In Parlamento5 Giugno 2024 09:45

Gas, interpellanza Cappelletti (M5S): su sospensione autorizzazioni trivellazioni Alto Adriatico

Atto Camera

Interpellanza 2-00389

presentato da

CAPPELLETTI Enrico

testo di

Lunedì 3 giugno 2024, seduta n. 302

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, per sapere – premesso che:

con l'entrata in vigore del decreto-legge 9 dicembre 2023, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 febbraio 2024, n. 11, e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 febbraio 2024, n. 31, vengono introdotte nell'ordinamento nazionale le «Misure per il rafforzamento della sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale e la relativa flessibilità», volte all'incremento della produzione nazionale di gas naturale da destinare, a prezzi calmierati, ai clienti finali industriali a forte consumo energetico;

con la novella del decreto-legge n. 17 del 2022, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 34 del 2022, viene ripreso lo sfruttamento delle vecchie concessioni e l'apertura relativa a nuove attività di coltivazione di idrocarburi (che abbiano una riserva certa superiore ai 500 milioni di metri cubi per un approvvigionamento a lungo termine), nell'Alto Adriatico e nelle aree marine protette, in deroga rispetto ai vincoli normativi a tutela ambientale e al divieto delle attività upstream nella zona di mare, che dista almeno 9 miglia marine, dell'Alto Adriatico ricompresa tra il quarantacinquesimo parallelo (Taglio di Po, provincia di Rovigo) e il parallelo distante da quest'ultimo 40 chilometri a sud (Comacchio, provincia di Ferrara);

dalla memoria del Wwf, presentata nell'ambito dell'esame del provvedimento tenuto nella X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo) della Camera dei deputati, emerge che nell'area individuata dal Governo per le trivellazioni persiste il rischio subsidenza oltre ad esserci due importanti Sic marini, entrambi tra le 6 e le 12 miglia dalla costa: il Sito di interesse comunitario «Adriatico Settentrionale Veneto – Delta del Po» – IT3270025 (estensione complessiva 22.500 ettari) e il SIC «Adriatico settentrionale Emilia Romagna» – IT4060018 (estensione complessiva 31.500 ettari), in cui sono vietati gli interventi, le attività e le opere che possano compromettere la salvaguardia dell'ambiente marino tutelato con particolare riguardo alle specie di interesse comunitario di cui alla direttiva Habitat; nello specifico la tartaruga marina (Caretta caretta) e il delfino tursiope (Tursiops truncatus);

l'associazione ambientalista ritiene inoltre che le deroghe sono «ancor più gravi» se si considera come il divieto di attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi in Alto Adriatico è legato proprio alla presenza del rischio di subsidenza, che rappresenta un fenomeno particolarmente critico per la fascia costiera contribuendo ad accentuare i fenomeni di erosione costiera e ingressione marina;

nell'ottobre del 2003, un articolo pubblicato dal Corriere Veneto a firma di Martina Zambon, dal titolo «Trivelle, il no degli scienziati: “In Adriatico rischi di subsidenza inaccettabili”», vengono sollevati i pericoli che gli effetti delle perforazioni per l'estrazione del gas alimentano rispetto all'ambiente marino e costiero del Polesine e del delta del Po;

a parere dell'interrogante è inaccettabile sia sotto il profilo ambientale che socio-economico il minimo incremento del rischio di subsidenza legato all'estrazione del gas metano in Alto Adriatico. Le carenze conoscitive non consentono, ad oggi, di escludere effetti significativi sull'ambiente marino e costiero del Polesine e del delta del Po;

anche il fronte dei sindaci è compatto contro questa linea. Stessa cosa dicasi per la popolazione, che ha comunque sotto gli occhi l'abbassamento del terreno causato dalle estrazioni avvenute nel secolo scorso (svariate porzioni del territorio sono sotto il livello del mare);

nella citata novella viene consentita, per la durata di vita utile del giacimento, la coltivazione di gas naturale sulla base di concessioni esistenti ovvero di nuove concessioni rilasciate ai sensi della norma, nel tratto di mare compreso tra il 45° parallelo Nord e il parallelo distante da quest'ultimo 40 chilometri a sud e che dista almeno 9 miglia marittime dalle linee di costa, a condizione che, i titolari di concessioni esistenti o i soggetti richiedenti nuove concessioni, aderiscano alle procedure per l'approvvigionamento di lungo termine, abbiano presentato analisi tecnico-scientifiche e di programmi dettagliati di monitoraggio e verifica dell'assenza di effetti significativi di subsidenza sulle linee di costa, da condurre sotto il controllo del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (Mase), senza affidare allo stesso un reale esercizio di potere nell'ambito di una procedura;

l'interrogante ritiene che il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica debba esercitare concretamente il potere di controllo nel merito delle analisi e dei programmi rispetto all'assenza degli effetti significativi di subsidenza sulle linee di costa che possono essere presentati dai concessionari. L'esercizio del potere di controllo del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica deve essere pertanto circoscritto ed avvenire con l'espressione di un parere valutato nell'ambito di una procedura trasparente nella quale siano coinvolti i territori interessati dalle attività –:

se, al fine di non arrecare ai territori interessati nuovi rischi di subsidenza, non intenda adottare iniziative volte a sospendere le autorizzazioni per le trivellazioni nell'Alto Adriatico;

quante siano le istanze e quali le aree interessate dalla verifica dell'assenza di effetti significativi di subsidenza sulle linee di costa, e se, al fine di garantire la sicurezza delle popolazioni coinvolte, non ritenga opportuno intervenire con iniziative di carattere normativo per affidare al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica un potere reale di controllo sugli effetti significativi di subsidenza sulle linee di costa.
(2-00389) «Cappelletti».