In Parlamento21 Maggio 2024 11:11

Porti, interrogazione Ghio (Pd): tempi riordino disciplina settore portuale

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-02394

presentato da

GHIO Valentina

testo di

Lunedì 20 maggio 2024, seduta n. 295

GHIO, BARBAGALLO, BAKKALI, CASU e MORASSUT. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

è da tempo in corso una riflessione circa la necessità per il settore portuale di essere sempre più un sistema aperto, competitivo e regolato costituendosi come asset strategico per l'economia nazionale;

il Governo da oltre due anni annuncia sui media e negli incontri di settore l'intenzione di riformare la governance portuale e di voler mettere in atto misure per il sostegno alla portualità. Tuttavia, ad oggi, il Parlamento si è occupato di portualità solo in occasione della discussione delle risoluzioni presentate in Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) alla Camera dei deputati in cui sono stati dedicati svariati mesi all'ascolto delle esigenze dei soggetti più rappresentativi del settore;

nello specifico, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti insieme con il vice Ministro hanno illustrato in occasioni pubbliche e a mezzo stampa la propria intenzione di riformare il sistema della portualità prevedendo la creazione di una struttura centrale sul modello spagnolo, la riduzione del numero di autorità di sistema, il maggiore coinvolgimento degli enti regionali, l'applicazione ai porti delle misure che potrebbe prevedere la legge sull'autonomia differenziata, senza tuttavia adottare una tempistica certa per la realizzazione della riforma, ma, al contrario, rimandandone continuamente la messa in atto;

tale situazione di stallo ha creato molta preoccupazione nel cluster portuale la cui principale richiesta, nelle audizioni citate relative alle risoluzioni sulla portualità, è stata quella di avere con urgenza misure di semplificazione per quel che concerne le competenze e la chiarezza delle procedure;

l'articolo 12 del decreto-legge 11 novembre 2022, n. 173, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 dicembre 2022, n. 204 recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri, ha novellato il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, prevedendo, all'articolo 4-bis l'attribuzione al Presidente del Consiglio dei ministri delle funzioni di indirizzo e coordinamento e di promozione dell'azione strategica con riferimento alle politiche del mare. Il medesimo articolo 4-bis ha previsto poi l'istituzione del Comitato interministeriale per le politiche del mare (Cipom), presieduto dal Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, quale organismo operativo per assicurare il coordinamento e la definizione strategica delle politiche del mare tra le quali, al comma 3, lettera c), viene esplicitata la competenza del comitato per quel che concerne lo sviluppo del sistema portuale;

con il recente decreto-legge 15 maggio 2024, n. 63, recante disposizioni urgenti per le imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura, nonché per le imprese di interesse strategico nazionale, adottato su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri competenti, viene istituito, all'articolo 12, il Dipartimento per le politiche del mare presso la Presidenza del Consiglio dei ministri che dovrà curare le attività previste dal citato articolo 4-bis del decreto legislativo n. 303 del 1999, ovvero anche lo sviluppo del sistema portuale nazionale;

emerge quindi una competenza concorrente rispetto a quella del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sul sistema portuale e sulla responsabilità della riforma in oggetto che crea forti preoccupazioni anche alla luce di alcuni elementi contenuti nel Piano del mare del Cipom che vanno nella direzione di una accentuata spinta su forme di privatizzazione;

ad avviso degli interroganti la duplicazione delle competenze sopra descritta rischia di generare una minore chiarezza e un appesantimento degli interlocutori istituzionali deputati a decidere sull'evoluzione della portualità –:

quali competenze restino in capo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in merito alla più volte annunciata riforma della portualità, a seguito dell'istituzione del dipartimento per le politiche del mare;

se il Ministro ritenga che questo nuovo assetto inciderà sulla tempistica dei provvedimenti normativi annunciati in materia di riordino della disciplina del settore portuale.
(5-02394)