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AEROSPAZIONEWS5 Giugno 2026 12:45

Aviazione, Di Palma conclude la presidenza ENAC: “il mio bilancio? Da 0 a 230 mln di passeggeri”. VIDEOINTERVISTA

Aviazione, Di Palma conclude la presidenza ENAC: “il mio bilancio? Da 0 a 230 mln di passeggeri”. VIDEOINTERVISTA

(AGEEI/Aerospazionews) – Pierluigi Di Palma si prepara a concludere il suo mandato alla presidenza dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC). Nominato l’1 luglio 2021, con la firma del decreto da parte del presidente Mattarella, alla fine di questo mese lascerà la guida dell’autorità di regolazione tecnica, certificazione e controllo nel settore dell’aviazione civile in Italia, dopo cinque anni particolarmente intensi che hanno visto anche il blocco dei voli a livello mondiale per l’emergenza Covid. Avvocato dello Stato e già direttore generale dell’ENAC dal 1998 al 2003, Di Palma ha accettato di tracciare un primo bilancio con AGEEI/Aerospazionews.

“Il mio bilancio? Va da zero ai 230 milioni di passeggeri di oggi in Italia, perché ho iniziato a fare il presidente nel periodo Covid”, ha esordito. “Chiaramente, il traguardo di aver superato il traffico aereo precedente significa comunque aver sviluppato una policy adeguata”.

A quale policy fa riferimento?

“Parlo della policy che nasce, evidentemente, dall’idea che amo chiamare ‘ripartenza rock’. E’ più chiaro facendo il parallelo tra la crisi delle Torre Gemelli e l’emergenza Covid. Ai tempi dell’attacco alle Torri Gemelle vi furono un crollo e una ripartenza immediata del trasporto aereo. La crisi Covid, invece, ha avuto un profilo a U”.

Un profilo a U?

“Sì, c’è stato un lungo periodo di stasi tra il crollo e la ripartenza, in cui abbiamo invocato risorse per il sistema del trasporto aereo e, quindi, interventi di carattere keynesiano per tenere in piedi il comparto”.

E come è andata?

“Il governo chiaramente si è adeguato a queste nostre richieste. Il sistema italiano, a differenza degli altri Paesi europei, è rimasto solido, in piedi. Quindi, nella ripartenza ha intercettato più e meglio degli altri Paesi il traffico che ci ha portato a questi risultati”.

Cosa troverà il suo successore?

“Sicuramente, il mio successore troverà un Piano Nazionale Aeroporti definito, che è il vademecum fino al 2035. E’ evidente che il sistema del trasporto aereo italiano si dota così di un elemento programmatico. Questo elemento, chiaramente, permette di capire come sviluppare il business del sistema aeroportuale, all’interno di una cornice anche di presidio di carattere istituzionale. Credo che sia molto importante”.

Quale sarà la sfida?

“Seguire un Piano non è sicuramente semplice. Anche perché dobbiamo arrivare ai 305 milioni di passeggeri che vi sono indicati e che hanno necessità di nuove infrastrutture. Abbiamo visto che in Italia le realizzazioni infrastrutturali sono abbastanza problematiche”.

www.enac.gov.it

www.ageei.eu