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Energia20 Luglio 2026 16:38

Unc: App non va bene. Gasolio record dal 16/4 2026. Benzina più cara del 18/3, quando Governo fece 1° intervento

Roma - “Così non serve. L’App Osservaprezzi carburanti del Mimit va modificata” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“I nostri uffici hanno iniziato a testare l’App e le prime considerazioni sono che così è inutile. Una volta preimpostato il raggio di ricerca, che arriva al massimo a 10 km, mentre andrebbe esteso a 30 km, l’App dovrebbe, appena aperta, mostrare subito, in automatico, i 3 o 5 prezzi più convenienti nel raggio preimpostato, utilizzando la posizione Gps, rispetto al carburante preferito e non fare apparire i prezzi medi regionali, che invece non solo non servono a niente ma sono addirittura fuorvianti, o far vedere un elenco spropositato di distributori, elenco nel quale non compare nemmeno il prezzo praticato e bisogna cliccare sui dettagli per visualizzarlo. Inoltre, il prezzo non è in ordine crescente, ma sparso. Non si può essere costretti, dopo che è spuntato l’elenco, a dove cliccare ogni volta sui filtri per poterli vedere in ordine di prezzo. Bisogna capire che mentre si è in macchina una persona non ha tempo di fare 10 click per trovare quello che gli serve. Non si può organizzare una caccia al tesoro per cercare quello di cui abbiamo necessità. Si deve poter preimpostare che appiano in automatico e subito i 3 o 5 prezzi in ordine di convenienza per il carburante prescelto” prosegue Dona.
“Quanto ai prezzi medi regionali, dovrebbero sparire o almeno consentire al consumatore di cambiare le impostazioni e di eliminarli, dato che, come sostiene l’Antitrust, un impianto “risulta effettivamente in concorrenza soltanto con gli impianti situati a pochi chilometri di distanza”. Di conseguenza “potrebbe facilmente verificarsi che il prezzo in una determinata sotto-zona sia diverso (ad esempio inferiore ndr.)  da quello medio regionale che quindi costituirebbe un indicatore non rappresentativo della situazione locale e come tale poco utile al consumatore”. In soldoni: le medie regionali sono ingannevoli” prosegue Dona.
“Venendo ai prezzi di oggi, il gasolio, attestandosi in autostrada a 2,164 euro al litro, raggiunge un record che non si aveva dal 16 aprile 2026, quando arrivò a 2.169 euro, mentre nelle strade normali per trovare un prezzo maggiore di quello di oggi, 2,091, si deve tornare al 20 aprile, quando toccò i 2,103 euro. Per la benzina, arrivata a 2,025 in autostrada e a 1,935 nella rete stradale, va un po’ meglio, nel senso che un valore più alto si ritrova prima, rispettivamente il 4 giugno e il 2 giugno, peccato che i prezzi siano oggi comunque superiori rispetto a quelli del 18 marzo 2026, quando il Governo decise la prima volta di intervenire, introducendo 20 cent di sconto sulle accise. Ci domandiamo, quindi, nuovamente: che aspetta il Governo a intervenire riducendo le accise? L’App, se fatta bene, aumenta la concorrenza e penalizza chi specula maggiormente, ma è ovvio che per ridurre i prezzi medi vanno ripristinati gli sconti sulle accise” conclude Dona.