Energia23 Febbraio 2022 17:15

Gargano (Anbi): “Italia non svenda le rinnovabili agli operatori esteri”

Il presidente di Anbi ha ammonito circa la possibilità che le concessioni idroelettriche possano essere preda di paesi esteri

Le rinnovabili sono necessarie per abbassare i costi dell'energia ma bisogna stare attenti a come vengono sviluppate, altrimenti si rischia di consegnarle in mano straniere. È il monito lanciato dal direttore generale di Anbi Massimo Gargano in un'intervista ad AGEEI sul momento attuale che sta vivendo il paese alle prese con il caro-energia.

"L'esperienza che stiamo vivendo attualmente dovrebbe essere di grande insegnamento su come l'energia sia ora più che mai un bene necessario e da tutelare. Sviluppare idroelettrico e fotovoltaico può dare risposte immediate e sostenibili all'emergenza che stiamo vivendo a tutto vantaggio delle imprese e dell'occupazione italiana”, ha spiegato Gargano.

Più complicato il discorso per quanto riguarda le concessioni idroelettriche. Sul punto si sono registrate nei giorni scorsi delle frizioni con il governo e la messa a gara contenuta nel Ddl Concorrenza. Il punto dolens riguarda la mancanza di reciprocità con gli altri paesi: il provvedimento prevede infatti che le gare per le grandi derivazioni d’acqua per ricavare energia idroelettrica si svolgano secondo parametri competitivi, equi e trasparenti e un percorso da avviare entro il 31 dicembre 2022 dalle Regioni (passato il quale intervengono i poteri sostituvi del governo) aperto a tutti i paesi, senza l'utilizzo di un meccanismo simile al Golden Power.

"L'ipotesi avanzata dal ministro Cingolani sembra andare dalla parte opposta, ovvero quella di mettere sul mercato risorse italiane di energia rinnovabile che invece riteniamo sia assolutamente necessario far restare in casa per garantire un approvvigionamento energetico sostenibile e svincolarsi quanto più possibile dall'emergenza energetica" ha precisato Gargano.

Non si tratta di un posizione isolata quella del presidente di Anbi. Nei giorni passati anche i principali operatori italiani Enel, A2A ed Edison hanno criticato proprio questo punto del ddl Concorrenza, sostenendo che l’apertura alla concorrenza estera rappresenti un rischio sia economico che strategico per il nostro paese. Un allarme lanciato anche dal Copasir nel suo ultimo rapporto sull'energia nel quale il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ammoniva sull'apertura delle gare per l'idroelettrico a operatori esteri “in un regime di non reciprocità” che invece viene adottato dagli altri paesi.

Da ultima proprio la Francia che ha annunciato il rinnovo fino al 2041 della concessione idroelettrica in essere a CNR, uno dei maggiori player francesi di settore attivo nei bacini del Rodano. Rinnovo che viene accompagnato da un impegno di investimento di 165 milioni di euro suddivisi in sei diversi interventi.

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