Quando la forza in azione trasforma la possibilità in realtà.
Gli altri siti del gruppo:

Categorie

Accesso

AGEEI TV25 Giugno 2026 17:47

Ucraina sta recidendo i tre fili della Crimea. Ecco come diventa ‘isola’. Russi camuffano veicoli con il blu ma abbattuti dai droni. VIDEOSERVIZIO dai nostri corrispondenti

Ucraina sta recidendo i tre fili della Crimea. Ecco come diventa ‘isola’. Russi camuffano veicoli con il blu ma abbattuti dai droni. VIDEOSERVIZIO dai nostri corrispondenti

Kyiv Ucraina – Dai nostri corrispondenti in Ucraina Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Da avamposto per l’invasione russa dell’Ucraina, la Crimea è ora diventata una zona d’assedio. Ogni ponte da cui Mosca un tempo proiettava la sua forza verso nord e verso ovest fa oggi parte d’una catena logistica estremamente fragile, il cui destino potrebbe essere ormai inevitabilmente segnato. La situazione s’evolve infatti d’ora in ora sempre più a favore dell’Ucraina, tanto da poter affermare che la presenza delle autorità d’occupazione russe si misurerà in mesi, se non in giorni.

ATTACCHI UCRAINI HANNO PARALIZZATO TRAFFICO LUNGO LA M18

Ucraina, un veicolo terrestre senza pilota ucraino come quelli usati sul campo di battaglia @Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Ucraina, un veicolo terrestre senza pilota ucraino come quelli usati sul campo di battaglia @Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Dopo gli attacchi che abbiamo documentato nei nostri precedenti dispacci, l’esercito ucraino ne ha effettuati altri che hanno paralizzato il traffico lungo la M18, interrompendolo vicino al ponte Chonhar (già pesantemente colpito tra il 7 e il 9 giugno), lungo il ramo esterno della P47 verso Henichesk, e poi lungo la M17 e la T2202 verso Armiansk (ormai quasi del tutto isolata dall’11 giugno scorso). Nelle scorse ore anche l’ultimo tratto di quest’ultima arteria vitale della Crimea è diventato impraticabile, inibendo quasi tutto il traffico diretto verso il ponte di Kerch.

COLPITA AREA PORTUALE DI KAVKAZ ISOLANDO KERCH DALLA RUSSIA

Devastanti per precisione, portata e tempistica, gli attacchi dei droni ucraini hanno colpito anche l’area portuale di Kavkaz, isolando Kerch dalla Russia anche via mare in quanto il servizio dei traghetti che attraversavano quello stretto è stato sospeso. Il terminal petrolifero nell’area portuale di Kerch brucia da giorni e gli occupanti stanno fuggendo dalle basi militari russe presenti nella zona.

PARTE DELLA PENISOLA RIMASTA SENZA ELETTRICITA

Una parte sostanziale della penisola, comprese le città di Sebastopoli, Alushta, Krasnoperekopsk e Armiansk, è rimasta senza elettricità. I nostri contatti in Crimea confermano che nella maggior parte del resto della penisola sono state imposte severe misure di razionamento che “Krymenergo” e le autorità russe locali attribuiscono vagamente a «danni alle reti elettriche».

RUSSI HANNO CAMUFFATO VEICOLI DIPINGENDOLI DI BLU MA DRONI UCRAINI NE HANNO DISTRUTTI 145 IN UNA SETTIMANA

Alla Perdei osserva le linee di difesa ucraine nelle coste meridionali sul Mar Nero @Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Alla Perdei osserva le linee di difesa ucraine nelle coste meridionali sul Mar Nero @Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Per questo motivo i russi hanno cercato di incrementare i trasferimenti di munizioni attraverso Mariupol’, riorganizzando la loro logistica terrestre e provando a spostare sempre più merci in colonne di veicoli e autocisterne dipinte di blu. Camuffarli in questo modo è l’ultima disperata mossa escogitata dalle forze armate russe, visto che in una sola settimana i droni ucraini ne hanno distrutti non meno di 145 lungo quel tratto di strada. Uno solo di essi avrebbe potuto rifornire un’intera brigata per una settimana. I nostri contatti a Berdiansk hanno confermato che ogni giorno almeno una ventina di questi veicoli transitano per quel nodo, provenienti da Rostov sul Don e diretti – secondo i piani del Cremlino – anche in Crimea.

FEDOROV: SE ATTACCHI RUSSI CONTINUERANNO LA CRIMEA DIVENTERA UN ISOLA. 12 ANNI FA FU “L’OPERAZIONE SPECIALE” DI PUTIN

Da principale trofeo di guerra e trampolino di lancio necessario per l’occupazione di Zaporizhzhia, Kherson e in parte anche di Donetsk, la penisola sta diventando la ferita più indifendibile del russkij mir. Tanto da portare il ministro della Difesa dell’Ucraina, Mykhailo Fedorov, a dire che se gli attacchi ucraini continueranno a questo ritmo, la Crimea diventerà presto un’isola.

Dodici anni fa fu il perno militare senza il quale l’invasione russa dell’Ucraina meridionale avrebbe assunto una forma completamente diversa. Mosca l’annetté unilateralmente proprio per spianarsi la strada verso il resto di quella che Putin avrebbe poi definito “operazione militare speciale”.

DAL 2014 MOSCA HA TRASFORMATO LA CRIMEA IN UNA PIATTAFORMA AVANZATA SUL MAR NERO

Un altro veicolo terrestre senza pilota ucraino @Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Un altro veicolo terrestre senza pilota ucraino @Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Dal 2014 in poi, Mosca ha trasformato la Crimea in una piattaforma avanzata sul Mar Nero, integrando in un unico sistema di proiezione basi navali, aeroporti, depositi di carburante, centri radar, difesa aerea, cantieri navali, porti, collegamenti ferroviari e stradali. Da lì le colonne di blindati russi si diressero 8 anni dopo verso Kherson e Melitopol’; da lì continuarono a esser sostenute le operazioni lungo l’asse Zaporizhzhia-Mariupol’; da lì la flotta russa ha garantito per anni copertura missilistica, interdizione marittima, e da lì ha esercitato pressione su tutto il versante meridionale dell’Ucraina, martoriando città come Odesa e imponendo un controllo – anche psicologico – del bacino settentrionale del Mar Nero.

QUELLA FUNZIONE ORA SI E’ INVERTITA

Quella funzione s’è ora invertita. La Crimea rimane geograficamente avanzata e quindi esposta. Quando l’Ucraina ha iniziato a colpire sistematicamente l’asse Chonhar-Dzhankoi, il collegamento Henichesk-Arabat e il corridoio terrestre attraverso Melitopol’, Berdiansk e Mariupol’, la manciata di punti d’accesso alla penisola s’è ridotta al ponte di Kerch. Colpendo anche il terminal di Kerch tanto da bloccare le rotte marittime attraverso quello stretto, l’Ucraina ha di fatto compresso l’intero spazio operativo russo nel sud occupato. Nella notte tra il 21 e il 22 giugno, i droni delle Forze Speciali ucraine hanno colpito il tratto ferroviario dal ponte che attraversa il Canale della Crimea settentrionale, vicino al villaggio di Rozdolne, facendone crollare una campata in acqua. Quando le squadre russe sono arrivate sul posto con le attrezzature di riparazione, una seconda ondata, nella notte tra il 22 e il 23 giugno, ha completato la distruzione dei macchinari e della parte restante del ponte. Martedì pomeriggio le forze speciali ucraine hanno annunciato che il ponte sul canale non esiste più.

Un drone ucraino P1-Sun @Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Un drone ucraino P1-Sun @Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Per capire come un ponte ferroviario possa avere un peso così grande, bisogna partire spiegando cos’è il Canale della Crimea settentrionale. Costruito durante il periodo sovietico, quel canale s’estese per più di 400 chilometri dal bacino idrico di Kakhovka sul Dnipro, attraversando la penisola tanto da contare oltre dieci passaggi a livello ferroviari e circa un centinaio di ponti stradali. Fino al 2014 forniva fino all’85% d’acqua dolce alla Crimea. Dopo l’occupazione militare e l’annessione illegale russa della penisola, l’Ucraina ne chiuse l’erogazione. La Russia la riaprì nel 2022 quando s’impadronì della diga di Kakhovka, interrompendo tuttavia nuovamente il flusso quando le sue truppe d’occupazione fecero crollare quella diga nell’estate del 2023, causando il peggior ecocidio intenzionale della storia recente. Da allora l’acqua non fluì più verso la Crimea ma rimase il corridoio: passaggi stradali e ferroviari lungo il canale che vennero usati per trasportare carburante, proiettili e soldati russi verso sud.

CRIMEA SEMPRE LEGATA AL MONDO DA TRE FILI E L’UCRAINA LI STA RECIDENDO TUTTI E TRE IN UN COLPO SOLO

Di conseguenza, riassumendo quanto spiegato finora e nei nostri precedenti dispacci, si può dire che la Crimea sia sempre stata legata al mondo solo da tre fili, e l’Ucraina li sta recidendo tutti e tre in un colpo solo.

IL PRIMO: IL PONTE SULLO STRETTO DI KERCH

Il primo è il ponte sullo stretto di Kerch, la struttura stradale e ferroviaria che Mosca ha costruito su trentacinque chilometri d’acque per raggiungere la costa di Krasnodar. La Russia ha evitato per anni il transito di carichi militari pesanti su quel ponte, segnato dagli incendi secondari che lo hanno deformato nel 2022 e da gennaio il transito è limitato ai veicoli leggeri. Il ponte è ancora in piedi, ma per il carico che può determinare la vittoria o la sconfitta in una campagna nel sud del paese, è praticamente inutile.

IL SECONDO: LA LINEA MARITTIMA DEL TRAGHETTO CHE VI CORRE ACCANTO

Ucraina, un drone russo di tipo Geran' esposto a Kyiv @Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Ucraina, un drone russo di tipo Geran’ esposto a Kyiv @Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Il secondo filo è la linea marittima del traghetto che vi corre accanto. Una soluzione alternativa per carburante e munizioni troppo pericolose da posizionare sul ponte. Come detto, il 21 giugno i droni ucraini hanno colpito il canale di Kerch assieme ai terminal petroliferi che l’alimentano — TES-Terminal-1 (a un chilometro dal ponte) e il porto di Kavkaz sul lato russo mandando in fiamme ben tre traghetti. Le autorità d’occupazione hanno sospeso il servizio quello stesso giorno e la Marina ucraina ha confermato che in Crimea non è rimasto in funzione nemmeno un traghetto russo.

IL TERZO: IL CORRIDOIO TERRESTRE CHE ATTRAVERSA DONETSK, ZAPORIZHZHIA E KHERSON

Il terzo filone è il corridoio terrestre che attraversa ampie porzioni del Donetsk, di Zaporizhzhia e di Kherson occupate. Si tratta della deviazione che il comando russo imponeva ai suoi autisti ogni qualvolta il ponte e i traghetti fossero indisponibili. Quel tratto si snoda su due linee ferroviarie e una manciata d’autostrade, attraversando proprio gl’istmi e il canale su cui i droni ucraini hanno lavorato dalla scorsa primavera. Il ponte di Chonhar, sull’autostrada Rostov-Simferopol, è ormai stato distrutto all’inizio di giugno, poi riparato con un pontone a sua volta colpito il 13 giugno. Già all’11 giugno scorso, un canale di monitoraggio crimeano aveva concluso che non erano rimasti ponti intatti sulle vie d’accesso terrestri alla penisola. Per avere un’idea della pioggia di fuoco ucraina sulla logistica russa basti sapere che, secondo lo Stato Maggiore ucraino e importanti think tank (in foto sotto TopLeadEU, 2026), ben 430 veicoli e autocisterne russi sono stati colpiti appena l’altro ieri. Molto probabilmente, la maggior parte di essi transitava proprio attraverso i territori meridionali dell’Ucraina illegalmente occupati dalla Federazione Russa e precisamente nelle aree di Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson, per dirigersi in Crimea.

www.ageei.eu

www.difesa.it

Ucraina supera Nato e punta sulle macchine, Mosca punta su tecnica tritacarne. Così cambia la grammatica della guerra. VIDEOSERVIZIO dal corrispondente

Ucraina, esercito di Putin senza carburante. Vittime russe superano ogni mese quelle dell’intera guerra in Afghanistan. VIDEOSERVIZIO dai nostri corrispondenti