Quando la forza in azione trasforma la possibilità in realtà.
Gli altri siti del gruppo:

Categorie

Accesso

News18 Febbraio 2026 16:26

Giustizia, per Gratteri voterebbe Si anche il portavoce del NO

Giustizia, le contraddizioni di Gratteri: Voterebbe Si anche il portavoce del NO. I casi

Sul referendum e sulla libertà di azione dei magistrati si alza sempre di più lo scontro. E manca ancora un mese e mezzo.
Al punto che il Procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri si è lasciato andare nei giorni scorsi a una dichiarazione che ha smosso molti animi: “Voteranno per il ‘si’ gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente” (Fonte: ANSA). Sebbene poi a La7 da Corrado Formigli abbia precisato: “Quello che ho detto è chiaro, non ho detto che quelli che votano sì sono tutti appartenenti alla ndrangheta e alla massoneria deviata. Continuerò a battermi per il NO”.
Una presa di posizione, quella del procuratore capo di Napoli che ha combattuto per una vita contro il crimine, che ha suscitato una reazione da parte del ministro della Giustizia Carlo Nordio che ha ‘suggerito’ un test psico attitudinale.

I GIORNALISTI CHE SI BATTONO PER IL ‘NO’ SONO STATI OGGETTO DI INDAGINI ALMENO UNA VOLTA. 

Quello che sembra un paradosso è che Gratteri in sostanza sembra aver incluso anche il suo ospite, Corrado Formigli, tra coloro che votano Si. Dato che Formigli – come tutti i giornalisti seri che fanno inchieste – si è trovato in passato oggetto di numerose denunce. Nonostante non abbia mai perso una causa. 
E Formigli non sembra proprio un adepto del Si, come si evince dal suo editoriale del 6 giugno 2025.

TRAVAGLIO: IL SI E’ UNA TRUFFA. MA IN PASSATO INDAGATO

Anche Marco Travaglio si è espresso chiaramente: “il Si è una truffa, votare No al referendum salva l’indipendenza dei magistrati” ha detto il 14 febbraio in una video intervista (AGENZIA ITALIA NEWS)
Eppure Marco Travaglio, un giornalista che non indietreggia di fronte la temerarietà delle querele che vorrebbero silenziare l’informazione corretta, è stato più volte indagato. Nel corso della sua carriera il direttore de Il Fatto Quotidiano ha affrontato numerosi procedimenti giudiziari, principalmente per diffamazione, subendo alcune condanne definitive e ottenendo assoluzioni. Oltre 200 secondo sue dichiarazioni nel 2019.

GIORNALISTI SPESSO INDAGATI A CAUSA INCHIESTE

È importante notare che, nel giornalismo d’inchiesta, le querele sono frequenti se non all’ordine del giorno e Travaglio ha spesso sostenuto le sue posizioni citando la libertà di cronaca e gli atti processuali. Costituendo un precedente importante per tutti coloro che svolgono la professione. 
Anche il direttore della stessa AGEEI risulta essere indagato a causa delle querele mosse in maniera continuativa dai soggetti coinvolti dalle inchieste giornalistiche.
Nel calderone di Gratteri rischia di finire anche la conduttrice Tiziana Panella, coinvolta in passato nell’ambito dell’inchiesta sulle varianti al piano regolatore di Casagiove nel luglio del 2008. Inchiesta che non ha visto però condannata in alcuna sede la giornalista che informa quotidianamente i telespettatori proprio analizzando le ragioni del Si e del No attraverso gli interventi dei suoi ospiti.

ANCHE IL FRONT RUNNER DEL NO E’ AL CENTRO DI VICENDE GIUDIZIARIE

GIUSTIZIA FRONT RUNNER DEL NO

GIUSTIZIA FRONT RUNNER DEL NO

Sembra un paradosso, ma anche Sigfrido Ranucci, front runner per il No sarebbe – stando alla ratio delle dichiarazioni di Gratteri – per il Si. Dato che il conduttore di Report è – come tutti i giornalisti di inchiesta – perennemente indagato e la trasmissione che conduce è stata al centro di alcune complesse vicende giudiziarie e mediatiche, con notizie talvolta contrastanti. Ma che risulta essere un assioma nel giornalismo di inchiesta.

IL PORTAVOCE DEL NO, GROSSO, E’ STATO ANCHE LUI INDAGATO

Anche il portavoce del No, Enrico Grosso, sembra essere catalogato dal Gratteri come uno dei potenziali votanti del Si. Il figlio d’arte e Professore ordinario di Diritto costituzionale e avvocato, (figlio del giurista e politico comunista Carlo Federico oltre che nipote del giurista e politico democristiano Giuseppe) era risultato nel 2017 tra gli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione della Fondazione per il Libro di Torino.

NORDIO CHIEDE TRASPARENZA. GROSSO: COMITATO SOGGETTO GIURIDICO SEPARATO E AUTONOMO DA ANM

Ora il ministro Nordio ha chiesto trasparenza sui finanziamenti della campagna portata avanti dal Comitato per il No.

Nei giorni scorsi, Enrico Costa, deputato nelle file di Forza Italia, aveva presentato un’interrogazione parlamentare  per porre l’attenzione se il fatto che il Comitato abbia ricevuto donazioni private possa porre un problema di conflitto d’interessi per i magistrati. Secondo Costa potrebbe trattarsi di una “forma di finanziamento indiretto all’Anm”.

A seguito dell’interrogazione, il ministero guidato da Nordio ha scritto a Parodi per chiedere se non sia il caso – per una questione di “opportunità” – di rendere pubblici “nell’ottica di una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti dal comitato Giusto dire No da parte di privati cittadini”.

Grosso ha respinto le accuse e dalle pagine del Corriere della Sera e ha precisato come si tratta di una “bufala che nasce dalla malafede perché il Comitato è un soggetto giuridico del tutto separato e autonomo dall’Anm”.

I CITTADINI CHIAMATI A VOTARE SI CHIEDONO QUALE SIA LA POSTA IN GIOCO

Il livello di scontro si alza sempre di più, ogni giorno che passa. Tanto da spingere – dopo 11 anni che non accadeva – il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a presiedere l’assemblea del Csm.

I cittadini si chiedono cosa ci sia in gioco per una battaglia così feroce già ad oltre un mese dal voto referendario.

www.giustizia.it

Giustizia, cosa prevede il Referendum deputato a rendere liberi i magistrati. E come sono andati i precedenti referendum. INFOGRAFICA

Referendum Giustizia, Grosso (presidente Comitato No): magistrati si dimettono per evitare la sanzione. VIDEO

Giustizia, Comitato per il Si denuncia Spot ANM: cittadini devono sapere verità. Necessario giudice imparziale. VIDEOINTERVISTE a Spangher, Federico e Prosperetti. VIDEOSERVIZIO