In Parlamento30 Maggio 2024 10:24

Energia, interrogazione Peluffo (Pd): su decreto Fer-X

Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-02435

presentato da

PELUFFO Vinicio Giuseppe Guido

testo di

Martedì 28 maggio 2024, seduta n. 300

PELUFFO, SIMIANI, MADIA e DE MICHELI. — Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

con l'obiettivo principale del raggiungimento dell'autonomia energetica nazionale, l'articolo 8 del decreto-legge n. 181 del 2023 prevede la creazione di un polo strategico nazionale nel settore della progettazione, della produzione e dell'assemblaggio di piattaforme galleggianti e delle infrastrutture e l'acquisizione di manifestazioni di interesse per la individuazione, in due porti del Mezzogiorno rientranti nelle Autorità di sistema portuale (Adsp), di due siti destinati a realizzare piattaforme galleggianti e relative infrastrutture, funzionali alto sviluppo della cantieristica navale per la produzione di energia eolica in mare;

durante la discussione è stato approvato un emendamento rivolto ai porti sedi di Adsp ricadenti in specifiche aree interessate dalla dismissione di centrali alimentate a carbone, fra cui il porto di Civitavecchia, ove è in dismissione entro il 2025 la centrale Enel di Torrevaldaliga nord;

ad avviso degli interroganti si consente così al territorio di Civitavecchia di proseguire nel percorso di creazione di una valida alternativa industriale alla centrale Enel in dismissione dal carbone: essendo il territorio sede di servitù energetiche da oltre 70 anni, si è attivato da tempo, un percorso con il coinvolgimento di tutte le forze politiche, sociali e imprenditoriali, per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, fra cui la realizzazione di un impianto eolico off-shore galleggiante. Sono, inoltre, concrete le possibilità di realizzare, nei siti dell'Adsp, oltre alle cosiddette opere a terra necessarie per rimpianto a mare, anche un hub per una filiera produttiva riguardante le infrastrutture necessarie, la costruzione delle pale eoliche, nonché quanto necessario per la loro posa in opera e le opere funzionali alle successive operazioni di manutenzione;

il Governo sta lavorando al cosiddetto decreto «Fer-X» per promuovere ulteriormente lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile in Italia, snellire le procedure autorizzative, favorire la ricerca e l'innovazione, stabilire tariffe incentivanti per l'energia prodotta da fonti rinnovabili e normare adeguatamente l'iter di assegnazione degli incentivi per lo sviluppo dei progetti da fonti rinnovabili, attraverso la pubblicazione di bandi e gare ad hoc –:

quali iniziative di competenza si intenda assumere in previsione della dismissione della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord, anche indicando i tempi previsti per l'adozione del cosiddetto decreto «Fer-X» che consentirebbe, da un lato, alle imprese che intendono investire nella transizione energetica di poter operare in un quadro di regole certe e, dall'altro, al territorio di Civitavecchia di velocizzare il processo di riconversione energetica ed ecologica.
(5-02435)

 

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 29 maggio 2024
nell'allegato al bollettino in Commissione X (Attività produttive)
5-02435

Con riferimento ai quesiti posti dall'onorevole interrogante, si rammenta che la dismissione della centrale di Torrevaldaliga Nord rientra nella previsione di graduale cessazione della produzione elettrica tramite utilizzo del carbone entro il 2025. Nell'ambito della procedura, come noto, questo Ministero ha svolto già diversi incontri istituzionali con la società proprietaria dell'impianto, con il gestore della Rete di Trasmissione Nazionale e con gli enti territoriali di riferimento. L'obiettivo è di individuare i passi necessari per la dismissione, tenuto conto del suo impatto sull'adeguatezza e la sicurezza del sistema elettrico nazionale.
Come previsto dal decreto-legge n. 50 del 2022 è stato costituito, presso il Ministero delle imprese e del made in Italy, uno specifico Comitato interministeriale per il coordinamento del phase out dal carbone e dell'accelerazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili previsti dal PNIEC.
L'obiettivo è individuare soluzioni per il rilancio delle attività imprenditoriali, per la salvaguardia dei livelli occupazionali e per il sostegno dei programmi di investimento e sviluppo imprenditoriale dell'area industriale di Civitavecchia. È prevista la partecipazione delle istituzioni locali, delle parti sociali e degli operatori economici, nonché di rappresentanti del Ministero dell'economia e delle finanze, del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri.
I lavori del tavolo, che stanno proseguendo, hanno la finalità di individuare le soluzioni progettuali, strategiche e finanziarie necessarie a supportare il graduale processo di riconversione industriale dei territori, senza ricadute sociali negative in termini di perdita di posti di lavoro o di attività imprenditoriali. L'ampia partecipazione garantisce altresì la condivisione delle conclusioni, in accordo con tutte le parti istituzionali e sociali coinvolte, nonché con le parti datoriali.
Nel quadro dei confronti svoltisi durante i lavori del Tavolo, sono emerse diverse proposte di riconversione industriale del territorio in questione, tra cui la possibilità di riconoscere Civitavecchia quale Area di Crisi industriale Complessa, nonché la scelta del sito come possibile hub per le energie rinnovabili.
Verso tale direzione va anche l'avviso pubblico sulla cantieristica offshore, citato dall'onorevole interrogante. Sul punto si comunica che il termine per le candidature è scaduto lo scorso 18 maggio. Il competente Dipartimento sta pertanto valutando le proposte pervenute, al fine di avere un quadro esaustivo utile per la redazione del previsto decreto interministeriale. Si segnala al riguardo che per i proponenti del progetto eolico offshore sussiste la possibilità di verificare il riutilizzo di aree ed asset dell'impianto in dismissione, in un'ottica di economia circolare che prevede anche il recupero di terreni oggi a vocazione industriale.
Riguardo al quesito relativo all'adozione dello schema di decreto FER-X, si rappresenta che lo stesso è stato trasmesso nel mese di aprile all'ARERA ai fini dell'acquisizione del parere, atteso per l'inizio di giugno. Successivamente si provvederà ad acquisire anche il necessario parere della Conferenza unificata, a valle del quale sarà possibile procedere con la notifica formale del provvedimento in Commissione europea per la verifica dei profili di compatibilità con la disciplina in materia di Aiuti di Stato.
Al fine di accelerare quest'ultimo passaggio, il Ministero ha già avviato i colloqui con la Commissione con l'obiettivo di illustrare le principali novità introdotte dal meccanismo. Tra le innovazioni, rispetto al disegno attuale, il nuovo schema prevede infatti che il Sistema si faccia carico del rischio dovuto alle dinamiche inflattive, particolarmente accentuate nell'ultimo anno, in modo tale da rendere i corrispettivi riconosciuti più adeguati alla struttura di costo e alla sua evoluzione, riducendo così i rischi degli operatori. Inoltre, al fine di mitigare le problematiche relative all'operatività dei contratti alle differenze convenzionali, si è provveduto a ridisegnare la struttura dei pagamenti del contratto con la finalità di disincentivare l'offerta della capacità contrattualizzata a prezzi inferiori ai propri costi marginali, e al tempo stesso di ridurre il rischio volume sostenuto dai titolari della medesima capacità.
Si stima che le prime aste potranno essere bandite entro la fine dell'anno.