Energia10 Febbraio 2022 13:51

La ricetta dell’Antitrust contro il caro energia prevede libero mercato e rinnovabili

“Assumono rilievo cruciale tutti gli interventi funzionali ad una più rapida ed efficiente diffusione di un regime di libero mercato dell’energia (anche al dettaglio), nel quale i consumatori finali possano beneficiare degli effetti della concorrenza tra i fornitori. Tra questi rientrano senz’altro tutte le misure di sensibilizzazione e rafforzamento della capacità di scelta dei consumatori finali, al fine di consentire un sempre migliore orientamento di questi ultimi verso le offerte più vantaggiose sul mercato libero e le migliori opportunità di soluzioni di efficientamento energetico (che tendono ad abbassare il costo medio dell’energia per singola famiglia)”. Lo ha detto il Capo di Gabinetto dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Cons. Maria Tuccillo, in merito alla Comunicazione COM (2021)660 final della Commissione Europea in materia di prezzi dell’energia, audita in Senato in commissione Industria.

Al tempo stesso, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, “ritiene indispensabile che sia prontamente attuato un passaggio ben disegnato al mercato libero per l’utenza elettrica domestica: la fine del c.d. regime tutelato, fondato sulla regolamentazione tariffaria dei servizi da parte dell’Autorità di regolazione”. Secondo Tuccillo “nella attuale congiuntura di forte tensione sui prezzi, il mancato completamento del processo di definitivo passaggio al mercato libero ha sicuramente limitato per molti consumatori la possibilità di disporre di uno strumento importante per combattere l’incremento dei prezzi (si pensi, ad esempio, alla possibilità di sottoscrivere contratti a prezzo fisso in una fase di forte crescita delle quotazioni come l’attuale)”.

Per quanto riguarda i segnali di prezzo “proprio perché nel medio lungo periodo il prezzo spot del gas sembra anche più conveniente di quello a termine, non c'è un motivo cogente per intervenire in maniera artificiale sui contratti, ed è invece preferibile (nonché più coerente con un approccio concorrenziale) lasciare che il segnale del prezzo spot del gas eventualmente funga da indicatore per lo sviluppo di forme alternative (e meno costose) di flessibilità (gli stoccaggi di energia, le iniziative dal lato della domanda come l'interrompibilità, l’aggregazione ecc.), che potranno a loro volta contribuire ad attenuare la volatilità dei prezzi del gas o almeno la sua ripercussione sul consumatore finale di energia – ha spiegato Tuccillo -. Ovviamente è necessario, alla luce di quanto sta avvenendo, rafforzare la resilienza del sistema rispetto a impennate inflazionistiche come l’attuale e dunque appare utile, anche nell’ottica di proteggersi da una eccessiva variabilità delle quotazioni, associare alle negoziazioni sui mercati liquidi anche una quota contratti di lungo termine che possano contribuire alla stabilità delle quotazioni. Appare auspicabile ad esempio promuovere iniziative - come tra l’altro annunciato dal Governo - volte a legare una parte dei nuovi investimenti in impianti a fonte rinnovabile con contratti di fornitura dedicati ad un unico consumatore o a raggruppamenti di piccoli consumatori (c.d. Purchase Power Agreement o PPA)”.

Secondo la Tuccillo appare infine particolarmente auspicabile “la promozione di misure e strumenti che consentano di far fronte alla discontinuità della domanda e dell’offerta dell’energia e dei servizi di dispacciamento senza dover necessariamente ricorrere in maniera altrettanto discontinua al gas naturale, specie a quello d’importazione. Tra queste misure assumono un grande rilievo anche i potenziamenti della rete di trasmissione elettrica nazionale” e il ricorso alle rinnovabili. “Affinché tale sviluppo della capacità di generazione rinnovabile avvenga nella dimensione desiderata è necessario, tuttavia, risolvere l’annoso problema delle autorizzazioni alla realizzazione degli impianti rinnovabili (eolici e solari): le iniziative governative assunte in sede di attuazione del PNRR e relative alla semplificazione (ed all'uso dei poteri sostitutivi del Governo) per l'autorizzazione di nuova capacità rinnovabile entro il 2026 appaiono, da questo punto di vista, in grado di realizzare il duplice obiettivo di ridurre il contributo fossile nella generazione di energia e quello di abbassare il costo variabile di produzione di energia e vanno dunque valutate positivamente”.

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