerciale passerà dai tre anni attuali a circa cinque o sei, rallentando di fatto la velocità della transizione energetica privata.

 

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