Roma - Vertice Nato, Crosetto: Europa più forte rende Nato più forte, alleanza credibile solo se ogni membro lo è
“La sicurezza dell’Europa non è più un elemento garantito, stabile e sicuro. Oggi pensare che qualcuno, gli Stati Uniti ad esempio, possa e voglia continuare ad assicurare la nostra sicurezza collettiva, mentre noi diretti interessati la trascuriamo, sarebbe un errore: un errore più grave di una colpa, come diceva il marchese de Tayllerand”.
Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto nel corso dell’audizione presso le Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e la Commissione Esteri e Difesa del Senato sugli esiti del vertice Nato svolto ad Ankara dal 7 all’8 luglio.
“Il contesto internazionale cambia con una velocità e una pericolosità senza precedenti: è questo il messaggio che Ankara affida agli alleati, un’Europa più forte rende più forte la Nato. Non perché debba sostituirla, ma perché un’alleanza è credibile solo se ciascuno dei suoi membri è credibile. Le scelte che assumiamo ora servono a difendere e proteggere l’Italia di domani. Appartenere alla NATO significa poter contare sulla forza della difesa collettiva, assumendosi però fino in fondo tutte le responsabilità che questa scelta comporta. L’alleanza si misura sulle capacità concrete che ogni Paese mette a disposizione della sicurezza comune e dei piani di difesa collettiva. In questo concetto risiede lo stesso concetto di deterrenza: una postura che non vuol dire volere la guerra, ma essere sempre pronti a difendersi di fronte a minacce esterne, il presupposto indispensabile perché sia possibile un dialogo produttivo e perché la pace possa durare”.
“Questa è la strada indicata ad Ankara, ed è la strada che l’Italia continuerà a sostenere: costruire un’Europa più responsabile, più capace e più consapevole del proprio ruolo all’interno di una Nato unita, credibile e coesa. Questa visione trova riscontro nell’evoluzione che l’Alleanza sta vivendo: già dalla presidenza di Obama prima e Biden poi, la Nato resta fedele alla propria missione, ma cambia il modo in cui la realizza, perché cambia il contesto. Ogni organizzazione che voglia garantire sicurezza deve evolvere con la stessa rapidità delle minacce. Da questo punto di vista sappiamo bene che ormai un decennio prima e seconda presidenza Trump, che gli Stati Uniti chiedono una più equa ripartizione degli oneri finanziari tra gli alleati specie quando si parla di dare concorrenza concretezza ai piani di difesa del continente europeo. Gli Stati Uniti, a prescindere dal colore dell’amministrazione, si aspettano una redistribuzione delle responsabilità e dei carichi di lavoro. Fin quando restiamo dentro alleanze in cui crediamo, e che in 80 anni hanno difeso libertà, sicurezza e democrazia, gli impegni presi vanno rispettati”.