Roma - Riforma Giustizia, fuorionda tra portavoce del No e presidente tribunale riaccende Referendum. VIDEO E REAZIONI
Si alimenta di un nuovo caso la battaglia per il referendum. A far saltare il banco questa volta è il fuori onda emerso in Valle D’Aosta, a margine di un dibattito sulla riforma della giustizia, che ha visto la partecipazione – tra gli altri – del presidente del Tribunale Giuseppe Marra e dell’avvocato Enrico Grosso, presidente del Comitato per il No. Il video che appariva sul canale YouTube è stato poi prontamente rimosso.
LA VICENDA: L’INELEGGIBILITÀ DEL PRESIDENTE VALLE D’AOSTA TESTOLIN
Il casus belli è lo scambio di battute sul ricorso di Avs contro l’elezione del presidente della Regione Renzo Testolin per il limite dei mandati, la cui udienza è fissata il 22 aprile proprio in Tribunale. Al centro della vicenda un’interpretazione della legge regionale 21 del 2007 che stabilisce, per quanto riguarda gli incarichi in giunta, il limite di due mandati, ammettendone un terzo solo nel caso in cui uno dei due precedenti non abbia superato la durata di due anni e sei mesi.
Ed è proprio per Testolin che Grosso, importante costituzionalista, ha redatto un parere a favore della rielezione.
IL FUORIONDA MARRA-GROSSO. ECCO COSA SI SONO DETTI
Nei video, che adesso circolano online e che AGEEI pubblica, si può sentire Marra, presidente del Tribunale, dire all’avvocato Grosso: “C’è un contenzioso. Speriamo, io ho letto solo l’atto introduttivo. Si è rivolto a te quindi, sono contento, cioè sono fiducioso perché, obiettivamente è una causa molto…”.
Lo interrompe l’avvocato Grosso: “Secondo me ci sono dubbi sulla giurisdizione”. A cui replica il presidente del Tribunale Marra: “Quello ce lo siamo visti. La relatrice mi ha fatto vedere la differenza di fondo sulla decadenza che è un diritto soggettivo”.
Risponde nuovamente l’avvocato Grosso: “La domanda è proprio la decadenza. La Regione è difesa da un mio collega abbastanza noto, bravo, che mi ha accennato che è una delle questioni che vuole porre e vuole articolare”. Conclude infine il presidente del Tribunale Marra: “Ce la studiamo, certo”.
LE REAZIONI
Non sono mancate le polemiche all’emergere del fuori onda targato Grosso-Marra che hanno riacceso le polemiche attorno il tema del referendum sulla giustizia e sulla terzietà dei giudici.
CHIARA MINELLI (AVS): VICENDA INACCETTABILE E MOLTO GRAVE
“Sono rimasta letteralmente basita nel sentire il dialogo che c’è stato al tavolo della conferenza su un tema che non c’entrava nulla con il referendum sulla magistratura” dichiara Chiara Minelli, capogruppo di Avs in Consiglio regionale.
“È inaccettabile e molto grave che ci sia stato un dialogo riguardo ad una materia delicata in cui il Presidente del Tribunale dovrebbe avere un atteggiamento di totale imparzialità.“
DELMASTRO (FDI): FUORIONDA IMBARAZZANTE. RIFORMA NECESSARIA PER GARANTIRE TERZIETÀ GIUDICI
“L’imbarazzante fuori onda di ieri chiarisce oltre ogni ragionevole dubbio la necessità di intervenire con una riforma strutturale per garantire la terzietà, anche apparente, dei giudici. Ogni appello ai codici etici per garantire terzietà viene sgretolato dal fitto ‘parlottio’ circa una vicenda giudiziaria sulla decadenza del Presidente della Regione” commenta il sottosegretario alla Giustizia, e deputato di Fratelli d’Italia, Andrea Delmastro.
“Il presidente del Tribunale si dichiara ‘contento’ che il presidente della Regione si sia rivolto proprio all’avvocato Grosso e ‘fiducioso’. Perché un giudice deve essere ‘contento’ del legale prescelto? Di cosa e per cosa il giudice è ‘fiducioso’? Anch’io lo sono: ‘contento’ che sia emerso questo spaccato, ‘fiducioso’ che gli italiani capiranno”.
PETRELLI (PRES. COMITATO PER IL SI): AUTONOMIA E TERZIETÀ GIUDICI SMENTITA NEI FATTI
“Un fatto di estrema gravità che finisce con lo squalificare il fronte del No. I principi di autonomia e terzietà della funzione giudiziaria non possono essere evocati a parole e poi smentiti nei fatti. Chi si è posto alla guida di una battaglia politica contro una riforma della magistratura che mira a introdurre maggiore trasparenza e correttezza nel funzionamento della giustizia ha purtroppo dimostrato quale considerazione abbia di questi principi.”
Così sulla vicenda Francesco Petrelli, presidente del Comitato Camere penali per il Sì.
“Alla prima occasione utile ha infatti interloquito con un giudice su una questione delicatissima in modo del tutto improprio. Il fatto che l’Anm abbia scelto di combattere questo referendum come una vera e propria battaglia di religione per preservare lo status quo, e che Grosso, nel guidarla, si trovi molto vicino ai magistrati traendone occasione per un colloquio di tal genere, solleva una questione politica che non può essere elusa, in quanto getta un’ombra pesante sulla credibilità della campagna per il No”.
LE REPLICHE DI MARRA E GROSSO
Già nella mattinata di ieri sono arrivate le repliche del presidente del Tribunale, Giuseppe Marra, ed a seguire nel pomeriggio quelle dell’avvocato e presidente del Comitato per il No, Enrico Grosso.
MARRA: REGIONE NON SARÀ DIFESA DA GROSSO. NON HO DATO NESSUNA ANTICIPAZIONE
“Ho conosciuto il professor Grosso ieri sera al convegno. Quando il presidente della Regione, che ho visto solo in poche occasioni istituzionali, è venuto a salutarmi, il professore mi ha detto di conoscerlo perché ha fatto a suo tempo il parere per la sua eleggibilità. Ora, per quanto riguarda la causa in questione c’è soltanto l’atto introduttivo. La Regione non si è ancora costituita e non sarà difesa da Grosso. Quello che ha detto è che, secondo lui, ci potrebbe essere un problema di giurisdizione. E io ho semplicemente detto che se ci sarà verrà valutato. Nulla di più. Io il parere di Grosso non l’ho letto. Non ho anticipato nulla del giudizio né nel fatto” ha sottolineato il presidente del Tribunale, Giuseppe Marra.
GROSSO: NULLA DA NASCONDERE. CONVERSAZIONE CHE PUÒ CAPITARE TRA CHI SI OCCUPA DI DIRITTO E COSTITUZIONE
“Per l’ennesima volta ci ritroviamo, nel corso di questa campagna referendaria a dover commentare post degli esponenti del Sì che sono basati su ricostruzioni manipolatorie della realtà. E per l’ennesima volta rispondiamo, sperando che a un certo punto si possa smettere di fare campagna elettorale in questo modo” commenta l’avvocato Grosso.
“Tutto nasce da una conversazione (ancora disponibile online) tra il sottoscritto e un giudice, il dottor Marra, con il quale stavo tenendo una conferenza presso l’Università della Valle d’Aosta. Marra, che non conoscevo fino a ieri, all’inizio della conferenza mi ha indicato il presidente della Regione Testolin seduto tra il pubblico. Dico a Marra che lo conosco perché sei mesi fa, cosa assolutamente pubblica, ho redatto un parere legale sulla sua rieleggibilità” sottolinea il presidente del Comitato per il no.
“Lui mi informa che c’è pendente un ricorso di Avs in merito; io gli rispondo che lo so e che la Regione è difesa da un mio collega. Aggiungo che si porrà probabilmente una questione di giurisdizione del giudice ordinario, e lui mi risponde che sa del problema giuridico e che lo stanno studiando. Dopodiché ci siamo messi a disquisire di sistemi elettorali dal punto di vista costituzionale: una conversazione che può capitare tra due persone che si occupano di diritto e di Costituzione” prosegue l’avvocato.
“Questa ricostruzione è già stata confermata dal giudice Marra. La conversazione è avvenuta in un luogo pubblico, davanti ad altre persone. Non ho niente da nascondere perché, banalmente, non c’era niente da nascondere” conclude Grosso.
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