Tokyo – In Italia serve un chiodo piantato sui binari per bloccare i treni, in Giappone basta un po’ di pioggia.
Un chiodo piantato male ha fatto puntare l’indice, a inizio ottobre, sulla gestione della rete ferroviaria italiana. I ritardi accumulati hanno generato disagi e ritardi anche nei giorni successivi cui si è dovuto far fronte a ‘problemi tecnici’.
I TRENI GIAPPONESI PRESI COME ESEMPIO
E spesso viene paragonato il freccia rossa italiano al treno giapponese, veloce, preciso e puntuale per definizione. E si legge sul web come il ritardo di un minuto si traduca in una questione d’onore per chi gestisce il sistema da cui dipendono, tra pendolari e cittadini, migliaia di persone ogni giorno.
IMMAGINARIO COLLETTIVO SMENTITO DA UN PO DI PIOGGIA
Ma l’immaginario collettivo viene smentito da un po’ di pioggia: il 2 novembre, in Giappone, a Tokyo stazione centrale, si sono accumulati ritardi fino a un ora su tutte le linee mandando letteralmente in tilt il sistema. Questo ha causato un sovrappopolamento all’interno della struttura ferroviaria – dato che una volta entrati non si può uscire – con migliaia di persone ‘bloccate’ come in un limbo aspettando di poter salire sui treni.
TRENITALIA, 1,9% VIAGGIA CON RITARDO SOPRA I 60 MINUTI
Trenitalia, nella relazione sulla qualità dei servizi, pubblicata nel 2023 (dati 2022), aveva spiegato che l’1,9% delle Frecce viaggia con un ritardo superiore ai 60 minuti, mentre il 98% arriva con un ritardo compreso tra zero e 60 minuti. Ma tra questi, veniva specificato, sono compresi anche i treni che arrivano in orario.
Mentre nel 2023 è stato cancellato da Trenitalia lo 0,6 per cento dei treni a media e lunga percorrenza, così come lo 0,6 per cento di quelli internazionali e l’1,2 per cento dei regionali.
DATO SU CANCELLAZIONE TRATTE MIGLIORA
Il dato del 2023 è migliore rispetto a quello del 2022, quando era stato cancellato il 3,3 per cento dei treni a media e lunga percorrenza e il 2,8 per cento dei regionali.
TRENI A TOKYO IN RITARDO DI ORE
In Giappone – viene frequentemente riportato – i treni hanno un ritardo medio di 0,6 minuti. Se un treno dovesse ritardare di almeno cinque minuti, verrà rilascisto un certificato che lo attesta (al fine di spiegare il ritardo al lavoro). Quando i treni registrano un ritardo superiore all’ora, l’avvenimento è riportato sulle prime pagine dei quotidiani. Oggi 2 novembre si presume dunque – se così fosse – che il sistema ferroviario impiegherà molto tempo e personale per rilasciare migliaia e migliaia di certificati.
