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Difesa22 Luglio 2026 09:15

Vertice Nato, Tajani: ad Ankara riaffermata unità e coesione Alleanza, ma necessario realizzare pilastro europeo

Roma - Vertice Nato, Tajani: ad Ankara riaffermata unità e coesione Alleanza, ma necessario realizzare pilastro europeo

“l vertice Nato di Ankara ha segnato un passaggio chiave per il futuro dell’Alleanza Atlantica: ha ribadito l’unità delle due sponde dell’Atlantico e lo ha fatto in un frangente storico particolarmente complesso, attraversato da una profonda instabilità del quadro internazionale, tra le più critiche degli ultimi decenni, anche contro le previsioni di quanti hanno voluto vedere solo le singole prese di posizione della vigilia, perdendo di vista l’insieme. Quello che ci lega agli Stati Uniti va oltre il singolo presidente, va oltre il singolo post sui social media. Sono valori, persone, imprese, legami storici e profondi e quello che noi siamo, cioè l’Occidente”.

Così il Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso dell’audizione presso le Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e la Commissione Esteri e Difesa del Senato sugli esiti del vertice Nato svolto ad Ankara dal 7 all’8 luglio.

“La guerra di aggressione della Russia all’Ucraina continua senza tregua, colpendo indiscriminatamente, infliggendo indicibili sofferenze alla popolazione civile. Sono riaccese le tensioni anche nel Golfo, con le ripercussioni in tutto il Medio Oriente, nell’area del Mediterraneo allargato, dal Libano alle minacce degli Houti nel Mar Rosso. Proprio ieri il ministro degli Esteri saudita Faisal mi ha voluto chiamare per aggiornarmi sul pericolo reale e crescente rappresentato dai ribelli Houthi per il libero transito dello stretto di Bab el Mandeb e mi ha ringraziato per il costante impegno del governo per la stabilità e la sicurezza della regione, riconoscendo nell’Italia un paese paladino del rispetto della libertà di navigazione e della sicurezza marittima. Mi ha voluto ribadire l’importanza del dialogo con l’Italia su questi temi che, lo ricordo, sono cruciali per la nostra economia basata sull’export”.

“Non siamo davanti a crisi separate, sono tutti tasselli di un unico mosaico di instabilità che parte dall’Africa subsahariana attraverso il Mediterraneo, il Medio Oriente e arriva fino al continente europeo. Un quadro geopolitico in cui la diversificazione delle rotte di approvvigionamento e l’accesso alle materie prime sono diventati imperativi strategici che la crisi dello Stretto di Hormuz ha reso ancora più urgenti. Basti pensare anche all’Artico, una regione sempre più cruciale per la sicurezza dell’Alleanza e per le future rotte commerciali, per la quale, come sapete, abbiamo definito una strategia italiana”.

” In questo contesto, come ho riferito in apertura, il vertice di Ankara ha raggiunto il suo principale obiettivo politico, cioè quello di riaffermare l’unità e la coesione dell’alleanza: solo un Occidente unito, infatti, è in grado di affrontare sfide di questa portata. Abbiamo sempre posto questo obiettivo al centro della nostra azione, forti di una convinzione: l’Europa non può fare a meno degli Stati Uniti, ma anche gli Stati Uniti non possono fare a meno dell’Unione Europea. Un’Unione che deve essere sempre più consapevole della propria forza e della propria importanza, un’Europa capace di offrire garanzie di pace e di sicurezza per gli oltre 450 milioni di cittadini europei. La credibilità della nostra difesa collettiva dipende dalla nostra capacità di realizzare il pilastro europeo dell’Alleanza”.

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