Energia21 Giugno 2022 14:51

Caro energia, Ripa di Meana (Gse): Dobbiamo modulare gli incentivi in modo diverso, Gse può aggregare piccoli venditori

Per ridurre la bolletta energetica “alcune soluzioni parziali possono arrivare dal comportamento interno dei consumatori. Alcuni strumenti sono resi non facili dalla rigidità di alcuni strumenti di incentivazione proposti dall’Unione europea” ad esempio “la RED II che ha cristallizzato una varietà di strumenti di incentivazione alle rinnovabili nel solo meccanismo a due vie che non pare essere qualcosa che va incontro alla necessità dei paesi membri. Poiché ciascun paese membro ha una configurazione di generazione elettrica per fonte molto differenziata e molti paesi hanno una riserva attivabile economica, come il carbone e il nucleare, si può eventualmente lavorare su quella componente che ha implicitamente o esplicitamente un prezzo amministrato e mitigare il caro energia aumentandone il peso”. Lo ha detto l’amministratore unico del Gse Andrea Ripa di Meana intervenendo in audizione alla Commissione Industria del Senato.

“Nell’assetto attuale non abbiamo questa capacità – ha precisato l’amministratore unico del Gse -. E il meccanismo a due vie non ci aiuta, è rigido. Sarebbe dunque arrivato il momento di proporre in sede europea un abbandono del meccanismo unico o la possibilità di ricorrere a incentivi più tagliati sulle esigenze nazionali. Se riuscissimo modulare gli incentivi in modo diverso riusciremmo ad attrarre soggetti che oggi fuggono dall’incentivo e non trovano più convenienza a essere merchant. Finché non arriveremo a una situazione in cui il margine sarà determinato dalle rinnovabili bisogna capire come fare fronte a questo periodo che non sarà breve come fare fronte a questa congiuntura di mercato. Il ministro Cingolani oggi diceva ‘separiamoli’, perfetto ma come sappiamo è difficile governare gli incentivi, e la teoria delle aste non da molti margini”, ha ricordato Ripa Di Meana. Da questo punto di vista “disporre di meccanismi di incentivazioni che propongono di chiudere il rischio merchant e borsa, forse si riuscirebbe ad attrarre dal mercato spot una parte delle rinnovabili nuove e vecchie e ad offrire al consumatore finale un prezzo medio ponderato più basso”.

“Per non trovarci tra parecchi mesi in una situazione in cui sì spingiamo sulle rinnovabili che contribuiscono a un eccesso di offerta senza far cadere il prezzo, forse bisognerebbe anche cercare di attivare le norme che già ci sono procedendo prima di tutto alla norma sul gas per ridurre fisicamente il fabbisogno delle categorie più esposte e dare un’abilitazione al Gse per sondare il mercato per capire se c’è intersezione tra acquirenti e venditori per lo sviluppo dei Ppa: possiamo provare a svilupparli su piccola scala per poi dare un messaggio concreto al mercato sul fatto che oggi queste contrattazioni sono possibili possono andare a buon fine e a dare oggetto a prezzi accettabili e dare un senso che anche i piccoli venditori aggregati possono vendere energia per dare soddisfazione al mercato”.