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News10 Febbraio 2025 15:31

Sogin, a rischio sorti appalto ICPF-ITREC aggiudicato dai Commissari nel 2023. L’intera vicenda

Roma - Sogin, le sorti dell’appalto ICPF-ITREC aggiudicato dai Commissari nel 2023 sarebbero a rischio. Ci sarebbe un rallentamento nelle attività di decommissioning da parte della gestione Artizzu della società partecipata dal Mef di Giancarlo Giorgetti e vigilata dal Mase di Gilberto Pichetto Fratin.

Secondo quanto appreso da AGEEI, la generale inerzia delle attività di ‘decommissioning’ che sta segnando l’attuale corso della Sogin metterebbe a repentaglio la storica aggiudicazione dell’appalto ICPF, intervenuta dopo i tanti travagli del passato, che i Commissari dell’era Draghi sono riusciti a centrare nel 2023.

Aggiudicazione intorno alla quale erano coagulati vari e differenti interessi e appetiti così come risultati in corso di procedura nonché da attività di polizia giudiziaria che hanno rivelato la vicinanza dell’odierno management della Sogin agli altri operatori concorrenti e l’ostilità verso l’affidamento dell’appalto ad Ansaldo Nucleare, che già 15 anni fa si vide revocare proprio il contratto per realizzare l’ICPF dall’amministrazione targata Giuseppe Nucci.

Tale appalto risulta tra i più cruciali in Italia ai fini della messa in sicurezza delle scorie radioattive e riveste un’importanza assoluta per il territorio lucano in cui insiste.

ATTIVITÀ DI ‘DECOMMISSIONING’ OGGI ALLO STALLO, ARTIZZU PROMUOVE I RISULTATI DI CHI L’HA PRECEDUTO

Diverse fonti interne alla Sogin segnalano da tempo ad AGEEI che le attività finalizzate allo smantellamento delle ex centrali nucleari, che rappresentano il “core” statutario della società, vivrebbero una situazione di pieno stallo dall’insediamento della gestione targata Artizzu.

Il dato è fra l’altro facilmente asseverabile ove si analizzino le informazioni presenti sul portale istituzionale della Sogin in corrispondenza delle procedure di appalto bandite nell’ultimo anno e mezzo, per le quali si registra un incremento degli affidamenti diretti su servizi e forniture associato alla carenza delle gare per aggiudicare lavori (in termini sia quantitativi che di valore economico).

Non è un caso che – dopo aver diramato nel 2024 un ottimistico comunicato relativo però ai successi del precedente 2023 che erano determinati dalla terna commissariale voluta da Draghi rimasta in carica sino al mese di agosto – l’A.D. Gian Luca Artizzu a tutt’oggi sembra promuovere i risultati dovuti a chi l’ha preceduto, come da lui fatto in una recente audizione alla Camera ove ha evidenziato l’aggiudicazione dell’appalto Vessel-Internals di Garigliano, tuttavia dovuta alla gara strutturata e lanciata dai Commissari, in forza dei loro poteri speciali di legge, in prossimità della scadenza del proprio mandato.

 NEL GIUGNO 2023 COMMISSARI AGGIUDICARONO ICPF IN SEI MESI

Dopo diversi anni segnati dal rallentamento delle attività del ‘decommissioning’ tanto che l’anno precedente il Governo in carica dispose un nuovo commissariamento di Sogin, l’Organo Commissariale nominato da Draghi, facendo ricorso ai propri poteri speciali di deroga al codice dei contratti pubblici, riuscì nel giugno 2023 nell’impresa di aggiudicare in tempi record (meno di 6 mesi) uno degli appalti più strategici ai fini dello smantellamento delle ex centrali nucleari italiane e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi e per questo di assoluta importanza anche e soprattutto per il territorio in cui ricade. Si tratta della gara per l’affidamento della realizzazione dell’edificio di processo denominato ICPF – dedicato alla cementazione della soluzione liquida uranio-torio nota come “prodotto finito” – presso il sito di Trisaia – ITREC, nel comune materano di Rotondella, che ha visto come primo classificato il raggruppamento di aziende composto da Ansaldo Nucleare e Monsud SpA. Il contratto, del valore economico di quasi 44 milioni di euro, è stato perfezionato alcune settimane dopo.

GARA ICPF 2023, UNA MANNAIA SU INTERESSI E RENDITE DI POSIZIONE DEL PASSATO

Dalla stessa procedura furono esclusi il secondo e il terzo classificato, ossia i raggruppamenti Tecnomech-Proger e Nukem-Unimed-Cam Power, in quanto l’Organo Commissariale, alla luce delle risultanze della commissione giudicatrice e del responsabile della fase dell’affidamento (quest’ultimo ruolo era assolto dal dirigente whistleblower poi estromesso dalla Sogin targata Artizzu), rilevò gravi indizi di collegamento sostanziale tra le imprese, ossia la riconducibilità di tali concorrenti ad un unico centro decisionale, dal medesimo fidejussore bancario della repubblica di Cipro agli identici errori riportati nei documenti delle rispettive offerte tecniche agli stessi avvocati difensori appartenenti allo studio di consulenza di Piersante Morandini, finito sotto i riflettori pubblici per il suo discusso coinvolgimento nell’affaire JAVIS, l’azienda nucleare slovacca beneficiaria di commesse del Gruppo Sogin assegnate tra il 2015 e il 2018, in quest’ultimo caso del plurimilionario affidamento diretto, senza gara, firmato dall’A.D. del tempo della controllata Nucleco, ossia Lamberto D’Andrea, il dirigente che, dopo essere stato esautorato dai Commissari, è stato successivamente riabilitato dall’attuale A.D. di Sogin Artizzu che l’ha riposizionato alla guida dei controlli sull’avanzamento del ‘decommissioning’.

Nel caso di uno dei due concorrenti esclusi dalla gara aggiudicata nel 2023 e segnalati all’ANAC, ossia la Proger SpA di Pescara, uno dei suoi consiglieri di amministrazione (Andrea Mascetti) ha ricevuto, nel 2024, dall’attuale amministrazione Sogin targata Artizzu, un duplice incarico legale di natura fiduciaria, nonostante fra l’altro la pendente contrapposizione tra i due raggruppamenti esclusi e la Sogin davanti al Giudice amministrativo.

Tra i consulenti storici della Proger SpA figura Giuseppe Zollino, l’ex Presidente della Sogin dal 2013 al 2016, finito nel mirino della Procura di Roma nella recente inchiesta sulle spese ingiustificate sostenute in passato per il deposito nazionale scorie radioattive, il cui fascicolo è all’attenzione della Corte dei Conti, corroborata come noto dalle verifiche interne – che la Sogin condusse nel 2021 sui contratti che avevano originato le irregolari voci di costo – che furono coordinate proprio dal dirigente whistleblower che, dopo qualche anno, è stato incaricato di affiancare i Commissari nella fase dell’affidamento della gara per l’ICPF del 2023 e successivamente messo da parte dall’attuale CdA.

In un articolo del 6 agosto 2024 AGEEI documentò che proprio Zollino, dal proprio profilo twitter, lanciò il 3 gennaio 2024 uno sprone all’A.D. Artizzu a continuare in (non meglio precisate) intenzioni e decisioni su Deposito, Saluggia e Trisaia “senza tirare il bandolo per guadagnare qualche centimetro. Un’affermazione contraria al mandato della Società i cui eventuali ritardi, già sul deposito nazionale ma soprattutto in fatto di smantellamento delle centrali, incidono pesantemente sulla messa in sicurezza dei territori italiani. Intanto, la gara lanciata dai Commissari per il CEMEX è stata poi annullata da Artizzu e quanto al Deposito le tempistiche si sono allungate.

Fra l’altro, nel giugno 2022 la Sogin di Fontani era stata commissariata dal Governo Draghi proprio per accelerare le attività di ‘decommissioning’ e i risultati di quel mandato erano nettamente al di sopra di quelli maturati dall’attuale gestione Artizzu.

Non solo. L’Organo Commissariale, sempre con il supporto della direzione Appalti, in sede di gara per l’ICPF accertò anche la riconducibilità allora della società concorrente NUKEM, con sede legale in Germania e rappresentata in Italia da professionisti dello studio Morandini, a proprietà di nazionalità russa.

E rilevò che l’altro operatore del raggruppamento capeggiato da NUKEM, ossia il consorzio stabile UNIMED, ricomprendeva tra i propri consorziati la ditta Primos S.r.l. di Bari, aggiudicataria di un appalto in corso di esecuzione proprio presso il sito di Trisaia che prevede anche attività strumentali a quelle di realizzazione dell’edificio ICPF. Durante lo svolgimento della gara del 2023, un rappresentante della Primos S.r.l. contattò gli uffici della Sogin in nome e per conto della UNIMED richiedendo le abilitazioni per quest’ultima alla piattaforma telematica dedicata ai soli concorrenti – e per di più, tra questi, alle sole imprese capogruppo – della gara per l’ICPF. Ne seguì la presa di posizione dell’Organo Commissariale che, per il tramite del dirigente preposto alla fase dell’affidamento, censurò con nota formale la condotta rilevata dalle strutture tecniche interne.

GIUDICE AMMINISTRATIVO HA DECRETATO LA LEGITTIMITA’ DELL’AGGIUDICAZIONE DELL’ICPF

Tanto il TAR Basilicata quanto il Consiglio di Stato, con rispettive sentenze depositate tra il 2023 e il 2024, hanno confermato la piena legittimità degli atti della Stazione Appaltante Sogin SpA in merito alla procedura per l’affidamento dell’appalto ICPF, respingendo in serie i vari ricorsi presentati dai due concorrenti esclusi e nel contempo confermando l’aggiudicazione al raggruppamento Ansaldo Nucleare-Monsud.

APPALTO PER REALIZZARE ICPF È FERMO: CUI PRODEST?

Stando a quanto segnalato ad AGEEI, l’appalto per la realizzazione dell’ICPF è oggi fermo e, dopo una iniziale ‘verve’ delle strutture interne sotto il mandato commissariale, l’attuale gestione targata Artizzu avrebbe tirato sin da subito il freno a mano, con le ditte aggiudicatrici e esecutrici interessate a tutt’oggi da interlocuzioni minime da parte della committente Sogin.

Mentre il responsabile della direzione Appalti nominato dall’A.D. Artizzu, l’ing. Fabrizio Scolamacchia, si diede parecchio da fare, non appena insediatosi nel proprio ruolo, nel setacciare atti e documenti relativi propri alla procedura per l’affidamento dell’ICPF-ITREC di Rotondella.

Nella trattazione delle vicende generali che interessano l’ITREC in Basilicata, svolgono un ruolo cruciale in Sogin due figure volute dall’A.D. Artizzu a capo di strutture centrali strategiche a suo diretto riporto: si tratta dell’ingegnere Vincenzo Stigliano, che si era dimesso per ben due volte nel 2023 dal proprio incarico di responsabile del sito di Trisaia – oggi direttore del Coordinamento Direzione Lavori per lo smantellamento di tutte le centrali nucleari e della dottoressa Elena Bunone, cui è stata affidata la responsabilità della direzioneAutorizzazioni, Ambiente, Radioprotezione e Sicurezza”.

Entrambi, cosi come riportato da fonti web lucane, risultano tra i soggetti indagati dalla Procura di Potenza nell’ambito del procedimento penale n. 1489 aperto nel 2018 e di recente raggiunti dalla notifica dell’avviso di rinvio a giudizio. Secondo gli inquirenti lucani ricorrerebbero gravi indizi per cui il personale della Sogin pur avendo appreso, in sede di proprie analisi in loco del 2014, di una grave contaminazione da tricloroetilene e cromo esavalente delle acque di falda al di sotto dell’ITREC avrebbe effettuato le prescritte comunicazioni agli enti competenti solo nel 2015. Sta di fatto, fermo il principio di non colpevolezza sino all’ultimo grado giudicante, che due funzionari della Sogin sono stati designati a ricoprire ruoli apicali con poteri gestionali incidenti in ambiti direttamente connessi agli illeciti penali che sono a loro contestati dall’Autorità Giudiziaria lucana.

Intanto la storia dell’azienda racconta che nel 2011 l’amministrazione targata Giuseppe Nucci annullò in autotutela il contratto per la realizzazione dell’ICPF che nel precedente mandato era stato aggiudicato al gruppo Ansaldo. Fu bandita un’altra gara, insieme con quella per l’affidamento dell’appalto CEMEX di Saluggia che finirà al centro della nota inchiesta giudiziaria della Procura di Milano su Milano EXPO. In riferimento a quest’ultima gara, Giuseppe Nucci fu accusato del reato di turbativa d’asta, ma nel 2016 la Procura di Roma (cui erano state devolute le posizioni del manager e di un altro dirigente) lo ha assolto per insussistenza del fatto.

Allora come oggi (sotto l’A.D. Artizzu), il direttore del Legale era Vincenzo Ferrazzano (non indagato), allontanato dalla società nel 2014 proprio in corrispondenza delle vicende che avevano coinvolto la Sogin nel caso Expo.

Il nome di Giuseppe Nucci (non indagato) compare nelle carte giudiziarie delle recenti attività d’indagine condotte dalla Guardia di Finanza su vari filoni riguardanti la Sogin, dove risultano in particolare alcune sue conversazioni con il blogger amico di Artizzu, colui che, secondo quanto denunciato dall’ultimo A.D. Fontani, pressò per l’assunzione in Sogin di Artizzu e per il rientro di Bono e Ferrazzano e al quale, dopo esser stato assunto nel 2020, Artizzu diede una gran berlina Mercedes (si rimanda ai precedenti articoli di AGEEI sul punto).

AD ARTIZZU FU RICUSATO DAL DIRIGENTE WHISTLEBLOWER PER VICINANZA A SOGGETTI INTERESSATI ALLA GARA ICPF; ATTUALE CDA SOGIN HA RIFIUTATO IL CONFRONTO

Come appreso e documentato in passato da AGEEI, il dirigente che aveva affiancato i Commissari nell’aggiudicazione dell’appalto ICPF e successivamente estromesso dall’attuale CdA, si era rivolto al Presidente Carlo Massagli e agli altri componenti ricusando l’A.D. Gian Luca Artizzu per la sua stretta vicinanza a soggetti interessati alla gara in corso per l’aggiudicazione dell’ICPF di Trisaia e ostili al competitor Ansaldo.

Trattasi del whistleblower che aveva coordinato nel 2021 le verifiche interne sugli appalti irregolari del deposito nazionale e che a dicembre 2023, con proprie segnalazioni, ha originato il filone d’inchiesta dell’ANAC che contesta all’A.D. Gian Luca Artizzu e alla responsabile del personale Belinda Sepe di avere perpetrato ritorsioni contro i dipendenti incaricati dalla Società di condurre quelle verifiche.

Effettivamente, prendendo visione delle copiose carte giudiziarie prodotte dagli inquirenti che hanno indagato sulla Sogin, AGEEI ha verificato le numerose captazioni telefoniche del 2023 – da Alessandro Cicero a Giuseppe Bono (poi ripreso in azienda e promosso da Artizzu una volta nominato A.D.) al rappresentante della CAM POWER, ditta abbinata alla NUKEM come concorrente alla gara stessa, allo stesso dirigente Artizzu (in quel momento non più alla guida della direzione del Personale da cui era stato estromesso per mano dei Commissari) – che testimoniano il vorticoso giro di comunicazioni tra una parte interna alla Società e soggetti esterni al riguardo delle concomitanti gare lanciate dall’Organo Commissariale per aggiudicare gli appalti del CEMEX e dell’ICPF.

L’attuale CdA, che l’ha poi estromesso dalla Società dopo neppure 8 mesi dal proprio insediamento, è rifuggito sempre dal rispondere alle comunicazioni del dirigente segnalante e ha evitato ogni confronto possibile con lui quando ancora in servizio.

Dal suo canto, l’A.D. Artizzu, poco dopo essersi insediato alla guida della Sogin, rimosse il whistleblower dall’incarico per l’appalto ICPF assegnando tale ruolo a Mirko Nesi, il dipendente che nel 2015 aveva curato gli affidamenti diretti degli spazi pubblicitari per il deposito nazionale scorie radioattive, risultati irregolari ad esito di ciascuna delle verifiche, interne e esterne, effettuate dal 2020 sugli appalti aggiudicati e gestiti per quell’ambito.

Non solo. Nel successivo contraddittorio avuto con il whistleblower, Artizzu sollevò a quest’ultimo un rilievo alquanto singolare, non soltanto perché relativo al rispetto di qualche articolo del Codice Appalti a fronte di una gara che era stata bandita in deroga alla normativa (sul modello “Ponte Morandi”) visti i poteri speciali dei Commissari, ma in quanto identico a quello che era stato mosso contro la Sogin, innanzi al TAR Basilicata, dal raggruppamento formato da NUKEM, UNIMED e per l’appunto dalla CAM POWER, concorrenti esclusi dalla stessa gara.

Tra l’altro l’AD Artizzu si affida, per attività fiduciarie di natura legale, all’avvocato Stefano Zappalà, che è il professionista che quattro anni fa ha assistito Nucci e la Sogin in specifici accordi di mediazione.

AGEEI, prima della stesura dell’articolo ha chiesto conto alla Sogin dello stato di avanzamento delle attività di decommissioning e dello stato dell’arte della fase esecutiva degli appalti a Trisaia. Senza avere alcuna risposta.

www.sogin.it

www.mef.gov.it

www.mase.gov.it

www.ageei.eu

Sogin, nel 2023 amico di Artizzu al telefono con Giuseppe Bono su Cemex e ICPF: “Per gara di Trisaia gareggiano in 7”