Roma - Bruxelles autorizza l’estensione della platea dei beneficiari e l’aumento dell’intensità di aiuto fino all’80%. Il tetto massimo di spesa annua per la compensazione dei costi indiretti ETS sale da 140 a 600 milioni di euro.
La Commissione europea ha dato il via libera formale alla modifica e al rilevante potenziamento del regime di aiuti di Stato presentato dall’Italia per mitigare l’impatto dei costi indiretti delle emissioni sul comparto industriale ad alta intensità energetica. L’intervento, sviluppato nell’ambito del sistema di scambio delle quote di emissione dell’Unione Europea (ETS), mira a compensare le aziende energivore per i rincari dell’elettricità causati dal prezzo del carbonio. L’obiettivo primario stabilito dall’Esecutivo comunitario è contenere il rischio della cosiddetta delocalizzazione delle emissioni, evitando che i grandi gruppi manifatturieri trasferiscano i propri impianti produttivi verso Paesi terzi caratterizzati da normative ambientali meno stringenti, un fenomeno che finirebbe per incrementare l’impronta carbonica complessiva a livello globale.
LE ORIGINI DEL PROVVEDIMENTO
Il quadro normativo attuale rappresenta l’evoluzione di una misura originariamente autorizzata nel luglio del 2021. La decisione ufficiale dell’Esecutivo dell’Unione, una volta completata la verifica e la risoluzione delle consuete questioni legate alla riservatezza commerciale dei dati, verrà integralmente pubblicata con il numero di riferimento SA.122463 all’interno del Registro degli aiuti di Stato consultabile sul portale web istituzionale della Commissione dedicato alla concorrenza.
IL MECCANISMO DI CALCOLO E GLI INCENTIVI AL RISPARMIO ENERGETICO
L’impianto operativo della misura prevede l’erogazione di un indennizzo parziale a copertura dei costi indiretti sostenuti dalle imprese ammissibili nell’anno precedente a quello di erogazione, con la definizione del saldo finale programmata per il 2031. Per evitare che il sostegno finanziario disincentivi la transizione ecologica, la quantificazione del contributo economico poggia su precisi parametri di riferimento inerenti all’efficienza del consumo di energia elettrica. Questo meccanismo di calcolo introduce un incentivo strutturale che premia i beneficiari in grado di conseguire effettivi risparmi energetici e di razionalizzare i propri processi produttivi.
ESTENSIONE DEI SETTORI BENEFICIARI E AUMENTO DELL’INTENSITÀ DI AIUTO
Tra le novità sostanziali introduced dal regime modificato figura l’allargamento della platea dei destinatari. Il sostegno statale viene infatti esteso alle aziende operanti in nuovi ambiti produttivi ritenuti esposti al pericolo di delocalizzazione, in conformità con quanto specificato nell’allegato aggiornato delle linee guida comunitarie sugli aiuti di Stato in materia di ETS. Parallelamente, le autorità italiane hanno notificato e ottenuto un incremento dell’intensità massima del contributo, che passa dal 75% all’80% dei costi indiretti delle emissioni sostenuti, sebbene questo incremento percentuale sia riservato esclusivamente ai comparti industriali già inclusi nel perimetro della disciplina originaria.
UN’IMPORTANTE DOTAZIONE FINANZIARIA PER IL SISTEMA PRODUTTIVO
Le modifiche strutturali concordate con le autorità europee comportano una profonda revisione delle risorse finanziarie messe in campo dal governo italiano. Il budget complessivo stimato per l’intera durata del regime modificato registra un salto quantitativo rilevante, crescendo dagli iniziali 1,5 miliardi di euro fino a raggiungere i 3,6 miliardi di euro. Di pari passo si adegua la capacità di spesa sul breve periodo, con il tetto massimo del budget annuale che viene quadruplicato, passando dai precedenti 140 milioni di euro a una dote finanziaria di 600 milioni di euro all’anno.
LA VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE SULLA TUTELA DELLA CONCORRENZA
La valutazione tecnica condotta dagli uffici di Bruxelles ha vagliato la conformità della misura notificata rispetto alle regole europee sugli aiuti di Stato, concentrandosi in particolare sugli orientamenti specifici del sistema ETS. La Commissione ha accertato che il meccanismo rivisto rispetta appieno le condizioni previste dalla normativa comunitaria, giudicandolo uno strumento necessario e idoneo a sostenere la manifattura ad alta intensità energetica di fronte alle oscillazioni dei prezzi elettrici. L’Esecutivo dell’Unione ha inoltre concluso che l’aiuto si mantiene proporzionato, poiché resta rigorosamente limitato al minimo indispensabile e genera un impatto del tutto circoscritto sulle dinamiche competitive e sugli scambi commerciali all’interno del mercato unico europeo.