Aviazione: Ustica, domani la decisione del Gip di Roma. Cavazza (AVDAU): “no all’archiviazione dell’inchiesta”
(AGEEI/Aerospazionews) – “L’unica opposizione all’archiviazione dell’inchiesta su Ustica è stata presentata da me. L’ho fatto perché sono fermamente convinta che sia ancora possibile, anche dopo così tanti anni, assicurare alla giustizia gli esecutori materiali di quella strage”. E’ quanto ha dichiarato Giuliana Cavazza, che il 27 giugno 1980 perse la madre nell’esplosione del Dc-9 Itavia e oggi presiede l’Associazione per la Verità sul Disastro Aereo di Ustica (AVDAU). Domani 26 novembre, infatti, il Gip di Roma è chiamato a decidere se archiviare l’inchiesta, aperta nel 2008 sulla base di dichiarazioni mediatiche dell’ex presidente Francesco Cossiga su presunte responsabilità francesi in una battaglia aerea che non ha mai trovato conferma nelle sentenze penali. Il Collegio Peritale d’Ufficio presieduto dal prof. Misiti dichiarò la bomba come “unica spiegazione tecnicamente sostenibile” per la distruzione del Dc-9 che provocò 81 vittime. Le inchieste penali basate sulla battaglia aerea si sono concluse non a caso senza alcun risultato concreto – si legge in una nota di AVDAU – così come è stata accertata in ogni grado di giudizio l’estraneità dei militari fantasiosamente accusati di inesistenti depistaggi.
“Da molti anni chiediamo che si indaghi senza pregiudizi sull’ipotesi della bomba, valutando con serenità tutto quanto emerge dal duplice allarme inviato da Beirut dal capocentro del Sismi, Stefano Giovannone, proprio la mattina di quel tragico 27 giugno”, ha aggiunto la presidente di AVDAU. “Questi atti, noti alla magistratura dal 2004, sono stati assunti nell’indagine solo su nostra insistenza, quasi vent’anni dopo, quando erano ormai già depositati presso l’Archivio Centrale dello Stato. In un momento nel quale il tema della giustizia è al centro del dibattito, spiace notare come l’indipendenza della magistratura cessi di essere un valore quando si parla di Ustica”, ha concluso Cavazza. “Per mia madre e le altre ottanta vittime chiedo una verità vera, senza gli interventi politici che confondano le acque da quasi mezzo secolo”.