I GIORNALISTI CHE SI BATTONO PER IL ‘NO’ SONO STATI OGGETTO DI INDAGINI ALMENO UNA VOLTA.
TRAVAGLIO: IL SI E’ UNA TRUFFA. MA IN PASSATO INDAGATO
GIORNALISTI SPESSO INDAGATI A CAUSA INCHIESTE
ANCHE IL FRONT RUNNER DEL NO E’ AL CENTRO DI VICENDE GIUDIZIARIE
Sembra un paradosso, ma anche Sigfrido Ranucci, front runner per il No sarebbe – stando alla ratio delle dichiarazioni di Gratteri – per il Si. Dato che il conduttore di Report è – come tutti i giornalisti di inchiesta – perennemente indagato e la trasmissione che conduce è stata al centro di alcune complesse vicende giudiziarie e mediatiche, con notizie talvolta contrastanti. Ma che risulta essere un assioma nel giornalismo di inchiesta.
IL PORTAVOCE DEL NO, GROSSO, E’ STATO ANCHE LUI INDAGATO
NORDIO CHIEDE TRASPARENZA. GROSSO: COMITATO SOGGETTO GIURIDICO SEPARATO E AUTONOMO DA ANM
Ora il ministro Nordio ha chiesto trasparenza sui finanziamenti della campagna portata avanti dal Comitato per il No.
Nei giorni scorsi, Enrico Costa, deputato nelle file di Forza Italia, aveva presentato un’interrogazione parlamentare per porre l’attenzione se il fatto che il Comitato abbia ricevuto donazioni private possa porre un problema di conflitto d’interessi per i magistrati. Secondo Costa potrebbe trattarsi di una “forma di finanziamento indiretto all’Anm”.
A seguito dell’interrogazione, il ministero guidato da Nordio ha scritto a Parodi per chiedere se non sia il caso – per una questione di “opportunità” – di rendere pubblici “nell’ottica di una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti dal comitato Giusto dire No da parte di privati cittadini”.
Grosso ha respinto le accuse e dalle pagine del Corriere della Sera e ha precisato come si tratta di una “bufala che nasce dalla malafede perché il Comitato è un soggetto giuridico del tutto separato e autonomo dall’Anm”.
I CITTADINI CHIAMATI A VOTARE SI CHIEDONO QUALE SIA LA POSTA IN GIOCO
Il livello di scontro si alza sempre di più, ogni giorno che passa. Tanto da spingere – dopo 11 anni che non accadeva – il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a presiedere l’assemblea del Csm.
I cittadini si chiedono cosa ci sia in gioco per una battaglia così feroce già ad oltre un mese dal voto referendario.
